In bici per guadagnare in salute. L'ideatore dell'Eroica Giancarlo Brocci: «Meglio un approccio minimale»

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di Stefano Ardito
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Giovedì 14 Gennaio 2021, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 15:52

E' nato per promuovere la salute, il più grande evento di cicloturismo del mondo. Giancarlo Brocci, il medico di Gaiole in Chianti che nel 1997 ha ideato l’Eroica, era un dirigente della Usl di Siena. «Quando ho lanciato quella pedalata per strade secondarie, su biciclette d’epoca, volevo celebrare la bellezza della mia terra, ma anche fare medicina preventiva», sorride. Oggi l’Eroica è un gigante, un evento che attira migliaia di appassionati (ben 8200 nel 2019) da decine di paesi diversi. Brocci e i suoi amici hanno portato sulle “strade bianche” del Senese anche i professionisti del Giro d’Italia. Ma l’Eroica, insieme alla Maratona delle Dolomiti e ad altri eventi, è il simbolo di un mondo in crescita.

I PERCORSI

Gli appassionati italiani della bicicletta da strada e della mountain-bike (250.000 i tesserati, molti di più considerando i “cani sciolti”) continuano ad aumentare in tutte le regioni, e in tutte le fasce di età e di reddito. All’epoca di Coppi e Bartali, e anche ai tempi di Merckx e Gimondi, la bici era un mondo quasi esclusivamente maschile, oggi invece le donne sono sempre più numerose. Il clima mite dell’Italia, che consente di pedalare piacevolmente per gran parte dell’anno, e che offre magnifici itinerari anche nelle città e sulle coste, favorisce questa passione. Pesano in negativo sulla diffusione della bici in Italia le cattive condizioni di una parte delle strade, la maleducazione di molti automobilisti, una rete di piste ciclabili concentrata nella Pianura Padana e sulle Alpi. Gli appassionati della mountain-bike, sempre più numerosi possono spaziare su carrarecce e sentieri in tutta Italia. Devono affrontare terreni sconnessi, imparare a gestire l’equilibrio e la velocità in discesa. Qualunque bici e qualunque terreno si scelga, bisogna essere capaci di gestire lo sforzo, alimentarsi correttamente e ascoltarsi.

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POLMONI E TESTA

Il ciclismo si pratica spesso in gruppo, ma nei momenti cruciali si è da soli. «Chi inizia a praticare la bici, oltre all’aspetto sportivo, deve considerare quello emotivo. Chi cerca di seguire programmi di allenamento esagerati, oppure esce nel weekend con amici molto più forti di lui e che lo fanno sfiancare, quasi sempre si stufa e smette rapidamente», spiega Giancarlo Brocci. Chi cerca un approccio più corretto (Brocci lo chiama «minimale») deve scegliere itinerari accessibili, tener conto che su strade sconnesse o sterrate la fatica è superiore, considerare la bellezza dei luoghi e la voglia di sfidare sé stessi. «L’anello più lungo dell’Eroica, 200 chilometri e 4000 metri di dislivello, equivale come sforzo a una Parigi-Roubaix o a una Milano-Sanremo», continua Brocci. «Quello più breve, che ne misura 46, viene spesso tentato da persone non abbastanza allenate, ma che accettano la sfida, e quasi sempre ce la fanno. Per andare in bicicletta servono i polmoni e le gambe, ma la testa e i sogni sono altrettanto importanti».

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I CONSIGLI

BICI ELETTRICA, SI O NO?

Da qualche anno sono sempre più diffuse le e-bike. Si tratta di bici (da montagna o da strada), più care delle altre, dotate di un piccolo motore elettrico che “aiuta” la pedalata. Un’ottima soluzione per i principianti e anche per andare in bici in città. La facilità della e-bike, però, le può far diventare un pericolo. Anche se si sale in cima a una montagna senza sforzo, poi bisogna essere capaci di scendere.

LA PREPARAZIONE

Prima di salire in bicicletta, come prima di ogni altra attività sportiva, è bene fare un po’ di stretching, con esercizi adatti. Per le giornate di maltempo, nelle sere d’inverno, ci si può preparare in uno spazio indoor con i rulli. Uno strumento prezioso e ormai diffusissimo, che costa poco (dai 100-150 euro in su) e che richiede poco spazio, e che può essere acquistato nei negozi specializzati oppure online. 

IL CUORE

La bicicletta è uno sport aerobico, un’attività di bassa intensità e di lunga durata. Possono praticarlo in molti, anche se sono in sovrappeso, ma con le dovute precauzioni. “Per neofiti ed esperti è essenziale il cardiofrequenzimetro, che ci dice se possiamo spingere o se ci dobbiamo fermare” spiega Paolo Francesco Tosi, medico anestesista e rianimatore all’Humanitas di Rozzano e cicloamatore appassionato.

LA SCHIENA E LE ARTICOLAZIONI

La posizione del corpo, con il peso sorretto dalle braccia, consente di andare in bicicletta a lungo, senza troppi problemi. Posizioni in sella sbagliate creano problemi alle spalle, alle ginocchia o alla schiena. Bisogna scegliere una bici adatta alla propria struttura fisica, e far regolare perfettamente l’altezza del manubrio e del sellino. I buoni venditori lo sanno fare, se non basta ci si può rivolgere a un posturalista.

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