CORONAVIRUS

L'Oms: «Il virus potrebbe non scomparire mai. A rischio progressi sulla longevità»

Mercoledì 13 Maggio 2020
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L'Oms: «Il virus sta mettendo a rischio i progressi sulla longevità»

E adesso come invecchieremo? E quanto? La pandemia Covid-19 sta minacciando i progressi ottenuti nella longevità, nello stato di salute e verso gli obiettivi di sviluppo globale, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). «La buona notizia è che le persone in tutto il mondo vivono vite più lunghe e più sane. La cattiva notizia è che il tasso di progresso è troppo lento per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e sarà ulteriormente rallentato dal coronavirus», afferma in una nota Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. «La pandemia - prosegue - evidenzia l'urgente necessità che tutti i paesi investano nel rafforzamento dei sistemi sanitari e nell'assistenza sanitaria di base, come migliore difesa contro focolai di Covid-19 e contro le molte altre minacce alla salute che le persone in tutto il mondo affrontano ogni giorno. I sistemi sanitari e la sicurezza sanitaria sono le due facce della stessa medaglia».

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Secondo l'Oms l'aspettativa di vita e l'aspettativa di vita sana sono aumentate, ma in modo diseguale. I principali miglioramenti sono stati registrati nei paesi a basso reddito, che hanno visto l'aspettativa di vita aumentare del 21%, pari a 11 anni, tra il 2000 e il 2016 (rispetto a un aumento del 4%, pari a 3 anni, nei paesi a reddito più elevato). La maggior parte dei passi avanti è stata fatta contro Hiv, malaria, tubercolosi, nonché un numero di malattie tropicali trascurate. Anche la migliore assistenza sanitaria materna e infantile ha portato a dimezzare la mortalità dei bambini tra il 2000 e il 2018. Ma in diverse aree, i progressi sono ora in stallo.

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La copertura vaccinale, ad esempio, è aumentata a malapena negli ultimi anni e si teme che i miglioramenti ottenuti per la malaria possano essere invertiti. C'è una carenza complessiva di servizi per prevenire e curare malattie non trasmissibili come cancro, diabete, malattie cardiache e polmonari e ictus. Nel 2016, il 70% di tutti i decessi nel mondo erano attribuibili a malattie non trasmissibili, con la maggior parte dei decessi (85%) avvenuti in paesi a basso e medio reddito. Questi progressi disomogenei rispecchiano ampiamente le disparità nell'accesso a servizi sanitari di qualità. Solo tra un terzo e metà della popolazione mondiale è stata in grado di ottenere servizi sanitari essenziali nel 2017. L'Oms stima che nel 2020 circa 1 miliardo di persone (quasi il 13% della popolazione mondiale) spenderà almeno il 10% del proprio budget familiare per l'assistenza sanitaria.

«Bisogna fare ancora un lungo cammino fino alla cosiddetta 'nuova normalita'». Lo ha detto Mike Ryan, a capo del programma di emergenze sanitarie dell'Oms, nel briefing sul coronavirus, rispondendo ad una domanda su quando verrà revocata l'allerta pandemia. «L'Oms non abbasserà il livello di allarme fino a quando non disporremo di un significativo controllo del virus, di solidi sistemi di sorveglianza e di sistemi sanitari più forti», ha aggiunto.

Il numero uno dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha riferito che «oggi l'Oms ha pubblicato le statistiche annuali sullo stato di salute del mondo. La buona notizia è che le persone vivono vite più lunghe e più sane. La cattiva notizia è che il tasso di progresso è troppo lento per raggiungere gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile e sarà ulteriormente indebolito dal Covid-19». Quindi ha aggiunto: «La pandemia evidenzia l'urgente necessità che tutti i Paesi investano in sistemi sanitari forti e nell'assistenza sanitaria di base, come migliore difesa contro focolai come il Covid-19 e contro le molte altre minacce per la salute che le persone in tutto il mondo affrontano ogni giorno». Il tema del rafforzamento dei sistemi sanitari, insieme con l'emergenza coronavirus, sarà al centro della 73esima sessione della World Health Organization's World Health Assembly, in programma nel quartier generale di Ginevra dal 17 al 21 maggio, ha riferito il capo dell'Oms. 

Ultimo aggiornamento: 20:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA