Covid, visite agli anziani nelle Rsa: «Riaprire. I nostri nonni hanno bisogno di affetto». Le proposte dell'Orsan

Covid, visite agli anziani nelle Rsa: «Riaprire. I nostri nonni hanno bisogno di affetto». Le proposte dell'Orsan
4 Minuti di Lettura
Lunedì 3 Maggio 2021, 18:08

Tornare ad abbracciare i propri parenti nelle Rsa. Togliendo il plexiglass, pareti divisorie e videochiamate. La richiesta viene dall'Orsan, il comitato Open Rsa Now composto dai parenti dei ricoverati nelle strutture sanitarie assistite, e finisce sulla scrivania del ministro della Salute Roberto Speranza. È ormai più di un anno che a causa del Covid nonni e nonne sono chiusi nelle 7.372 strutture presenti in Italia. Ma forme di affetto non ce ne sono state se non con la stanza degli abbracci, che però non basta.

Le proposte sono delicate, perché coinvolgono persone fragili e non autonome. Articolate in nove punti in cui si chiede che:

1) ai familiari sia garantito l'accesso in struttura sempre e comunque, in sicurezza, sulla base di visite programmate e/o urgenti;

2) Le visite mediche da specialista medico/tecnico, esterno alla struttura, siano sempre permesse, in qualsiasi condizione e in condivisione con i famigliari, poiché contribuiscono in modo sostanziale alla qualità della vita e al mantenimento in salute del degente. La condivisione con i famigliari deve riguardare sia la scelta dello specialista sia la strategia di cura o intervento.

3) la visita del familiare si svolga in accordo con la struttura, nel rispetto della privacy paziente/familiare, per un tempo che viene considerato significativo a partire da 45 minuti e adeguato a ristabilire la comunicazione con persone che hanno vissuto la privazione degli affetti per 14 mesi, che sono nella fase finale della vita e/o provati dalla malattia e che hanno deficit sensoriali/cognitivi. Ogni situazione andrà valutata attentamente caso per caso, al centro c'è il bene della persona ricoverata in struttura.

4) Le visite si svolgano in aree dedicate con regole determinate e condivise ma escludendo mezzi di distanziamento quali plexiglass, plastiche o porte a vetri, ovvero è possibile l'incontro fisico (stretta di mano, carezza, abbracci), senza barriere e senza la sorveglianza continua da parte di un operatore della struttura, tra un residente e un familiare per visita. (Nel caso di percorso interno all'ambiente di vita dell'Rsa il familiare viene accompagnato da un operatore).

5) In alternativa alle visite in struttura, l'ospite possa uscire liberamente con il proprio famigliare per una passeggiata. Visite mediche e controlli di routine devono essere sempre garantiti, e non possono limitare in alcun modo il numero di visite parentali;

6) La riapertura alle visite in presenza non possa inibire o limitare in alcun modo i contatti telefonici dell'ospite con amici e famigliari;

7) I visitatori, vaccinati o meno, siano obbligati ad effettuare il triage e a presentare l'esito negativo di un tampone eseguito privatamente o direttamente in struttura non antecedente le 48h la visita. Chiediamo che il tampone sia fornito gratuitamente dalla Regione/Asl o effettuato presso ambulatori dedicati a prezzo calmierato da concordarsi, comunque non superiore a 5/8 euro. E ancora

8) I visitatori indossino i presidi concordati periodicamente con la struttura, in base all'emergenza e alle condizioni degli ospiti. Chiediamo che presidi di emergenza quali la tuta anti contagio vengano forniti gratuitamente dalla Regione/Asl o venduti direttamente in struttura a prezzi calmierati (max 8 euro);

9) I visitatori hanno il dovere e l'obbligo morale di: limitare i propri spostamenti all'interno delle aree di visita (stanze private o nuclei di appartenenza dell'ospite) e dei percorsi concordati con la struttura di riferimento evitare di creare assembramenti dedicare la visita esclusivamente al proprio ospite evitando contatti con altri ospiti o loro familiari presenti in struttura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA