Vaccino, dosi dimezzate ad agosto: colpa di vacanze e 50enni no-vax

Vaccino, dosi dimezzate ad agosto: colpa di vacanze e 50enni no-vax
di Francesco Malfetano
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Mercoledì 18 Agosto 2021, 21:58 - Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 00:23

Non c’è pace per la campagna vaccinale italiana. Non bastano le incertezze dei docenti e degli over 50, le polemiche sul Green pass o l’ormai consueto chiacchiericcio sull’efficacia dei vaccini. Ora a pesare sui piani del Commissario per l’Emergenza Francesco Paolo Figliuolo sono nient’altro che le ferie. Nel mese di agosto infatti i dati delle somministrazioni giornaliere dei vaccini antiCovid sono calati drasticamente, arrivando a dimezzarsi. Al punto che la media mobile delle inoculazione effettuate ogni 24 ore, «dopo essere stata per sei settimane compreso tra 530 mila e 550 mila, nelle ultime tre settimane è scesa a 485 mila, 400 mila e 270 mila della scorsa settimana». Ad evidenziarlo, nell’analisi dei dati dell’andamento epidemiologico del Covid-19 in Italia, il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo «Mauro Picone» del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Un calo che però non sembra preoccupare la struttura commissariale che dopo le prime avvisaglie dei giorni scorsi, ha fatto sapere che si tratta di dati «coerenti con il piano e previsti in questo periodo a cavallo di Ferragosto. Si stanno facendo molte prime dosi tra i giovani e anche nella fascia over 50». Anche perché, come testimonia il report sulla campagna, gli italiani completamente vaccinati sono ormai il 66,4% (quasi 36 milioni) e le dosi distribuite hanno raggiunto gli 81 milioni. 

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IL CALO
In altri termini nulla di preoccupante, un calo fisiologico. Peccato che però, oltre all’indisponibilità a vaccinarsi degli italiani preferendo le vacanze, a pesare sui numeri “risicati” specie negli ultimi giorni sarebbe proprio anche la scarsa disponibilità di fiale. Ad esempio, sottolinea Sebastiani, sono «2,8 milioni le persone in attesa della seconda dose Pfizer a fronte di una disponibilità di 2 milioni di dosi». Al punto che molte regioni hanno somministrato oltre il 93% delle dosi a loro disposizione. «Quindi - si interroga ancora il ricercatore - come si fa ad aumentare le prime dosi?».

Difficile rispondere. Intanto però Israele ha somministrato oltre un milione di terze dosi e gli Usa si preparano a partire con la campagna per il “secondo richiamo” il 20 settembre, in Italia invece tornano le zone gialle. Dove? Proprio nelle regioni fanalino di coda nelle somministrazioni. A spiegarlo è Sebastiani. «Ci sono 5 tra regioni e province autonome che sono in crisi. Tre sono già ad alto rischio di zona gialla per via del numero delle ospedalizzazioni che sono la Sicilia (che stando al dato di ieri ormai è già gialla), la Calabria (14% occupazione posti letto ordinari e 6% per le terapia intensiva) e la Sardegna (10% e 9%)». A queste vanno aggiunte le province autonome di Trento e Bolzano che non hanno problemi di ospedalizzazione ma sono quelle che hanno registrato le impennate di contagio maggiori nelle ultime due settimane. «E di queste 5 regioni e province autonome - sottolinea - 4 occupano gli ultimi posti per copertura vaccinale». 

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Per di più la maggiore resistenza alla campagna di vaccinazione appartiene ancora alla fascia degli over 50, per cui proprio la Sicilia a un passo dal giallo detiene la maglia nera. In tutta la Penisola le persone con più di 60 anni che non hanno ancora ricevuto una dose sono 1,8 milioni, pari al 10,1%. Una platea ormai meno numerosa rispetto a quella formata dai cinquantenni “a zero dosi”: 1,9 milioni, il 20,2%. «La loro copertura vaccinale non è ancora stata completata in modo adeguato - ha spiegato ieri il fondatore della fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - Si tratta di persone a rischio di ospedalizzazione e, di fatto, costituiscono un tallone d’Achille che non ci permette di affrontare l’autunno con maggiore tranquillità». 
 

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