Vaccino ai bambini 5-11 anni. Bassetti: «Così scuole sicure». Pregliasco: «Spero entro Natale»

I virologi convinti dell'importanza delle vaccinazioni anche dei più piccoli

Vaccino ai bambini 5-11 anni. Bassetti: «Così scuole sicure». Pregliasco: «Spero arrivi entro Natale»
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Giovedì 28 Ottobre 2021, 14:31 - Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 10:43

Vaccino ai bambini piccoli. Ecco cosa succede. «Avere un vaccino anti-Covid approvato nella fascia 5-11 anni è una buona notizia e speriamo che anche l'Ema e poi l'Aifa lo approvi. Il vaccino nella fascia 5-11 anni ci permetterà di mettere in sicurezza le scuole elementari e una parte delle medie. Inoltre il vaccino ci eviterà le complicazioni della malattia, che seppure inferiori rispetto agli adulti, possono comunque esserci. Va ricordato poi che le pericarditi e le miocarditi nel bambino sono 30 volte superiori a quelle che si possono avere dopo il vaccino. Infine, la variante Delta può colpire in modo diffuso e non possiamo dire con certezza che non si infetteranno anche i bambini».

Vaccino ai bambini, scelta importante

 

Lo spiega all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, sul via libera del panel consulenti dell'Fda a favore della somministrazione del vaccino anti-Covid Pfizer ai bambini fra i 5 e gli 11 anni. «Per i genitori sarà una scelta libera ma tutte le società scientifiche di pediatria e di malattie infettive consigliano la vaccinazione per i bambini più piccoli», aggiunge Bassetti.

​«Vaccino Pfizer ok per i bambini tra 5 e 11 anni», la raccomandazione della Fda americana

Pregliasco - «Spero che il vaccino anti-Covid per i bambini venga autorizzato presto, magari entro Natale, perché ritengo che in questa fase sia importante la copertura vaccinale massima possibile». Lo dice il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano, commentando il parere favorevole degli esperti dell'agenzia del farmaco statunitense Fda (che dovrebbe preludere al via libera ufficiale), per le immunizzazioni della fascia 5-11 anni. «Nel futuro - chiarisce l'esperto - magari il vaccino sarà da riservare ai bimbi più a rischio, un po' come nella profilatura dell'influenza. Ma in questa fase - sottolinea - considerando la variante Delta che in qualche modo li coinvolge più di prima e che qualche fastidio glielo dà perché - ricorda Pregliasco - l'1% ha problematiche pesanti, 340 sono già finiti in terapia intensiva e 32 sono deceduti, meglio vaccinarli».

Minelli - «Se nel corso dell'estate, valutando l'ipotesi di estendere a tutti i bambini i protocolli di prevenzione vaccinale, potevamo avere invitato alla prudenza aspettando il conforto di dati più rassicuranti sotto il profilo medico-scientifico, ora alla luce dei robusti riscontri risultanti dai test clinici - tanto in termini di risposta anticorpale documentabile, quanto in termini di sicurezza rispetto ad eventuali reazioni indesiderate - non si può certamente ignorare la decisione presa alla quasi completa unanimità dai consulenti dell'americana Fda di autorizzare la somministrazione di mezza dose per adulti del vaccino Pfizer ai bambini di età inferiore ai 12 anni». Lo ha affermato all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata. «E non la si può ignorare - prosegue - per due ordine di ragioni: primo perché non si devono dimenticare le centinaia di morti che nel mondo si sono registrate tra ragazzi che non avevano superato i 18 anni d'età; e secondo perché non si può trascurare l'oggettivo notevole incremento dei casi di Covid in età pediatrica che, nell'arco delle ultime settimane, hanno superato numericamente quelli registrate nella popolazione anziana oramai pressoché completamente vaccinata», prosegue Minelli.

 

«Ci sarebbe anche un'ulteriore appendice, certamente non di poco conto, rappresentata dal fatto, più che risaputo, che i bambini possono sempre rappresentare verso altri veicolo di infezione. E allora - conclude - come sempre, lasciandoci guidare dalle informazioni che derivano dalle realtà di fatto e non da giudizi pregressi che, in quanto tali, non possono costituire pregiudizio assoluto in un contesto scientifico che fortunatamente evolve, aspettiamo che l'Ema si pronunci per uniformare anche nel nostro territorio i percorsi di protezione collettiva a ciò che oltreoceano è già operativo». 

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