CORONAVIRUS

Coronavirus, Burioni smonta la lettera del cardiologo di Pavia sulle morti da Covid: «Una nuova bufala»

Sabato 11 Aprile 2020
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«Prima il farmaco russo, poi il farmaco giapponese, poi il laboratorio cinese, da qualche giorno mancava una bufala sul coronavirus ed è puntualmente arrivata: il cardiologo di Pavia. Sì, perché gira una lettera di un ipotetico cardiologo di Pavia (ovviamente il nome non compare, per cui dobbiamo credere che esista con un atto di fede, che ben si intona con il periodo), un genio che ha capito tutto mentre l'intero mondo si sbaglia e che, guarda caso, ha anche trovato la soluzione: una cura semplicissima, quasi banale, che risolverebbe il problema». A 'smontarè quella che lui stesso definisce «l'ennesima bufala» su Covid-19 è il virologo Roberto Burioni, su Medical Fact.

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La tesi del cardiologo anonimo era questa: «La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto polmonare. Se così fosse, non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché innanzitutto devi sciogliere, anzi prevenire queste tromboembolie. Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve! Infatti muoiono 9 su 10. Perché il problema è cardiovascolare, non respiratorio!».

Ma Burioni smentisce questa tesi: «Purtroppo, così come il farmaco russo e il farmaco giapponese, anche questa è una scemenza di proporzioni immense. Lo scritto mette insieme alcune cose vere con altre scemenze olimpioniche, e arriva a conclusioni che definire senza senso è generoso. Insomma, anche in questo caso una bufala. Ricordatevi: le notizie di nuove cure non arriveranno su Whatsapp dalla chat dei genitori della scuola o dei giocatori di calcetto: le troverete nelle riviste scientifiche - conclude Burioni - e noi su Medical Facts ve le racconteremo in maniera istantanea».

Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 19:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA