Due bimbe nate con gli anticorpi, le madri vaccinate durante la gravidanza. Primo caso in Italia

Due neonate nate con gli anticorpi, le madri vaccinate durante la gravidanza. Primo caso in Italia
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Venerdì 26 Marzo 2021, 17:03 - Ultimo aggiornamento: 19:08

Due neonate hanno già sconfitto il Covid. Anna e Valentina presentano gli anticorpi contro il virus e sono venute al mondo pochi giorni fa, la prima il 9 e la seconda il 16 marzo, all'ospedale di Padova da due madri, entrambe medici, che erano state vaccinate durante la gravidanza. «Le due bimbe – dice Gianfranco Juric Jorizzo, responsabile dell'équipe di Medicina Prenatale dell'Ulss 6 – sono le prime in Italia nelle quali sono stati isolati gli anticorpi su sangue neonatale alla nascita. Infatti gli studi internazionali, ad oggi, si sono basati solamente sugli anticorpi del cordone ombelicale». C'era già stato un caso in Florida pochi giorni fa, ma questo è il primo in Italia.

Quando è avvenuta la scelta

Tutto è iniziato a fine dicembre 2020, quando ha preso il via la campagna vaccinale. In quanto professioniste sanitarie, ad Anna e Valeria è stata offerta la possibilità di ricevere l'antidoto. Le due sono state anche tra le prime donne in gravidanza a vaccinarsi. A sostenerle nella scelta sono stati i loro compagni, a loro volta medici. «Gli studi sono limitati, ma concordi – spiega Jorizzo – nel suggerire che non ci sono effetti collaterali sulla mamma e sul feto. La vaccinazione quindi potrebbe essere indicata, anche in gravidanza, nelle situazioni con fattori di rischio, come suggerito dalle Società di Ginecologia Italiane lo scorso 2 gennaio. Potenziali rischi e benefici devono essere valutati caso per caso e discussi con il proprio ginecologo. L'infezione con complicanze respiratorie da SARS-CoV-2 può determinare un serio pericolo per la donna gravida e il neonato».

Vaccino durante la gravidanza

La gestazione ha avuto un decorso regolare. Ad aver partorito due donne medico di Padova: Anna Parolo, immunologa dell'Ulss 6 Euganea, 36 anni, e Valeria Bernardi ginecologa di 37 anni. Entrambe le professioniste sanitarie, che non erano mai state contagiate dal virus, d'accordo con i compagni (anche loro dei sanitari) si sono sottoposte volontariamente a inizio gennaio alla prima dose di vaccino e, a distanza di tre settimane, alla seconda. E non hanno segnalato effetti collaterali dopo l'inoculazione del vaccino.

La scelta discussa

Come si legge sul profilo Facebook della Ulss 6, «le mamme hanno discusso con gli esperti dell’équipe del nostro del servizio di Medicina Prenatale, fra cui la dottoressa Kimta Ngaradoumbe Nanhornguè, sull’opportunità della vaccinazione in relazione al loro rischio lavorativo, personale e della salute fetale». E poi ancora: «A sostenerle in questa scelta anche i loro compagni, entrambi professionisti sanitari. Preziosa anche la collaborazione con il dottor Roberto Rigoli, direttore della Microbiologia dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, e del professor Fausto Baldanti, direttore della Virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia». Le neonate, che alla nascita pesavano circa 3 kg, stanno bene, sono a casa e vengono allattate esclusivamente al seno.

La mamma: «Felice per mia figlia»

«Sono felice che la mia Valentina abbia gli anticorpi contro il Coronavirus e quindi sia portatrice di un grande messaggio di speranza» ha detto mamma Anna Parolo. «Sarà interessante in futuro – aggiunge la dottoressa Kimta Ngaradoumbe Nanhornguè – capire se il passaggio di questi anticorpi a seguito della vaccinazione materna contro il Sars-Co-V-2 possa proteggere il neonato come avviene in seguito alla vaccinazioni contro difterite, tetano e pertosse. In tal caso bisognerebbe definire se esiste una fase ideale della gravidanza per la vaccinazione».

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