Quarta dose, dovremo farla o sarà solo per i fragili? Ecco cosa ci attende (e l'esempio israeliano)

Quarta dose, dovremo farla o sarà solo per i fragili? Ecco cosa ci attende (e l'esempio israeliano)
di Giampiero Valenza
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Sabato 5 Febbraio 2022, 10:20 - Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio, 14:51

I contagi calano e si inizia a parlare di tregua con il virus Sars Cov-2. Lo dice l’Organizzazione mondiale della sanità che parla di un «lungo periodo di tranquillità» che potrebbe essere il preludio della fine della pandemia. Questo, grazie a tre ingredienti di questa ricetta: l’alta percentuale di persone vaccinate, la variante Omicron meno aggressiva delle precedenti, la fine dell’inverno. Il direttore regionale dell'Oms Hans Kluge ha parlato di un «cessate il fuoco che potrebbe portarci ad una pace duratura» con la Covid-19, anche perché nel frattempo va tenuto in considerazione il «grande capitale accumulato in termini di immunità naturale e derivata dal vaccino».

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E cosa sarà della quarta dose? La situazione è fluida, ma si va delineando uno scenario in cui potrebbe essere destinata solo ai più fragili. Dopo le campagne avviate in Danimarca, Ungheria e Spagna, in Germania la commissione specializzata sui vaccini Stiko ha consigliato il secondo booster per i più esposti: gli ultrasettantenni che vivono in case di cura, le persone con il sistema immunitario debole e il personale medico che ha contatti con fasce a rischio.

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C’è un fattore che va tenuto presente e che sarà al centro dell’aggiornamento del piano vaccinale: il calo dell’immunità. Ad oggi non ci sono evidenze che indichino la necessità di un ravvicinamento delle dosi, anche perché il booster sta dimostrando la sua efficacia.

Israele, primo Paese al mondo a somministrare la quarta dose, ha deciso che la fornirà agli over 18 ma solo a quelli le cui condizioni mediche lo richiedano o che siano a grande rischio per gli effetti del virus. Sarà dunque somministrato in casi specifici e solo a distanza di almeno 4 mesi dalla terza dose. Prima di ora, la quarta iniezione in Israele era riservata agli over 60: ad oggi sono oltre 600mila le persone che l’hanno avuta.

Anche l’amministratore delegato di Pfizer, Alber Bourla, aveva sottolineato come fosse preferibile un vaccino annuale, un po’ come l’influenza, rispetto ai booster somministrati ogni 4 o 5 mesi. E molto probabilmente si tenderà proprio a questo. Un vantaggio anche gestionale di non poco conto, tenendo presente che ci sono nazioni che hanno ancora molto da fare per raggiungere ancora una percentuale congrua nel primo ciclo vaccinale: l'India è al 51%, le Filippine al 53%, il Pakistan al 36%, l'Etiopia all'1,34%, il Sudafrica al 27%. E questa pandemia ha spiegato benissimo come sia necessario agire globalmente per combatterla.

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La via israeliana

Di sicuro, però, la scienza sta dimostrando che sui più fragili la quarta dose può servire. Quindi, il mondo potrebbe seguire la via israeliana. Un lavoro coordinato dall’Oslo University Hospital e pubblicato su Jama Neurology ha notato che nei pazienti con sclerosi multipla che non hanno risposto a sufficienza alla seconda dose di vaccino contro Covid-19, la terza dose è in grado di alzare i livelli di protezione. Ma ciò non avviene con la stessa efficacia in tutti i malati. Per questo, per una parte di loro potrebbe essere necessaria la quarta dose.

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