Un farmaco green antibatteri, test su una tela del '500: alternativa agli antibiotici

Un farmaco green antibatteri, test su una tela del '500: alternativa agli antibiotici
di Carla Massi
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Giovedì 12 Maggio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:39

Allievo del Vasari, fu tra i pittori che decorarono il soffitto del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze e lavorò agli affreschi per le tre cappelle di San Michele, San Pietro Martire e Santo Stefano della Torre Borgia in Vaticano.

Classe 1542, toscano, Jacopo Zucchi oggi si trova ad essere un “paziente” del Policlinico Gemelli di Roma. O meglio un suo quadro su tela “Il Silenzio” (1572) che, insieme ad altre otto, è nel soffitto ligneo della Terrazza delle Carte Geografiche della Galleria degli Uffizi a Firenze.

IL RISANAMENTO

Ed è proprio la tela, attaccata da divoranti colonie di funghi, ad aver avuto bisogno di cure. In questo caso, di cure green visto che, per risanarla, è stato utilizzato un mix assolutamente naturale: idrolato di arancia amara e di olio essenziale di corteccia di cannella. Per la prima volta al mondo utilizzato questo “farmaco” per il restauro. Messo a punto dai microbiologi dell’Università Cattolica - Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Nel mix nulla di sintetico, dunque. Spalmato su altrettante superfici assolutamente naturali come la tela, i colori preparati nella bottega di Zucchi e la colla animale. Il lavoro, oltre alla firma dell’Istituto romano, ha anche quella dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. I risultati dello studio congiunto sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Fungi. «L’opera – racconta la microbiologa Maura Di Vito, ricercatrice in Microbiologia e Microbiologia clinica all’Università Cattolica, campus di Roma - presentava una colonizzazione da biodeteriogeni fungini sulla parte posteriore della tela. Da anni stiamo portando avanti delle ricerche sull’impiego degli oli essenziali e degli idrolati nei restauri. Avendo già completato tutta la sperimentazione in vitro e verificato l’efficacia su alcune opere dipinte antiche, si è pensato di poter trattare così la tela danneggiata di Jacopo Zucchi. La proposta del restauro green è stata accolta dalla Direzione degli Uffizi e abbiamo iniziato». Un lavoro diviso tra Roma e Firenze. Un gruppo formato, oltre che dalla microbiologa Maura De Vito, dalla dottoressa Debora Minotti, restauratrice, la dottoressa Daphne De Luca, restauratrice e docente a contratto dell’Università di Urbino e la professoressa Francesca Bugli dell’Università Cattolica. Primo passo, tipizzare i funghi che stavano danneggiando l’opera. Fare, cioè, un identikit dei ceppi. Prelevati i campioni, con tamponi e uno speciale scotch in grado di raccogliere i microrganismi contaminanti, si è passati al laboratorio di Microbiologia del Gemelli. Dove i funghi sono stati messi in coltura. «Abbiamo isolato i due ceppi fungini che colonizzavano l’opera - spiega il professor Maurizio Sanguinetti, Ordinario di Microbiologia all’Università Cattolica - e li abbiamo testati in vitro con i nostri oli essenziali e idrolati per verificarne l’efficacia. I funghi contaminanti sono risultati sensibili al mix caratterizzato da idrolato di arancia amara (Citrus aurantium var. amara) e una piccolissima quantità di olio essenziale di corteccia di cannella (Cinnamomun zeylanicum)».

IL PAZIENTE SPECIALE

 Da qui, il via al trattamento: “ricoverata” l’opera in una stanza tutta per lei, è stato spruzzato il mix sul retro della tela. Quindi, sopra è stato appoggiato foglio di carta assorbente imbevuto della stessa miscela. Il quadro è stato poi alloggiato dentro una sorta di grande busta di Melinex (un film in poliestere utilizzato nel restauro) e adagiato su una tavola riscaldante. Poi, sempre nella sua stanza, è stato lasciato tutta la notte con riscaldamento spento. L’alta temperatura è servito a far entrare i funghi nella fase di replicazione permettendo alla cura di agire al meglio. Il giorno successivo è stato rimosso tutto e la tela è stata fatta asciugare. Esame di controllo: funghi scomparsi. “Il Silenzio”, risanato, è tornato al suo posto. «Le Gallerie degli Uffizi - è il commento del Direttore del museo Eike Schmidt - sono orgogliose di lavorare sui fronti più all’avanguardia della ricerca scientifica». Ricerca che, in questo caso, ha l’obiettivo di arrivare, per l’uomo, alla disponibilità di prodotti, a base di oli essenziali, ad azione anti-batterica e anti-fungina. «Il restauro - aggiunge Sanguinetti - si è felicemente inserito nel filone dei nostri studi che portiamo avanti da anni. L’uso, cioè, di oli essenziali. Dopo il bergamotto, l’arancia amara e la corteccia di cannella. Il lavoro del laboratorio è mirato a mettere a punto nuove risorse, si pensi a garze imbevute di questo mix, per curare le infezioni da stafilococco aureo. Che è la causa principale di infezioni, appunto, della pelle e dei tessuti molli. Che possono essere anche gravi, in particolare quelle causate dai ceppi che resistono alle terapie. Una vera nuova alternativa all’antibiotico e all’antibiotico-resistenza. Dal momento che agisce sull’organismo con meccanismi diversi da questi farmaci. Potrebbe essere un importante sostegno terapeutico, per esempio, per il piede diabetico». 

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