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Vaccino, Palù: «Proteggendo over 60 e giovani sarà un'estate diversa da quella del 2020»

Vaccino, Palù: «Proteggendo over 60 e giovani sarà un'estate diversa da quella del 2020»
di Mauro Evangelisti
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 7 Luglio 2021, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 00:54

«I vaccini si stanno dimostrando un formidabile ed efficace strumento per fermare il Covid. Ora dobbiamo spiegarlo con chiarezza a chi è ancora dubbioso. I dati che arrivano da Israele vanno proprio in quella direzione, anche con la variante Delta».

Il professor Giorgio Palù, virologo di fama internazionale, già docente all’Università di Padova e adjunct professor alla Temple University di Philadelphia, da quasi otto mesi è presidente di Aifa, agenzia italiana del farmaco. E avverte di fronte all’avanzata della Delta: dobbiamo accelerare con la vaccinazione sia dei giovani sia degli over 60 ancora non protetti.

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In Italia vediamo un lieve rialzo dei contagi.
«Non ne sarei preoccupato, è un dato recentissimo; bisognerà valutare se si tratta di un trend reale e, se tale, a carico di quali strati di popolazione, giovani o anziani, vaccinati o meno; a quale sintomatologia è associato; se comporta un aumento delle ospedalizzazioni in area medica ed in terapia intensiva, parametri questi attualmente ancora in calo. La campagna di vaccinazione ormai è già bene avviata. Il 61 per cento dei cittadini ha fatto almeno una dose e il 36 anche la seconda. Siamo riusciti a garantire una copertura molto elevata (con le seconde dosi) alle fasce più fragili e agli ultraottantenni. Dobbiamo assolutamente puntare a vaccinare il più velocemente possibile la popolazione ancora scoperta, le fasce più giovani che talvolta sono le più reticenti e gli oltre due milioni di over 60 non ancora vaccinati o esitanti che sono i più a rischio».

Israele ha diffuso dei nuovi dati che parlano di una efficacia del 64 per cento del vaccino Pfizer sulla variante Delta. Resta un buon risultato?
«Assolutamente sì! Supera significativamente quella che è considerata, in termini di sanità pubblica, la soglia minima per ritenere efficace un vaccino. È ancora più confortante il fatto che l’impatto del vaccino sia nettamente superiore sulle forme cliniche più gravi. Dati recentissimi, ottenuti con saggi in vitro dal gruppo di Virologia di Ulm, dimostrano come anche la variante Delta venga efficacemente neutralizzata dagli anticorpi indotti dai vaccini a mRNA. Nei paesi ad alta diffusione di questa variante come il Regno Unito, l’elevato tasso di vaccinazione ha reso le infezioni da variante Delta clinicamente gestibili con basso tasso di ospedalizzazione. La decisione di Johnson di aprire anticipatamente ha quindi fondamenti epidemiologici e scientifici. Considerato però che la variante Delta sta diventando dominante in tutta Europa e che i tassi di incidenza di Covid-19 sono relativamente bassi, è indispensabile intensificare la campagna vaccinale, il tracciamento e gli interventi non-farmacologici idonei a contenere i nuovi focolai d’infezione. Non dobbiamo quindi smettere di credere a questi potentissimi strumenti di prevenzione e soprattutto dobbiamo cercare di comunicarlo con un approccio di assoluta onestà intellettuale e trasparenza».

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L’estate, i viaggi e la vita notturna possono portare a un aumento dei contagi come nell’estate 2020?
«La situazione rispetto all’estate 2020 è completamente diversa per la copertura vaccinale e per le terapie a disposizione che nel frattempo sono state sviluppate. Ovviamente, nelle situazioni di assembramento e nei locali al chiuso, dobbiamo essere consapevoli che le misure di igiene e protezione individuale devono essere rispettate.  Il green pass è condizione necessaria per partecipare a manifestazioni sociali e ad eventi pubblici, spettacoli, mostre e per svolgere attività sportive e di gruppo».

Giusto vaccinare anche i ragazzi in età scolastica?
«In seguito di una valutazione approfondita, il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ha concluso che i dati sull’impiego del vaccino Comirnaty (Pfizer) negli adolescenti tra i 12 e i 15 anni rispondono ai criteri di efficacia, sicurezza e qualità. L’Aifa pertanto ha considerato positivo il rapporto beneficio/rischio. La vaccinazione nei ragazzi in età scolare è importante sia nell’ottica di protezione dei ragazzi stessi, più soggetti all’infezione da parte di varianti maggiormente contagiose come la Delta, sia in un’ottica di immunità di gregge. Più aumenta la copertura vaccinale in tutto il territorio e minore è la circolazione del virus».

Servirà la terza dose?
«I numerosissimi studi pubblicati sui dati di risposta anticorpale post-vaccinale ci dicono che questa persiste in genere per 6-9 mesi. E studi condotti fin dagli anni 90 su volontari infettati da coronavirus del raffreddore umano e più recentemente su soggetti affetti da Sars e Mers, suggeriscono che l’immunità sia umorale che cellulare nei confronti dei coronavirus è alquanto duratura. Ad oggi, è prematuro dire quando effettivamente avremo necessità di una terza dose e con quale vaccino sarà più utile somministrarla; saranno gli studi di vaccinazione di massa ad indicarcelo. Sarà imprescindibile un attento monitoraggio delle varianti e una accurata sorveglianza dell’efficacia nei loro confronti della risposta immunitaria. Con molta probabilità, in modo analogo a quello degli altri coronavirus e dei virus influenzali, anche Sars-CoV-2 è destinato a diventare endemico. Dobbiamo entrare nell’ottica di conviverci. Il potenziale futuro decorso della pandemia è strettamente correlato all’efficacia dell’attuale campagna di vaccinazione, alle risposte immunitarie nei soggetti vaccinati, alla loro durata e alla virulenza delle varianti. È essenziale puntare sulla sorveglianza virologica mediante genotipizzazione e fenotipizzazione di Sars-CoV-2 per aggiornare la composizione del vaccino e di comprendere come singole mutazioni impattino sui meccanismi di patogenicità. Il Ministero della Salute e la Struttura Commissariale hanno avviato un programma di ricerca, sorveglianza e formazione viro-immunologica coordinato dall’Iss proprio per fronteggiare al meglio questa pandemia e prevenire altre minacce».
 

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