Yoga, dal "detox" a quello delle star (il Jivamukti): tutti i nuovi stili più gettonati per benessere e cura del corpo

Le variazioni sul tema diventano sempre più specifiche per rispondere precisamente a determinati malesseri

Yoga, dal "detox" a quello delle star (il Jivamukti): tutti i nuovi stili più gettonati per benessere e cura del corpo
di Mariacristina Righi
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Domenica 15 Maggio 2022, 14:46 - Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 15:24

Si moltiplicano le variazioni sul tema yoga e diventano sempre più specifiche e mirate.

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Yoga ormonale o della fertilità

Sindrome premestruale, vampate di calore, problema di fertilità. Esiste uno yoga che si adatta ai cicli femminili. Messo a punto negli anni Novanta da Dinah Rodrigues, insegnante brasiliana, lo yoga ormonale riattiva e riequilibra le ghiandole responsabili delle secrezioni ormonali unendo i fondamenti di hatha yoga e kundalini. Una derivazione diretta di questa pratica è lo yoga della fertilità, sviluppato in Francia da Charlotte Muller, autrice di Fertility Yoga (Edizioni Leduc).

Come suggerisce il nome, lo yoga della fertilità è dedicato alle donne che cercano le maggiori possibilità di una gravidanza. La sua pratica abbassa i livelli di stress e aiuta a regolare gli ormoni. Uno studio condotto dall’Università di Harvard su un gruppo di donne sottoposte a procreazione medicalmente assistita, ha mostrato che avevano il 32% di possibilità in più di una gravidanza praticando lo yoga della fertilità.

Ma non è certo un metodo miracoloso in grado di risolvere tutte le problematiche legate all'infertilità. Più in generale, lo yoga ormonale risponde ai problemi femminili: vampate di calore, secchezza delle mucose, diminuzione della libido.

La prima parte della sessione di yoga ormonale consiste in un esercizio di riscaldamento per risvegliare le diverse ghiandole del sistema endocrino. Segue poi una serie di posture soft e dinamiche legate a una specifica respirazione chiamata batriska per stimolare le ghiandole surrenali, la tiroide e l'ipofisi. Per lo yoga della fertilità, le posizioni si concentrano principalmente intorno al bacino per stimolare le ovaie. Le sessioni si adattano ai cicli ovarici con classi più dinamiche all'inizio del ciclo e più slow e rilassanti alla fine. Dopo quattro sessioni di yoga ormonale, chi lo pratica inizia a osservare un miglioramento dell’equilibrio emotivo. In un approccio terapeutico è consigliabile esercitarsi quattro volte alla settimana per tre mesi.

Yoga detox

Tra le diverse pratiche detox c’è anche uno yoga particolare che comprende esercizi mirati per ripristinare l’equilibrio degli organi interni maggiormente coinvolti da stress, cattive abitudini e alimentazione disordinata con conseguente accumulo di tossine, cioè fegato, reni, stomaco e intestino. È possibile una rigenerazione attraverso una serie di posture e automassaggi, messi a punto da Anne Vondewolle.

Per il fegato, sdraiati sulla schiena, con le gambe piegate e le braccia lungo il corpo, si pratica l’esercizio del ponte, con il sostegno di piedi, spalle e testa. Si mantiene la posizione per cinque respirazioni. È un esercizio perfetto da eseguire la mattina al risveglio. Un altro esercizio, in piedi, a gambe tese e braccia sopra la testa, si stringono le mani tra loro. Ci si rilassa piegandosi prima a sinistra poi a destra per cinque o dieci respirazioni. Questi allungamenti attivano il sistema nervoso parasimpatico e portano rilassamento. Anche pe questo esercizio il momento ideale è sempre al risveglio, dopo aver bevuto un bicchiere d'acqua, per attivare il transito, ma anche durante la digestione.

Ecco gli esercizi per lo stomaco. Sfregare le mani una contro l'altra per riscaldarle, poi dopo essersi sdraiati sulla schiena, si appoggiano sulla pancia, sopra l'ombelico. Quindi muovendole dall’alto verso il basso, si provoca per due minuti una leggera vibrazione. Infine per alcuni secondi si disegnano con le mani dei piccoli cerchi intorno all'ombelico in senso orario. La concentrazione è essenziale per sentire correttamente gli effetti delle vibrazioni e del calore. Quanto alla pressione delle mani, la scelta tra leggera o più forte dipende dalle proprie esigenze. Un altro esercizio, sdraiati a pancia in giù, con le mani una sopra l'altra sotto la fronte, si posiziona un asciugamano arrotolato sotto l'ombelico e si rimane in questa posizione per alcuni minuti. Lentamente, si lascia che il corpo eserciti una pressione sull'asciugamano e in questo modo le tensioni vengono rilasciate. È ideale per la sera, prima di andare a letto.

Gli esercizi per stimolare i reni. Sdraiati a pancia in giù, si distendono le braccia lungo il corpo, con il palmo delle mani rivolto verso il pavimento. Si solleva e si stende una gamba, poi si alza leggermente la testa da terra. Si mantiene la posizione per qualche secondo, poi si cambia gamba. Infine si sollevano contemporaneamente la testa ed entrambe le gambe tese per il tempo di tre respirazioni. Questa è una postura dinamica, stimola la zona lombare ed è meglio eseguirla al mattino. Un secondo esercizio, in piedi o sdraiati a pancia in giù, si scaldano le mani strofinandole una contro l'altra, quindi si appoggiano sulla schiena per alcuni secondi, abbassandole per tre volte verso i glutei. L'idea è di portare l'energia del respiro in quest'area e immaginare i reni come palloncini gonfiabili. Questo è un automassaggio per la sera.

Per l’intestino, sdraiati sulla schiena, un cuscino o un blocco da yoga sotto il sacro, si posizionano le gambe in verticale, il più tese possibile, mantenendo la posizione per uno o due minuti. Si respira attraverso il basso addome per favorire il transito. Altro esercizio, seduti a gambe incrociate, per tre volte inspirare allungando la colonna vertebrale ed espirare girando verso sinistra. Si torna al centro inspirando e si ripete girando verso destra. Lo scopo di questa torsione è di liberare lo spazio dall'ombelico alla gabbia toracica, distendendo e stimolando il colon.

Jivamukti Yoga

Il Jivamukti si potrebbe ben definire lo yoga delle star perché ha tantissimi fa tra le celebrities: Sting e la moglie, Lenny Kravitz, Madonna, Sarah Jessica Parker, Christy Turlington, Kate Moss, Gwyneth Paltrow, Diane Keaton, Heidi Klum e Willem Dafoe che ha interpretato anche il documentario What is Yoga.

Si tratta di una sequenza fissa di vinyasa con un ritmo sostenuto, carica di energia, che produce anche effetti visibili a livello fisico. È una pratica rigorosa, che coinvolge corpo, mente e spirito. Durante una classe di Jivamukti le asana sono presentate con opzioni diverse secondo il livello di chi partecipa e tenute per 5 respiri come nell’Ashtanga. Si usano i props per cercare l’allineamento migliore per il singolo praticante. La vera differenza di una Open Class Jivamukti rispetto agli altri stili sta nel suo incorporare i cinque principi dello stile Jivamukti Yoga: Shastra (scritture), Bhakti (devozione), Ahimsa (non-violenza), Nada (musica) e Dhyana (meditazione). Il Jivamukti Yoga, perciò, è caratterizzato da un aspetto spirituale e da uno più strettamente legato alla pratica fisica. Le lezioni sono energiche, caratterizzate da passaggi dinamici e asana impegnative ma sempre calibrate secondo il grado di esperienza di chi partecipa, studiate per scolpire il corpo e forgiare la mente Una Open Class offre l’opportunità per apprendere insegnamenti utili nella vita, anche attraverso il canto, la respirazione consapevole, il flusso delle sequenze Vinyasa, l’esplorazione dell’allineamento, gli assist manuali, il rilassamento e la meditazione. . È possibile comunque studiarlo e praticarlo grazie a corsi e tutorial online.

Odaka Yoga

Odakaa Yoga è uno stile di yoga contemporaneo nato da oltre trent'anni di studio e ricerca da parte dei suoi fondatori Roberto Milletti e Francesca Cassia, basato sulla fusione tra yoga tradizionale, Bushido (la via del guerriero) e lo zen. Nasce ispirandosi al moto ondoso dell'oceano con l'obiettivo di ricreare, all'interno della pratica, la stessa circolarità e fluidità tipica dell'acqua. La pratica, nel suo complesso, è quindi un flow dinamico, dove gli asana dello yoga tradizionale si fondono e si collegano grazie all'unione dei movimenti a onda che permettono di raggiungere le posizioni in modo più fluido. I movimenti circolari che vengono riprodotti nella pratica di Odaka Yoga hanno anche e soprattutto una funzione biomeccanica. Oltre a rendere la pratica fluida e armoniosa, stabilizzano e mobilizzano le principali articolazioni, permettendo al corpo di allinearsi in modo corretto e di utilizzare tutta la muscolatura necessaria a sostegno della posizione, soprattutto quella profonda. Uno degli aspetti fondamentali della pratica di Odaka Yoga, è la centralità. Ogni movimento parte da un punto situato tre dita sotto l'ombelico e tre dita in profondità, chiamato Tanden (in Occidente si chiamia baricentro), il luogo dove risiede la nostra energia e al quale la nostra energia ritorna dopo essersi estesa verso ogni estremità del nostro corpo

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