Tamponi "fai da te", quanto sono attendibili? Test di terza generazione, Omicron e salivari: domande e risposte

In Emilia Romagna esame domestico per uscire dalla quarantena. Il ministro Speranza: «Su questo metodo parola agli scienziati»

Tamponi "fai da te", quanto sono attendibili? Test di terza generazione, Omicron e salivari: domande e risposte
di Giampiero Valenza
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Domenica 16 Gennaio 2022, 23:05 - Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 13:20

Basta code interminabili davanti alle farmacie. L’Emilia-Romagna anticipa le altre regioni e semplifica le regole: per uscire dalla quarantena Covid basterà un test fai da te. Il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, pur con prudenza, apre uno spiraglio a livello nazionale sull’onda della decisione del governatore Stefano Bonaccini: «È considerabile esplorare strategie di tracing, ma nell’ambito di sperimentazioni ben controllate», afferma. Sulla contagiosa variante Omicron emerge sempre di più un elemento: per scovarla, i tamponi salivari possono essere più efficaci rispetto a quelli nasali. Quanto ai test fai da te, si tratta di «valutazioni che dobbiamo lasciare alla comunità scientifica. In questa fase in cui abbiamo ancora un numero altissimo di contagiati, i nostri esperti ci dicono che se una persona è positiva deve stare in isolamento perché può essere contagiosa anche senza sintomi. Ed è giusto che all’uscita dalla quarantena si faccia una verifica attraverso un tampone», afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza.

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SI PARLA TANTO DI GENERAZIONI DI TEST, QUAL È IL PIÙ AFFIDABILE?
Oggi i test sono alla terza generazione. L’ultima è quella microfluidica con lettura in fluorescenza, la più affidabile.

I TEST “FAI DA TE” FUNZIONANO?
Quelli che si possono trovare al supermercato sono di prima e seconda generazione e hanno una ridotta sensibilità che può ridursi di più se il prelievo non è svolto da mano esperta. Se con il tampone ci si ferma all’inizio del naso può esserci un ulteriore calo di attendibilità e ciò può falsare il risultato dal 10% al 90%. L’importante, per avere un buon test (almeno, per quelli nasali) è la lacrimazione. Il salivare, invece, è come un leccalecca che va tenuto in bocca qualche minuto.

PERCHÈ I TEST DI TERZA GENERAZIONE NON POSSONO ESSERE FATTI IN CASA?
Hanno bisogno di un professionista che sia in grado di farli e della strumentazione adeguata per poterli leggere. In questi test la reazione tra l’antigene e l’anticorpo emette una luce fluorescente che la rende più evidente. Si tratta di un risultato di gran lunga diverso rispetto ai test che invece si basano su un’immunocromatografia. Per fare un esempio, con il sistema di terza generazione si riesce a vedere una presenza di virioni che va da 10 a 100. Una carica così bassa che l’antigenico non prende, perché ha bisogno di almeno 1.000 virioni.

QUANDO VA FATTO IL TEST TAMPONE?
L’importante è far trascorrere almeno quarantotto ore per permettere che la carica virale sia visibile. Quindi, non va fatto appena si ha un primo dubbio, ma è meglio aspettare un po’.

È NECESSARIO CHE VENGANO AMPLIATE LE INDICAZIONI PER I SALIVARI?
È meglio aspettare. Va bene l’indicazione data su disabili, sui bimbi o su chi ha problemi di natura clinica. I test salivari devono essere eseguito da una persona esperta, in un ambiente protetto. Questo non significa che la mamma possa far fare il salivare al figlio, in casa, prima di andare a scuola. Sono test molecolari i test salivari che vengono fatti nelle ‘scuole sentinella’: vengono portati in laboratorio per avere l’esito

OMICRON SI NOTA MENO NEL NASO? PER CHI È INDICATO IL TAMPONE SALIVARE?
Omicron si rileva meglio a livello faringeo più che a livello nasale. La saliva è un’utile matrice per i pazienti disabili, per i bambini o per chi ha difficoltà a fare il test tampone con il prelievo dal naso. Il salivare molecolare ha un percorso ospedaliero e di laboratorio, l’autotest salivare, invece, si basa sull’antigenico.

QUALI SONO LE VARIABILI IN GIOCO NEL TAMPONE SALIVARE?
La saliva è un materiale soggetto a due varianti rilevanti. Uno è quello della carica batterica. L’altro è quello della matrice salivare che non è identica da persona a persona. Aver mangiato o bevuto prima dell’esame può incidere sull’esito proprio perché può mutare la composizione della saliva. Anche aver fumato può avere effetti sulla replicazione virale.
 

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