Pfizer, vaccini anche ai 12enni, Speranza: «Il 28 via libera dell’Ema come in Usa»

Pfizer, vaccini anche ai 12enni, Speranza: «Il 28 via libera dell Ema come in Usa»
di Mauro Evangelisti
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Giovedì 20 Maggio 2021, 01:43 - Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 10:09

Negli Stati Uniti hanno già somministrato i vaccini a 600mila adolescenti di età compresa tra i 12 e i 15 anni. Le somministrazioni sono cominciate una settimana fa, quando Cdc (l’autorità americana) ha autorizzato il vaccino di Pfizer-BioNTech anche per quell’età. Ema, l’agenzia europea del farmaco, prenderà un analogo provvedimento il 28 maggio, ci sarà il recepimento di Aifa e a quel punto anche in Italia si organizzerà il piano per proteggere i ragazzi che frequentano le medie e i primi anni delle superiori. Secondo il ministro della Salute, Roberto Speranza, «questo ci consentirà di riaprire le scuole a settembre in sicurezza».


I NODI
Ci sono due ostacoli: il primo, sarà convincere le famiglie a vaccinare i figli adolescenti spiegando che un’operazione massiccia di questo tipo contribuirà a congelare la circolazione del virus e a prevenire una ripresa dei contagi in autunno simile a quella del 2020; il secondo è collegato al numero di dosi a disposizione: è importante proteggere i ragazzi, che per il loro tipo di socialità spesso sono grandi diffusori del virus, ma allo stesso modo è urgente completare l’immunizzazione dei più anziani.

Speranza assicura che a giugno saranno consegnate altre 20 milioni di dosi, ma se prosegue il clima di diffidenza nei confronti di AstraZeneca, sarà difficile avere sufficienti fiale di Pfizer per tutti, adolescenti compresi. Vero è che a fine maggio è attesa da parte di Ema anche l’autorizzazione di un quinto vaccino, Curevac (con tecnologia mRna come Pfizer-BioNTech e Moderna).

Nel frattempo, nel Lazio, regione scottata l’estate scorsa dall’effetto del rientro di migliaia di ragazzi tornati positivi dalle vacanze in Sardegna, alle Baleari, in Croazia, a Malta e in Grecia stanno studiando un piano per proteggere ventenni e trentenni. La formula è quella degli open day, già sperimentata ma limitata solo agli over 40. Si sta pensando, puntando sempre su AstraZeneca, di proporre altri open day con una platea più vasta, abbassando il target: prima fino agli over 30, poi a luglio agli over 20.

«Partite in vacanza in sicurezza» è più o meno lo slogan a cui sta pensando l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato. Poiché con il nuovo decreto già a 15 giorni dalla prima dose si riceve il green pass che facilita notevolmente i viaggi, la strategia prevede di offrire l’iniezione ai ragazzi a luglio, prima delle partenze, e fissare i richiami (come vuole la tempistica di AstraZeneca) per settembre, dunque al rientro. Gli ultimi studi, sulla base dell’esperienza britannica, rilevano che AstraZeneca garantisce una buona protezione già 15 giorni dopo la prima dose.


I NUMERI
Per gli adolescenti, invece, l’unico vaccino per il quale si vede imminente la possibilità di utilizzo è Pfizer-BioNTech. Lo ha confermato ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo a una interrogazione al Camera. Ha detto: «Si prevede che il 28 maggio l’Ema rilasci l’autorizzazione al vaccino Pfizer per la fascia 12-15 anni. Ad oggi solo questo immunizzante è previsto a partire dall’età di 16 anni, gli altri dai 18. È un fatto molto importante perché vaccinare i giovani è altamente strategico ed è essenziale per la riapertura in sicurezza del prossimo anno scolastico. Aspettiamo la decisione dell’Ema anche per dare maggiori informazioni su queste fasce d’età».

Si sta rafforzando nel governo la convinzione che, dopo avere protetto la parte della popolazione maggiormente a rischio, si debba passare a coloro che invece hanno un ruolo chiave nella diffusione del virus. E lo stesso Speranza lo ha ricordato: «Finora ci siamo preoccupati di vaccinare le fasce di persone più esposte al virus: operatori sanitari, anziani, fragili. A giugno arriveranno altri 20 milioni di dosi di vaccini e l’immunizzazione potrà essere estesa ad altre categorie di cittadini, tra cui i più giovani».


Attualmente in Italia hanno ricevuto almeno una dose 59mila ragazzi tra i 16 e i 19 anni, 744mila tra i 20 e i 29 anni. Salvo eccezioni, sono giovani che fanno parte di categorie fragili, sono operatori sanitari, specializzandi di medicina o lavorano nelle Rsa.
 

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