Variante sudafricana, nuovo allarme: in Regno Unito test obbligatori per chi viene dall'estero

Covid, Regno Unito: test in entrata obbligatori per dubbi efficacia vaccino su variante sudafricana, ma studio Pfizer rassicura
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Venerdì 8 Gennaio 2021, 13:08 - Ultimo aggiornamento: 18:14

Le preoccupazioni per la variante sudafricana fanno crescere il timore nel Regno Unito, dove il premier Johnson stabilisce test obbligatori per chi entra nel paese dall'estero. Ma uno studio preliminare sembra già rassicurare sull'efficacia del vaccino Pfizer contro le nuove varianti più contagiose del virus, diffuse ormai anche in Italia.

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È legato soprattutto ai timori alimentati dalla variante sudafricana del Covid - individuata di recente e potenzialmente ancor più contagiosa di quella inglese - la decisione del governo britannico di Boris Johnson d'imporre a giorni il tampone obbligatorio a tutti i viaggiatori in arrivo dall'estero. Decisione resa nota oggi dal ministro dei Trasporti Grant Shapps. «Ci sono preoccupazioni in particolare rispetto alla variante sudafricana, su quanto i vaccini possano essere efficaci contro di essa, e noi semplicemente non possiamo correre rischi», ha detto il ministro a a Sky News.

Nei giorni scorsi infatti sono stati sollevati dubbi da alcuni scienziati sull'impatto dei vaccini attualmente disponibili contro questa variante particolarmente articolata del virus. Anche se il professor Patrick Vallance, consigliere scientifico capo del governo Tory, ha poi escluso due giorni fa che vi siano elementi concreti per temere una totale inefficacia, pur ammettendo la possibilità di un minore effetto.

Un primo studio preliminare pubblicato ieri online negli Usa - e ancora da validare - rassicura peraltro, in base a test condotti su un campione d'una ventina di persone, su un'efficacia apparentemente non inferiore alla norma contro la variante sudafricana del vaccino BioNTech/Pfizer: uno dei due già approvati e in via di somministrazione pubblica nel Regno Unito

VACCINO PFIZER, EFFICACE CONTRO 15 MUTAZIONI 

Il vaccino anti Covid messo a punto da Pfizer e Biontech sembra restare efficace anche contro 16 diverse mutazioni del virus. Compresa la cosiddetta variante inglese del virus e quella sudafricana. Lo afferma, riporta il sito del Telegraph, uno studio ancora non pubblicato della stessa azienda statunitense e della University of Texas Medical Branch. Nello studio è stato usato il sangue prelevato da alcune persone che si erano già sottoposte alla vaccinazione, i cui anticorpi sono stati testati contro le mutazioni.

Fra quelle esaminate c'è anche una, sulla proteina spike del virus, chiamata N501Y, contenuta sia nel virus inglese che in quello sudafricano, che dall'analisi non sembra influenzare l'efficacia del vaccino. «È incoraggiante il fatto che il vaccino sembra restare efficace contro questa mutazione, così come contro altre 15 già testate in precedenza - afferma Phil Dormitzer, uno dei ricercatori Pfizer -. Quindi ora ne abbiamo analizzate 16, e nessuna ha un impatto significativo, ma questo non vuol dire che la diciassettesima non ce l'abbia». 

LE VARIANTI PRESENTI IN ITALIA, IPPOLITO (CTS): «CONTINUARE A FARE RICERCA»

«In questo momento abbiamo in Italia per lo più una variante di provenienza spagnola, con leggere differenze a seconda delle aree del Paese» ma «al momento nessuna delle varianti sembra cambiare l'efficacia del vaccino». A ribadirlo è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le Malattie infettive Spallanzani di Roma e membro del Cts, intervenuto durante la trasmissione Agorà su Rai3.

Per ora, sottolinea Ippolito, rispetto a quella inglese «resta l'ipotesi che non provochi la letalità della malattia e che aumenti invece la quota di superdiffusori», principali responsabili della diffusione della malattia. Ma «bisogna continuare a fare ricerca per capire cosa sta accadendo in Inghilterra e anche in Sud Africa». «Le varianti continueranno ad arrivare così come sono già arrivate» ma non bisogna lasciarsi andare agli «allarmismi perché le varianti fanno parte delle evoluzioni del virus. Quando il virus inizia a contagiare una nuova specie, incluso l'uomo, - ha concluso - fa difficoltà a diffondersi, poi un ceppo muta per creare più super diffusori e diventa dominante».

I vaccini

Nel frattempo l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha dichiarato che sia il vaccino di BioNTech-Pfizer, sia quello di Moderna «hanno mostrato negli studi clinici un'efficacia del 90% e un profilo di sicurezza adeguato». Lo riferisce Harald Enzmann, il presidente del Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell'Ema durante una conferenza pubblica. «Studi molto ampi hanno dimostrato che i vaccini a mRNA sono molto efficaci nella prevenzione», ha dichiarato Enzmann. Inoltre «le persone vaccinate con questi vaccini nella sperimentazione clinica continueranno ad essere seguite per 2 anni per raccogliere maggiori informazioni sulla durata della protezione e la sicurezza», ha concluso il presidente di Chmp.

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