Long Covid, gli effetti dell'infezione: quanto durano e quali sono i rischi per cuore, sonno e sport

Long Covid, quanto dura e quali sono i rischi per cuore, sonno e sport
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Domenica 11 Luglio 2021, 19:12 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 15:11

La percentuale delle persone che hanno esperienza del long covid è del 14%. Lo ha certificato uno studio pubblicato dalla rivista Jama Network Open. Che ha inoltre scoperto come il Covid non colpisca solo i polmoni, ma lascia diversi segni nel corpo: dal cuore al sonno. Per la prima volta sono stati monitorati e misurati con uno strumento comune ma che si è dimostrato efficace per registrarne gli effetti sull'organismo. Ovvero i dispositivi indossabili che monitorano i parametri vitali ed hanno permesso di svelare che la malattia lunga compare nel 14% delle persone che si infettano e che, in questa forma, dura in media quattro mesi.

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Long Covid, quanto dura

Il Covid si manifesta in diverse forme nelle persone contagiate. Può essere asintomatico, e quindi chi è positivo non presenta sintomi, oppure può durare anche per diverso tempo. Come Jason Kelk, insegnante di informatica di Leeds che ha avuto il Covid per oltre un anno. Di media, però, quando il coronavirus si protrae per molto tempo nel corpo di uan persona, nell'ultimo studio pubblicato dalla rivista Jama Network si è visto che in media dura quattro mesi.

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Gli effetti sul cuore e sul sonno

Nello studio pubblicato dalla rivista Jama Network Open sono stati confrontati i dati di 641 individui con malattie respiratorie, ma negativi al Covid, con 243 volontari che invece avevano l'infezione. In tutti i casi sono state notate variazioni nel battito cardiaco, nel ritmo sonno-veglia e nell'attività fisica. Quindi il long covid colpisce il cuore e il sonno. Parametri che poi impiegano molto più tempo a tornare normali in chi è stato colpito dal Sars-Cov-2.

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Differenze tra covid e long Covid

In media la frequenza cardiaca a riposo nei pazienti Covid non ritorna normale prima di due mesi e mezzo, l'attività fisica prima di un mese mentre il ritmo sonno veglia si regolarizza intorno al giorno 24 dalla diagnosi. Per chi invece ha il 'long Covid', il 14% del campione considerato, i sintomi durano molto più a lungo, con la frequenza cardiaca che rimane più alta del normale per quattro mesi. Secondo lo studio, spiegano i ricercatori, chi ha la forma cronica della malattia di solito ha sintomi più gravi all'inizio rispetto a chi non la sviluppa. «I nostri dati - afferma Jennifer Radin dello Scripps Research Translational Institute, uno degli autori .- suggeriscono che la gravità dei sintomi iniziali, a partire dall'alterazione della frequenza cardiaca, possono essere usati per predire quanto impiegherà il paziente a guarire dall'infezione. In futuro, con un campione più numeroso, sarà possibile capire perchè le persone hanno sintomi diversi l'una dall'altra».

 

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