Terza dose, posso farla in gravidanza? E se allatto? Le linee guida dell'Iss

L'istituto superiore di Sanità: "Richiamo fortemente raccomandato. Può essere fatto insieme al vaccino contro influenza e pertosse"

Terza dose, posso farla in gravidanza? E se allatto? Le linee guida dell'Iss
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Lunedì 13 Dicembre 2021, 13:16 - Ultimo aggiornamento: 14:34

Terza dose, posso farla in gravidanza? E se sto allattando? L'Istituto superiore di Sanità tranquillizza mamme e future mamme sul richiamo del vaccino anti-Covid: «La terza dose è raccomandata in gravidanza e in allattamento».

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Per le donne che allattano, l'Istituto superiore di sanità segnala che la vaccinazione anti-Covid «non espone il lattante a rischi e gli permette di assumere tramite il latte anticorpi contro SARS-CoV-2. Il neonato allattato da madre vaccinata segue il suo calendario vaccinale senza alcuna modifica». Lo sottolinea l'Iss, che ha pubblicato online un primo piano di aggiornamento. Per la vaccinazione con la terza dose in allattamento, la somministrazione deve essere eseguita nei dosaggi autorizzati, indipendentemente dal vaccino usato per il ciclo primario e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi.

Le linee guida

«Si raccomanda l'offerta di una dose di vaccino a mRna, come richiamo (booster) di un ciclo vaccinale primario in accordo con le disposizioni in vigore, alle donne in gravidanza che si trovino nel secondo e terzo trimestre e desiderino vaccinarsi», sottolinea l'Iss. La dose di richiamo (booster) può essere «somministrata contestualmente alle vaccinazioni contro l'influenza e la pertosse raccomandate in gravidanza», precisa l'Iss.

La variante Delta

«La raccomandazione tiene conto delle numerose e crescenti evidenze riguardo alla sicurezza della vaccinazione in gravidanza, sia nei confronti del feto che della madre; delle evidenze relative alla maggiore morbosità associata alla variante Delta; della sua crescente circolazione e del notevole abbassamento dell'età mediana all'infezione in Italia - ricordano gli esperti - Ad oggi sono ancora poche le evidenze relative a vaccinazioni eseguite nel primo trimestre pertanto le donne che desiderino vaccinarsi in questa epoca gestazionale devono valutare rischi e benefici insieme a un sanitario».

«Le donne a maggior rischio di contrarre l'infezione da Sars-CoV-2 perché più esposte (come le professioniste sanitarie o caregiver) o a maggior rischio di sviluppare una malattia grave da Covid-19 (donne con fattori di rischio come l'età oltre i 30 anni, indice di massa corporeo sopra 30, comorbidità, cittadinanza di Paesi ad alta pressione migratoria) rimangono il target prioritario per la vaccinazione in gravidanza», ricordano i medici dell'Iss.

Dosi e modalità di somministrazione

La somministrazione «deve essere eseguita nei dosaggi autorizzati allo scopo (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax), indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario, e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal completamento dello stesso», precisano l'aggiornamento delle linee guida. Per la vaccinazione in allattamento, l'Iss «raccomanda l'offerta di una dose di vaccino a mRna, come richiamo (booster) di un ciclo vaccinale primario in accordo con le disposizioni in vigore, alle donne che allattano, senza alcuna necessità di interrompere l'allattamento. La somministrazione deve essere eseguita - prosegue l'Iss - nei dosaggi autorizzati allo scopo (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax), indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal completamento dello stesso».

«Per le donne che allattano si segnala che la vaccinazione non espone il lattante a rischi e gli permette di assumere tramite il latte anticorpi contro Sars-CoV-2. Il neonato allattato da madre vaccinata segue il suo calendario vaccinale senza alcuna modifica», rimarca l'Iss. 

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