Variante Delta, aumentano contagi tra i bambini. I ricercatori: «La loro risposta innata non basta più»

Variante Delta, crescono contagi tra i bambini. I ricercatori: «La loro risposta innata non basta più»
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Venerdì 10 Settembre 2021, 09:40 - Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 10:22

La variante Delta comincia a correre anche tra i bambini, mettendone a dura prova il sistema immunitario. I più piccoli finora avevano resistito bene alle diverse versioni del virus grazie alla loro risposta immunitaria, ossia la reazione primitiva ma rapida agli agenti patogeni, ma con l'avanzare della pandemia e l'aumento dei contagi, questo potrebbe non bastare più. Lo sostengono dei ricercatori intervistati dalla rivista Nature: fino a questo momento i bambini hanno resistito al Covid grazie a una risposta innata più forte degli adulti e pronta subito a funzionare, ma  negli ultimi mesi i dati di contagi e ricoveri suggeriscono che anche i piccoli stiano diventando una parte consistente di infezioni e ricoveri. 

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I dati e la risposta immunitaria

Ciò potrebbe essere dovuto all'alto tasso di trasmissione della Delta e al fatto che molti adulti ora sono protetti dal vaccino. Fino al mese scorso, circa il 15% di tutti i casi di Covid negli Usa ha riguardato persone sotto i 21 anni. In India i test sierologici hanno mostrato che oltre la metà dei bambini tra i 6 e 17 anni, cioè i due terzi della popolazione complessiva, aveva gli anticorpi al Covid. I bambini vengono quindi contagiati, ma forse il virus non si replica dentro di loro bene come negli adulti. Uno studio preliminare su 110 bambini indica che dai neonati agli adolescenti ci sarebbe un'alta carica virale, specialmente subito dopo il contagio. «Non solo il virus c'è ed è rilevabile, ma è anche vivo. Quindi sono infettivi», spiega Lael Yonker, del Massachusetts General Hospital di Boston, coordinatrice dello studio. Ci sono anche altri fattori coinvolti secondo i ricercatori, come una ridotta infiammazione, un minor numero di monociti (cellule infiammatorie che agiscono come un ponte tra il sistema immunitario innato e quello adattativo), mentre hanno più cellule T, importanti per imbastire una prima risposta degli anticorpi. Rispetto agli adulti, i bambini da poco contagiati dal Covid, hanno più neutrofili attivi, che sono la prima linea di risposta agli invasori. «Per noi adulti ci vogliono due giorni per aumentare il sistema di difesa contro i virus allo stesso livello che vediamo invece nei bambini dal giorno zero», spiega Roland Eils, del Berlin Institute of Health.

I timori dei ricercatori

I ricercatori temono ora che il virus possa evolversi in modo da impedire parte di questa protezione innata dei bambini. Per ora l'aumento dei ricoveri dei bambini dove la Delta sta circolando sembra essere il risultato di una maggiore infettività in tutte le fasce d'età, unita al fatto che molti adulti sono vaccinati o hanno già avuto il Covid. «Quasi tutti i virus hanno trovato il modo di evadere il sistema immunitario innato e il Covid non fa eccezione - concludono - Finora i bambini hanno vinto con la loro immunità innata, ma per quanto ancora?». 

I dati della banca internazionale Gisaid indicano che la Delta rappresenta circa il 93% delle sequenze genetiche del virus SarsCoV2 in Italia, in leggera flessione rispetto al il 98,5% registrato all'inizio di settembre. La circolazione delle altre varianti al momento si è ridotta notevolmente: l'Alfa (B.1.1.7) in una settimana si è ridotta dallo 0,5 allo 0,2% e la Gamma (P.1) dallo 0,2% a zero. Sono scese a zero anche tutte altre varianti segnalate recentemente, ossia Beta (B.1.351), Eta (B.1.525), Iota (B.1.526), Kappa (B.1.617), Lambda (C.37 + C.37.1) e Mu (B.1.621 + B.1.621.1).

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Ricciardi: alcuni Paesi pensano a vaccinazioni d'emergenza ai bimbi

Molti paesi «hanno visto un incremento fortissimo dei casi tra i bambini e alcuni, come la Slovacchia, stanno iniziando a pensare a una vaccinazione di emergenza per loro, perché vedono che il Covid lo stanno prendendo anche tanti bambini, molti vanno in terapie intensiva, molti presentano il long Covid. E per i bambini il danno a lungo termine è soprattutto a carico del sistema nervoso». Lo ha detto Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica e presidente della World Federation of Public Health Associations (WFPHA). 

A pesare nella diffusione tra i più giovani, è la maggior contagiosità della variante Delta, ora dominante. «Con la variante che circolava inizialmente a Wuhan - ha detto - ogni infetto contagiava in media una sola persona. Quando con la variante inglese è diventato 2 ci siamo allarmati. Con la Delta ora siamo quasi a 7. Al primo posto per trasmissibilità resta il morbillo con un valore pari a 15, al secondo varicella con 10, al terzo variante Delta con 7». Quindi, ha concluso, se quest'ultima «si incunea in una popolazione vaccinati fa poco danno, ma se arriva in una popolazione non vaccinata si infettano tutti e la probabilità di contagiarsi è quasi certa».

Il caso Usa e il boom tra i bambini

Negli Stati Uniti i bambini rappresentano il 26,8% dei nuovi casi: un dato preoccupante che allarma Biden in un momento di riapertura di istituti e scuole. Il primo a muoversi è stato il distretto di Los Angeles, che per primo ha reso obbligatorio il vaccino anti Covid-19 per gli studenti dai 12 anni in su che partecipano alle lezioni in presenza. Il board del distretto, il secondo più grande del Paese con oltre 450mila alunni, ha approvato la misura all'unanimità: 6 a 0. Intanto in Florida sull'obbligo della mascherina in classe è in atto uno scontro in tribunale: eppure lì si sono registrati 13 decessi di dipendenti di scuole pubbliche dalla metà di agosto. Due insegnanti sono invece morti in Texas poche settimane dopo l'avvio delle lezioni. Insomma un quadro preoccupante per Biden che punta tutto sulla politica interna per voltare pagina dopo il disastro dell'Afghanistan.

 
 

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