Vaccino, Pfizer non consegna: slitta a metà febbraio la somministrazione per gli over 80

Vaccino, Pfizer non consegna: slitta a metà febbraio la somministrazione per gli over 80
di Cristiana Mangani
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Giovedì 21 Gennaio 2021, 10:44 - Ultimo aggiornamento: 12:16

 Da una parte la buona notizia, e cioè che la società farmaceutica Pfizer ha annunciato l'invio di 465.660 dosi del vaccino nella prossima settimana. Dall'altra, però, anche la comunicazione che la spedizione sarà ancora irregolare. Nuove riduzioni (inferiori all'ultima del 29%) ci saranno per altre tre settimane, e la situazione dovrebbe tornare normale, ovvero secondo gli accordi, solo dalla metà di febbraio. 

L'Italia era partita con il piede giusto: fino a ieri sono state vaccinate 1.250.903 persone (787.012 donne, 463.891 uomini). E nel rapporto tra somministrazione e dosi consegnate il ritmo  è stato sempre molto elevato, visto che 1.558.635 dosi complessive consegnate sono state quasi tutte già inoculate. La prima regione è la provincia di Bolzano, seguita dalla Valle D'Aosta e dalle Marche. Con il Lazio che si trova intorno al settimo posto, con l'82% delle vaccinazioni fatte rispetto alle dosi consegnate. 

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La questione dei ritardi da parte della Pfizer ha un peso importante, perché in base a un report illustrato dal Commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri, l'Italia aveva già prenotato un totale di 8.635.154 dosi che avrebbe dovuto ricevere entro il 31 marzo. Ma, visto che la road map ha subito pesanti ritardi e continuerà a subirli, a metà febbraio avremo 3.885.570 dosi, ovvero il 45% in meno di quanto ordinato. Un dato che potrebbe incidere sui richiami, sulla somministrazione della seconda dose, in particolare per 54 mila persone che rischiano di non riceverla entro 21 giorni, così come stabilito. Il governo è sul piede di guerra e ha attivato l'Avvocatura dello Stato per valutare eventuali responsabilità di Pfizer e le azioni da intraprendere e anche la Commissione Europea ha sottolineato come l'Italia e tutti gli Stati membri hanno «il diritto di intraprendere delle azioni legali se delle clausole non vengono rispettate». Le Regioni, nel frattempo, hanno dovuto rimpodulare i loro piani vaccinali. La soluzione concordata è di rallentare o addirittura sospendere, la vaccinazione per gli ultraottantenni, che avrebbero potuto cominciare a prenotarsi già dal 25 gennaio.  Insomma, la categoria più a rischio che, al momento, vede 7.029 persone già sottoposte a vaccino, oltre ai 100.521 ospiti nelle Rsa, potrebbe vedere slittare di circa un mese la campagna vaccinale. Il Lazio, che ha subito un taglio del 30%, ha chiesto ad Asl e ospedali di sospendere da oggi «la somministrazione delle prime dosi a qualunque categoria di popolazione», rispettando solo i richiami. E sono, già, state rinviate al primo febbraio le vaccinazioni degli over 80.

 

«Dal punto di vista dell'organizzazione - ha spiegato Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico - sono smentite tutte le voci che si erano alzate troppo presto, su incapacità e inefficienza. Anzi, le Regioni hanno dato vita a una competizione virtuosa. C'è tanta gente che adesso aspetta». Una parte delle Regioni, comunque ha scorte necessarie, almeno per il momento: Puglia, Sicilia, Toscana, Liguria, lo stesso Lazio,  e la Valle D'Aosta. Più a rischio Veneto e Campania (forse anche Lombardia), dove potrebbetro mancare le fiale per la seconda inoculazione e dove è previsto l'arrivo di una quota maggiore di dosi. Sebbene non sia facilissimo spostare un vaccino da un territorio all'altro, vista la necessità di una conservazione a -70 gradi, il trasferimento si farà.

Nel frattempo, si guarda con grande attenzione agli altri vaccini in via di approvazione. Il 29 gennaio AstraZeneca dovrebbe ricevere l'autorizzazione dall'Ema e questo potrà voler dire l'arrivo in Italia di circa 40 milioni di dosi nel 2021. In aumento anche le dosi del vaccino Moderna: dopo le 47 mila di questa settimana, dovrebbero inviarne 66 mila dalla prossima, 163mila dall'8 febbraio, 488.000 dal 22. 

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