Covid e palestre, come riaprire in sicurezza? Tre metri di distanza, corsi ridotti, niente aria condizionata. Rebus mascherina

Covid e palestre, come riaprire in sicurezza? Tre metri di distanza, corsi ridotti, niente aria condizionata. Il rebus mascherina
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Lunedì 29 Marzo 2021, 13:39 - Ultimo aggiornamento: 16:43

Che sia zona rossa o arancione, le palestre rimangono ancora chiuse. E con la zona gialla che non si vedrà presumibilmente fino al 30 aprile, solo in zona bianca è consentita in teoria l'attività fisica al chiuso. A dire il vero, alcuni hanno già ripreso ad andare nei centri sportivi, ma si tratta di tutte quelle persone che fanno parte di una Federazione o un Ente di promozione sportiva e partecipano a campionati classificati come di interesse nazionale. Per le palestre, invece, in Italia non si parla ancora di riaperture. Mentre negli Stati Uniti, Paese leader nella somministrazione dei vaccini, 73 milioni di persone tornate a fare esercizio fisico al chiuso. Però, a determinate condizioni.

Le condizioni per la riapertura

Negli Stati Uniti, palestre e centri fitness hanno riaperto in ogni Stato, anche se con limitazioni per le persone che possono entrare. A New York, ad esempio, sono ammesse il 33% delle persone rispetto a quelle che gli spazi potrebbero consentire. Ma c'è anche un altro obbligo per chi svolge un esercizio: è necessario indossare le mascherine durante l'attività. I rischi di contagiarsi, infatti, ci sono.

I rischi dell'attività al chiuso

Il problema per l'attività in palestra è spesso legata alla respirazione, che è più intensa durante l'esercizio. Durante gli allenamenti le persone inspirano ed espirano volumi d'aria più grandi rispetto a quando sono a riposo. E quindi, se qualcuno è contagiato, c'è più probabilità che il virus possa infettare altre persone. Gli epidemiologi ritengono che la possibilità di trasmettere il Covid in un ambiente chiuso abbia una percentuale pari al 100%. Ed è per questo importante rispettare determinati parametri per poter riaprire le palestre.

La soluzione

Il Dr. Marr, professore di ingegneria al Virginia Tech e uno degli esperti mondiali in tema di trasmissione del virus, ritiene che la distanza tra le persone in una palestra vada aumentata. Passando dal metro attuale ai 3 metri. Questo sarebbe possibile riducendo il numero delle classi. Un'altra idea applicata in alcune città è quella di sfruttare spazi che hanno solitamente un'altra funzione, come i garage. Perciò le condizioni ottimali per poter svolgere attività al chiuso sono: soffitti alti, finestre e porte aperte. E i condizionatori? Da evitare, perché è aria che circola nella stanza e aumenta la possibilità di contagio. C'è poi il grande tema dell'uso della mascherina durante l'attività. 

Mascherina in palestra?

Indossare una mascherina durante l'esercizio è consigliato dal CDC (Centre for desease control), la massima autorità in tema di sanità in America. Ma, con l'esercizio, le mascherine si inumidiscono velocemente e perdono la loro efficacia. Quindi si hanno dubbi riguardo l'opportunità di usarle. Però, di certo, consentono di trattenere le particelle d'aria potenzialmente contagiose.

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Il tipo di esercizio in palestra fa la differenza?

A seconda dell'attività fisica svolta al chiuso cambia la probabilità di trasmettere il virus. Questo perché l'intensità del respiro è diversa. Durante spinning, oppure balli di gruppo, la richiesta di ossigeno da parte del nostro corpo è maggiore. Diverso è per yoga e Pilates. In quest'utlimo caso, ad esempio, si respira di più attraverso il naso, che è un filtro naturale per il virus. 

I benefici per la salute

Anche stare fermi non fa bene alla salute. Il calo dell'attività fisica e l'aumento di peso possono essere un rischio per la salute di ognuno di noi. Secondo una ricerca condotta da geriatri del Day Hospital post-Covid della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Università Cattolica campus di Roma, l'esercizio fisico, anche a casa, è uno scudo in più contro il Covid. La massa muscolare riduce il rischio di conseguenze gravi dell'eventuale infezione. Ma agevola anche il recupero, contrastando i sintomi della sindrome post Covid. 

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