CORONAVIRUS

Coronavirus, l'epidemiologo Lopalco: «Grandi città a rischio, isolarle non servirebbe»

Domenica 23 Febbraio 2020

Il rischio maggiore è che il coronavirus ora arrivi nelle grandi città. Lo dice Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene all'Università di Pisa, sottolineando che in tale eventualità si passerebbe da una fase di «contenimento» dell'emergenza ad una di «mitigazione».

Coronavirus, il boom delle mascherine e le prime denunce: «Prezzi aumentati fino al 1.700%»
Coronavirus, nel Lodigiano 35 pattuglie ai varchi della zona rossa. Sindaco Vo': «Dovremo sigillare il comune»
Coronavirus a Roma, pronta ordinanza Raggi per la sospensione di tutti i concorsi pubblici

«Ora il rischio è che i contagi da coronavirus si diffondano nelle grandi città: uno scenario di questo tipo segnerebbe l'inizio della fase epidemica vera e propria, che richiede misure mirate - spiega - è fondamentale prepararsi e non perdere tempo, a partire dagli ospedali, che devono essere pronti a sostenere una richiesta improvvisa e massiccia disponendo di attrezzature, personale e di un'organizzazione efficiente per identificare subito i casi più gravi da quelli meno gravi che potrebbero essere trattati a domicilio». Nell'ipotesi di un aumento di casi, tuttavia, «isolare le grandi città - spiega - non avrebbe senso: se si identificassero contagi massicci in una metropoli, presumibilmente tali soggetti avrebbero già infettato molte persone, molte delle quali si sono magari già spostate fuori da quei centri. Isolare ha senso solo se è ancora possibile bloccare la diffusione del virus in quel perimetro».
 

 
 

Ultimo aggiornamento: 16:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA