Vaccini Dna al via in India contro il Covid: il nuovo siero (senza ago) potrebbe sconfiggere anche il cancro

Vaccini a Dna, al via in India per fermare il Covid: il nuovo siero (senza ago) potrebbe sconfiggere anche il cancro
di Valentina Errante
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Martedì 7 Settembre 2021, 10:14 - Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 10:54

Vaccini Dna in arrivo. A fare da apripista è l’India ma il nuovo tipo di vaccino, che non riguarda soltanto il Covid-19 e accende le speranze per sconfiggere altre malattie, è in fase di studio in tutto il mondo.

A darne notizia è la rivista scientifica “Nature”, che riferisce come l’India abbia già approvato un siero che utilizza filamenti circolari di Dna per innescare il sistema immunitario contro il virus Sars-Cov-2. Si chiama “ZyCoV-D”, viene somministrato nella pelle senza iniezione e, in base agli studi, è risultato essere efficace per il 67% contro il Covid-19  sintomatico. La somministrazione, in India, potrebbe partire già questo mese.

L’efficacia non è molto elevata rispetto a quella degli altri vaccini, ma le ricerche hanno riguardato soprattutto i casi di variante Delta del virus, neutralizzata inella maggior parte dei casi. Inoltre, il fatto che si tratti di un vaccino a Dna, che è risultato efficace, per i ricercatori, è significativo e apre il campo a una serie di possibilità anche per altre patologie. Peter Richmond, immunologo pediatrico presso l’Università di Perth commenta: «Questo è un passo avanti davvero importante nella lotta per sconfiggere il Covid-19 a livello globale, perché dimostra che abbiamo un’altra classe di vaccini che possiamo usare».

VACCINI DNA

Quasi una dozzina di vaccini a Dna contro il Covid sono in fase di sperimentazione clinica a livello globale e almeno altrettanti sono nelle prime fasi di sviluppo. «Se i vaccini a DNA si dimostrano efficaci, questo è davvero il futuro della vaccinologia» perché sono facili da produrre, spiega a “Nature” Shahid Jameel, virologo dell’Università Ashoka di Sonipat, in India. L’urgenza di combattere il Covid-19 ha accelerato lo sviluppo di vaccini che utilizzano la tecnologia genetica, come i vaccini a Rna messaggero e Dna. I vaccini a Rna (Come Moderna e Pfitzer) sono stati più rapidi nel mostrare forti risposte immunitarie negli studi clinici e sono stati somministrati a milioni di persone. Ma i vaccini a Dna, secondo gli esperti, presentano una serie di vantaggi, perché sono facili da produrre e i prodotti finiti sono più stabili dei vaccini a mRna, che in genere richiedono la conservazione a temperature molto basse.

IL VACCINO INDIANO

“ZyCoV-D” è stato sviluppato dalla società farmaceutica indiana Zydus Cadila, con sede ad Ahmedabad. Il 20 agosto, l’autorità di regolamentazione indiana dei farmaci ha autorizzato il vaccino per le persone dai 12 anni in su. La cifra di efficacia del 67% si basa su  studi che hanno coinvolto più di 28.000 partecipanti e soltanto 21, nel gruppo dei vaccinati, hanno sviluppato l'infezione di Covid-19 con sintomi, mentre in 60 tra le persone che avevano ricevuto un placebo.

COME FUNZIONA

“ZyCoV-D” contiene filamenti circolari di Dna noti come plasmidi, che codificano per la proteina spike di Sars-Cov2, insieme a una sequenza promotrice per l’attivazione del gene. Una volta che i plasmidi entrano nei nuclei delle cellule, vengono convertiti in mRna, che viaggia verso il corpo principale della cellula, il citoplasma, e viene tradotto nella stessa proteina spike. Il sistema immunitario del corpo quindi elabora una risposta contro la proteina e produce cellule immunitarie su misura, che possono eliminare future infezioni. I plasmidi in genere si degradano entro settimane o mesi, ma l’immunità rimane.

GLI STUDI

Sia i vaccini a Dna che quelli a mRna sono in fase di sviluppo dagli anni '90, spiega David Weiner, direttore del Vaccine & Immunotherapy Center presso il Wistar Institute di Philadelphia, in Pennsylvania. La sfida per i vaccini a Dna, ha aggiunto Jameel a “Nature” è che devono arrivare fino al nucleo cellulare, a differenza dei vaccini a mRna, che devono solo raggiungere il citoplasma. Quindi, per molto tempo, i vaccini a Dna sono stati studiati per indurre potenti risposte immunitarie, motivo per cui, finora, erano stati approvati per la somministrazione solo negli animali, come i cavalli, fino ad ora.

VACCINO SENZA INIEZIONE

Per risolvere questo problema, ZyCoV-D si deposita sotto la pelle, anziché in profondità nel tessuto muscolare. L’area sotto la pelle è ricca di cellule immunitarie che divorano oggetti estranei, come le particelle di vaccino, e le elaborano. «Questo aiuta a catturare il Dna  in modo molto più efficiente rispetto al muscolo» spiega Jameel. Contrariamente a quanto accade di solito, il vaccino viene somministrato utilizzando un dispositivo senza ago premuto contro la pelle, che crea un flusso di fluido fine e ad alta pressione che perfora la superficie ed è meno doloroso di un’iniezione.

L’EFFICACIA

Nonostante sia più potente dei precedenti vaccini a Dna, ZyCoV-D richiede un minimo di tre dosi per raggiungere la sua efficacia iniziale. Sebbene l’efficacia di ZyCoV-D sembri essere inferiore al 90%  raggiunto da alcuni vaccini mRna, le cifre non sono comparabili, afferma Jameel. Gli studi su “ZyCoV-D” in India, all’inizio di quest’anno, sono stati condotti mentre la variante Delta di Covd era la variante dominante in circolazione, mentre i precedenti studi sui vaccini mRna sono stati condotti quando circolavano varianti meno trasmissibili. «L’efficacia è essenzialmente contro la variante Delta, quindi è abbastanza buona», dice.

LE CRITICHE

Alcuni ricercatori hanno criticato la mancanza di trasparenza nel processo di approvazione, perché non sono stati ancora pubblicati risultati di studi in fase avanzata. Zydus Cadila afferma che il processo è ancora in corso e che a breve presenterà la documentazione completa per la pubblicazione. La società afferma che le prime dosi inizieranno a essere somministrate in India a settembre e prevede di produrne fino a 50 milioni entro l’inizio del prossimo anno.

LE ALTRE RICERCHE

Diversi altri vaccini a Dna sono in fase di sviluppo contro il Covid-19, utilizzando una varietà di antigeni e meccanismi di somministrazione. Due sono entrati nelle prove in fase avanzata: uno dalla società giapponese AnGes, con sede a Osaka; l’altro, che Weiner ha contribuito a sviluppare, da Inovio Pharmaceuticals a Plymouth Meeting, Pennsylvania. Inovio viene iniettato sotto la pelle e utilizza un dispositivo che colpisce la pelle con brevi impulsi elettrici per formare pori nelle cellule attraverso i quali il vaccino può scivolare.
Più di una mezza dozzina di vaccini a Dna per Covid-19 è in fase di sperimentazione, tra cui uno della società biotecnologica sudcoreana GeneOne Life Science a Seoul e un altro, in cui è coinvolto Richmond, sviluppato dalla società thailandese BioNet a Bangkok. Questo vaccino è in fase di sperimentazione di fase I in Australia.

LE ALTRE MALATTIE

Ma Richmond si aspetta che possano essere prodotti molti più vaccini a Dna, contro le malattie per le quali attualmente non esistono vaccini: dal citomegalovirus, che può essere trasmesso ai bambini durante la gravidanza, al virus respiratorio sinciziale. I vaccini a Dna sono anche in fase di sperimentazione o sviluppo per l’influenza, il papillomavirus umano, l’Hiv e lo Zika, un virus trasmesso dalle zanzare. Questo tipo di vaccino può immagazzinare molte informazioni, il che significa che possono codificare proteine grandi e complesse o anche proteine multiple. Weiner afferma che ciò dà loro la speranza di vaccini antitumorali, una possibilità che sta esplorando nella sua ricerca. «È un momento molto eccitante per le tecnologie genetiche. Hanno finalmente avuto la possibilità di mostrare cosa possono fare».

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