Emicrania, 6 milioni di pazienti: le donne colpite tre volte più degli uomini, malattia sottovalutata

Mercoledì 26 Giugno 2019
 Paralizzati e spaventati da una malattia spesso vissuta nell'ombra, più comune nelle donne e sottovalutata. Sono l'11,6% gli italiani limitati dall' emicrania nelle sue varie forme, circa 6 milioni di persone. La patologia è tre volte più frequente tra le donne e condizionante: il 15,8% contro il 5% dei maschi ne è colpito. A tracciare il quadro è la ricerca Vivere con l'emicrania, realizzata dal Censis con la sponsorizzazione di Eli Lilly, Novartis e Teva.

E' stato interpellato un campione di 695 pazienti dai 18 ai 65 anni con diagnosi di emicrania ed è stato effettuato un focus sulla cefalea a grappolo. Ô emerso che gli attacchi 'paralizzanò nel vero senso del termine: la durata media, se non debitamente trattati, nel 46% dei casi, è pari a 24-48 ore. In quei momenti circa 7 persone su 10 affermano di non riuscire a fare nulla, e oltre la metà ha una paura costante che si manifestino i sintomi. Per quasi il 28% dei pazienti (il 38,1% con una forma cronica) l' emicrania ha inciso sull'attività professionale (tra questi il 18,7% ha lasciato il lavoro prima della pensione), per il 18% sugli studi. Quando si manifestano i sintomi, un atteggiamento abbastanza diffuso è minimizzare: ci vogliono in media fino a 7 anni per la diagnosi, anche perché il 41,1% di coloro che ne soffre aspetta più di un anno a rivolgersi al medico, il 20% 5 anni o più. Solo il 13,6% lo consulta subito. La patologia è individuata solo dal 36% come una vera e propria malattia.

Molti la assimilano a un sintomo derivante da qualche altro disturbo (il 16,2% la associa a problemi ormonali, l'8,7% a un disagio psicologico). «L'idea sbagliata - spiega Ketty Vaccaro del Censis - e che talvolta è anche condivisa dalle persone che ne sono affette, è che in qualche modo sia una patologia 'compatibilè con la quotidianità, c'è una sottovalutazione del fatto che sia una malattia». Vaccaro rileva anche che «riescono ad accedere alle cure in centri specializzati più al Nord e al Centro piuttosto che al Sud e il referente per la cura condiziona anche la tipologia di farmaci: se è specializzato è più facile poter assumere farmaci specifici ma anche per la prevenzione». Solo nel 19,5% dei casi la prescrizione dei farmaci è gratuita, per il 42,7% dietro il pagamento del ticket. Il 37,8% di chi è colpito affronta invece costi totalmente di tasca propria. La richiesta forte, aggiunge Vaccaro, è anche di «un riconoscimento di invalidità. Per il 90% il problema principale percepito è la sottovalutazione sociale della patologia, li considerano esagerati e non malati».

Sull' emicrania come patologia sociale, al pari di tumori e altre malattie, sta lavorando la politica e potrebbe essere approvata entro settembre, se non vi sono modifiche, una proposta di legge (leggermente rivista) sull' emicrania come malattia sociale, presentata dalla senatrice Paola Boldrini (Pd) a inizio legislatura.
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