Covid, terapie intensive scendono al 12%: il minimo in Italia finora. Nessuna regione oltre la soglia d'allerta. Ecco i dati

Terapie intensive, dati dell'Agenas
2 Minuti di Lettura
Lunedì 31 Maggio 2021, 14:25 - Ultimo aggiornamento: 15:47

Scende ancora, fino a quota 12%, a livello nazionale, la percentuale di posti letto nelle terapie intensive degli ospedali italiani occupati da pazienti Covid e senza che nessuna regione superi la soglia di allerta del 30%. Mentre calano all'11% i posti in reparto, anche in questo caso con tutte le regioni sotto la soglia d'allerta, che è pari al 40%. Questi i numeri, relativi al 30 maggio, forniti dall' Agenasl'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e basati su una rielaborazione di quelli forniti della Protezione Civile. Si tratta dei valori più bassi mai raggiunti dall'inizio del monitoraggio Agenas, ovvero da novembre 2020.

Secondo l'Agenas, i dati sono ancora più significativi se si confrontano con quelli di due mesi fa: il 29 marzo, infatti, le terapie intensive Covid erano al 41% e i ricoveri Covid al 44%. Questo, nel dettaglio, è ora il tasso di occupazione da parte di pazienti Covid nelle terapie intensive e nei reparti di area medica (malattie infettive, medicina generale e pneumologia) delle varie Regioni e Province autonome: Abruzzo (8% intensive, 10% reparti ordinari); Basilicata (2%, 13%); Calabria (11%, 26%); Campania (10%, 8%); Emilia Romagna (13%, 8%); Friuli Venezia Giulia (3%, 3%); Lazio (16%, 14%); Liguria (14%, 7%); Lombardia (17%, 13%); Marche (13%, 10%); Molise (5%, 4%); PA di Bolzano (3%, 4%); PA di Trento (14%, 4%); Piemonte (13%, 11%); Puglia (11%, 15%); Sardegna (6%, 9%); Sicilia (8%, 14%); Toscana (21%, 8%); Umbria (5%, 9%); Valle d'Aosta (3%, 3%); Veneto (5%, 5%).

Covid Lazio, bollettino 30 maggio: 278 nuovi casi (159 a Roma) e 6 morti (-4): «I dati più bassi degli ultimi sette mesi»

Da metà giugno mezza Italia in zona bianca

© RIPRODUZIONE RISERVATA