Vaccino ai bimbi 5-11 anni. Vaia (Spallanzani): «Solo ai fragili». L'Oms conferma: «Non ha senso»

L'esperto: "In Israele hanno visto casi di miocarditi nei bambini"

Vaccino ai bimbi 5-11 anni. Vaia (Spallanzani): «Solo ai fragili». L'Oms conferma: «Non ha senso»
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Sabato 13 Novembre 2021, 12:22 - Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 09:36

Vaccino ai bambini 5-11 anni, cosa succede? «Ho detto più volte che il tema non è vaccinare o non vaccinare i bambini ma in questa fase dell'epidemia ritengo che sia giusto immunizzare solo i bambini fragili». Lo ha detto il direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, ritornado sul tema del vaccino anti-Covid ai bambini. «Abbiamo letto l'appello del direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e lo faccio mio - ha ricordato il direttore». L'Oms ha sottolineato che non è «insensato il vaccino a bimbi e il booster a sani se chi rischia è senza».

Vaccino ai bimbi 5-11, quale futuro?

 

«Oggi la comunicazione scientifica è incerta perché ci sono comunque dei rischi nelle vaccinazioni in generale - ha evidenziato Vaia - In Israele hanno visto che ci sono casi di miocarditi nei bambini e quindi vaccinano solo i fragili. Io credo che sia saggio in questo momento vaccinare nella fascia 5-11 anni solo loro. Se dovessero cambiare le cose e avremo maggior elementi scientifici su questo tema si potrebbe di estenderla a tutti - ha continuato - Resto favorevole gli over 12 perché hanno una maggiore socialità. La responsabilità sociale, ribadisco, non deve essere dei bambini ma degli adulti, dei genitori, dei nonni e dei docenti».

Emergenza - «Abbiamo un obiettivo ambizioso: uscire dall'emergenza entro fine anno. Questo lo possiamo fare spingendo sulla terza dose e sull'ampliamento dell'obbligo vaccinale alle fasce di popolazione che hanno contatti con il pubblico. Stamattina anche io ho fatto la terza dose. Ciascuno di noi deve dare l'esempio», ha proseguito Vaia. «È giusto fare la terza dose perché ci protegge e aumenta la nostra capacità immunitaria di oltre il 50%» spiega Vaia sottolineando «Il nostro obiettivo non è come trascorreremo il Natale ma uscire dall'emergenza entro fine anno. E questo possiamo farlo, appunto, spingendo sull'obbligo vaccinale per alcune categorie e sulla terza dose. Accanto a questo - ha aggiunto - bisogna difendere lo strumento vaccino rendendolo più performante, e quindi più efficace a quello che sta accadendo, penso alle future varianti. Il virus non sparirà, ma già oggi è endemico. Quindi occorre per l'anno prossimo avere vaccini rieditati e aggiornati così come avviene per l'influenza»

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La posizione dell'Oms - «Non ha senso dare la dose booster ad adulti sani o vaccinare i bambini, quando nel mondo ci sono operatori sanitari, anziani e altri gruppi ad alto rischio che stanno ancora aspettando la loro prima dose» di vaccino anti-Covid. «L'eccezione, come abbiamo detto, sono gli individui immunocompromessi». E invece la realtà è che «ogni giorno si somministrano 6 volte più dosi booster a livello globale rispetto alle dosi primarie nei Paesi a basso reddito. Questo è uno scandalo che va fermato». Sono le parole del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus.

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Oggi «i Paesi con la più alta copertura vaccinale continuano ad accumulare ancora più vaccini - ha spiegato durante il consueto aggiornamento sulla situazione Covid nel mondo - mentre i Paesi a basso reddito continuano ad aspettare. Abbiamo dimostrato che Covax», l'iniziativa lanciata per garantire equo accesso alle iniezioni scudo, «funziona se ha i vaccini. Covax ha ora spedito quasi 500 milioni di vaccini in 144 Paesi e territori. E tutti i Paesi hanno iniziato a vaccinare tranne due: Eritrea e Corea del Nord». «La stragrande maggioranza dei Paesi è pronta a somministrare» vaccini il più possibile, «ma hanno bisogno delle dosi - ha aggiunto - Per raggiungere l'obiettivo dell' Oms di coprire il 40% della popolazione di ogni Paese entro fine anno, abbiamo bisogno di ulteriori 550 milioni di dosi». Basta poco, l'equivalente di «circa 10 giorni di produzione». I vaccini «da soli non porranno fine alla pandemia - ha ammonito il Dg- ma non possiamo porre fine alla pandemia a meno che non risolviamo la crisi globale dei vaccini».

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