Le “abbuffate” alcoliche del weekend mettono i reni a rischio

Lunedì 11 Marzo 2019
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 Le abbuffate alcoliche, in particolare nel fine settimana, mettono i reni a rischio. È l'allarme lanciato in occasione del Congresso di Cardionefrologia 2019, che si terrà a Roma dal 12 al 14 marzo. «Tra i vari comportamenti, quello che preoccupa di più i nefrologi sono i nuovi modelli del consumo di alcol diffusi tra i giovani, con in testa il cosiddetto 'binge drinking', sei o più bicchieri assunti in una sola serata per cercare lo 'sballò e la perdita di controllo», evidenzia Luca Di Lullo, responsabile scientifico dell'evento. Il fenomeno come sottolinea il Ministero della Salute nella relazione annuale al Parlamento, interessa circa 8,6 milioni di italiani che hanno una modalità di bere a rischio. Nel 2017 riguardava il 17% dei giovani tra i 18 e i 24 anni e 800 mila minorenni, che non si limitano più a consumare vino o birra ma si sono spostati verso cocktail, liquori e distillati. «L'eccesso di bevande alcoliche è un noto fattore di rischio di insufficienza renale - spiega l'esperto - il danno può facilmente diventare cronico anche perché le malattie renali sono silenti sino agli stadi più gravi. Negli ultimi anni abbiamo assistito a casi di giovanissimi per i quali è stata necessaria la dialisi per contrastare gli effetti di tossicità acuta delle bevande alcoliche. Il consumo sia acuto sia cronico può compromettere la funzione dei reni che non riescono più a regolare la quantità di fluidi ed elettroliti nell'organismo». «L'alcol e i suoi sottoprodotti tossici - conclude Di Lullo - sono in grado di mandare in tilt anche l'equilibrio ormonale che regola la pressione sanguigna e la produzione di globuli rossi. Inoltre l'effetto diuretico porta ad urinare di più e più spesso alterando l'equilibrio di sodio, potassio, calcio e fosfati. Aumenta anche la pressione arteriosa». (ANSA) Y09-SAM © RIPRODUZIONE RISERVATA

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