Vaccino, Ema valuta nuovi dati sulle miocarditi. E sulla sindrome infiammatoria (Mis): «Prove insufficienti»

Vaccino, Ema valuta nuovi dati sulle miocarditi: «Prove insufficienti per dire che sia correlazione»
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Venerdì 29 Ottobre 2021, 13:19 - Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre, 10:41

Sono al vaglio dell'Ema (Agenzia europea del farmaco) ulteriori dati sul rischio di miocardite e pericardite dopo la vaccinazione con vaccini anti-Covid a mRna. È quanto annuncia l'ente regolatorio Ue, riportando le conclusioni principali emerse dall'ultimo incontro del pool di esperti, dal 25 al 28 ottobre. Al lavoro il Prac, Comitato per la sicurezza dell'Agenzia europea del farmaco. Si stanno esaminando maggiori informazioni su questo rischio cardiaco in seguito a vaccinazione con Comirnaty di Pfizer/BioNTech e Spikevax di Moderna. E il Comitato ha ora «chiesto alle aziende che commercializzano i vaccini in questione di eseguire una revisione approfondita di tutti i dati pubblicati sull'associazione tra miocardite e pericardite, compresi i dati degli studi clinici, i dati della letteratura e i dati disponibili nel pubblico dominio».

Il vaccino ha rischi minimi, virus molto più pericoloso: danni a cuore, reni e polmoni. La ricerca

Ema valuta nuovi dati su miocarditi e pericarditi

Le miocarditi e pericarditi sono condizioni infiammatorie del cuore, ricorda l'Ema. I sintomi possono variare, ma spesso sono mancanza di respiro, battito cardiaco accelerato che può essere irregolare (palpitazioni) e dolore toracico. Il Prac aveva precedentemente esaminato i casi segnalati spontaneamente nello Spazio economico europeo (See). La revisione si è conclusa nel luglio 2021 con la raccomandazione di elencare entrambe le condizioni come effetti collaterali nelle informazioni sul prodotto per questi vaccini, insieme a un avvertimento per sensibilizzare gli operatori sanitari e le persone che ricevono questi prodotti scudo. L'Ema, si legge in una nota, «continuerà a monitorare la sicurezza e l'efficacia dei vaccini e comunicherà ulteriormente quando saranno disponibili nuove informazioni».

Mis, prove insufficienti per dire che sia correlazione

Il Comitato per la sicurezza Prac dell'Agenzia europea del farmaco Ema ha concluso che al momento «non ci sono prove sufficienti su un possibile legame tra i vaccini Covid e casi molto rari di sindrome infiammatoria multisistemica (Mis)».

La Mis è una rara condizione infiammatoria grave che colpisce molte parti del corpo - ricorda l'Ema - e i sintomi possono essere stanchezza, febbre grave persistente, diarrea, vomito, mal di stomaco, mal di testa, dolore toracico e difficoltà respiratorie. Questa sindrome è stata segnalata in precedenza come una condizione che si verificava in alcuni casi a seguito della malattia Covid-19. Il Comitato Prac ha valutato se esiste un possibile link anche con la vaccinazione anti-Covid, basandosi sulle segnalazioni spontanee disponibili, e attualmente questa valutazione non giustifica un aggiornamento delle informazioni sul prodotto. Il Prac, informa l'agenzia, incoraggia tutti gli operatori sanitari a segnalare eventuali casi di Mis che potrebbero essersi verificati dopo la vaccinazione e altri eventi avversi nelle persone che ricevono questi prodotti-scudo.

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