Stanza dell'emicrania e design anti mal di testa in mostra a Milano

Lunedì 8 Aprile 2019
 L'incubo comincia con una sensibilità particolare alla luce e al rumore. Poi arrivano la nausea e un dolore forte e pulsante che lascia storditi ed esausti. Se non si è provato, è difficile immaginare cosa voglia dire finire nel vortice dell'emicrania. «L'idea del mal di testa è riduttiva», raccontano i pazienti. Le loro sensazioni si potranno sperimentare dal vivo alla Design Week 2019 di Milano. Ci sarà infatti anche una stanza dedicata a questo: una tempesta di stimoli visivi e uditivi trasporterà i visitatori nel mondo tormentato dei pazienti soggetti ad attacchi. Ma è solo l'inizio di un viaggio che ha come meta finale un esempio di 'design anti mal di testà, dalle luci con intensità modulabile in wireless alla seduta regolabile, fino al wall paper pensato per suscitare un senso di calma.

Da realizzare sul posto di lavoro, a costi accessibili. Perché l'impatto della patologia è anche sulla produttività delle persone colpite. Il percorso esperienziale sull'emicrania, battezzato 'Reimagine Medicine: re-Design Migrainè, è promosso dalla casa farmaceutica Novartis - che segna l'inedita presenza di Big Pharma al Fuorisalone - per sensibilizzare sul tema, e sarà visitabile da martedì 9 a domenica 14 aprile in via Tortona 30. È un viaggio a tappe nato dalla creatività made in Italy, quella del designer milanese Davide Radaelli. Tre sale, ognuna con una storia da raccontare (parole chiave 'problemà, 'rifugiò, 'sollievò), per dare voce a chi soffre del disturbo disabilitante: solo in Italia circa 6 milioni di persone, in prevalenza donne che ogni anno perdono in media 16,8 giorni di lavoro (gli uomini 13,6). A livello economico uno tsunami: l'età in cui l'emicrania imperversa con la massima intensità è infatti tra i 35 e i 45 anni, in piena carriera. 

«Nonostante vivano in condizioni fortemente invalidanti, le persone che soffrono di emicrania si sforzano di essere produttive, ma hanno bisogno di migliorare la gestione dei sintomi e di avere maggiore comprensione da parte di parenti e amici, oltre che di colleghi di lavoro - spiega Piero Barbanti, responsabile dell'Unità per la cura e la ricerca su cefalee e dolore dell'Irccs San Raffaele Pisana di Roma e presidente eletto dell'Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee). 
Si inizia con la 'Migraine Experience Room' che racconta il disagio generato da fotofobia e fonofobia, mentre un video narra le conseguenze quotidiane della malattia. La visita prosegue nella 'Migraine Protection Room' dove si viene accolti dall'installazione 'In/Out'. L'opera propone delle rappresentazioni di coperte che sospese a mezz'aria creano al loro interno un volume vuoto. C'è una dualità tra quel che c'è dentro, un luogo di rifugio e isolamento, e l'esterno, ambiente ricco di elementi disturbanti che peggiorano lo stato già sofferente della persona colpita da emicrania. Il concetto è quello di 'security blanket', chiariscono i promotori del progetto, in cui la coperta riveste il ruolo protettivo e confortevole in cui si rifugia chi si trova a vivere momenti di patimento. 

E infine arriva la Migraine Relief Room, pensata a partire dalle esigenze emerse in un dialogo aperto con i pazienti, riuniti in un advisory board: toni neutri per azzerare qualsiasi stimolazione data dai colori; tende oscuranti e luci 'dimmerabili in wireless' per contrastare la fotofobia senza doversi muovere; seduta regolabile per assumere la posizione più confortevole e scongiurare attacchi di nausea; una tenda trasparente per trovare sollievo guardando oltre la finestra; un angolo cucina con microonde, tazze e frigo per rendere possibile l'idratazione con bevande calde o fredde. E ancora: una 'librerià di coperte e cuscini diversi per cercare il comfort su misura; un tappeto soffice su cui stare a piedi nudi o sdraiarsi; un wall paper per oltrepassare i confini dello spazio chiuso.
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