Pfizer, vaccino per i bambini da 5 a 11 anni: «È sicuro e fornisce una forte risposta immunitaria»

Pfizer, vaccino per i bambini dai 5 agli 11 anni: «È sicuro e fornisce una forte risposta immunitaria»
5 Minuti di Lettura
Lunedì 20 Settembre 2021, 13:06 - Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 10:02

Arrivano i primissimi dati, divulgati dalle aziende farmaceutiche, che attestano la sicurezza del vaccino anti-Covid Pfizer-BioNTech anche per i bambini tra i 5 e gli 11 anni di età. I risultati degli studi clinici, affermano le aziende, hanno inoltre evidenziato che il vaccino è «ben tollerato» e ha prodotto una risposta immunitaria «robusta». Una prima conferma, in attesa dell'esame da parte delle autorità regolatorie, che giunge nel momento in cui negli Stati Uniti si sta registrando un boom di contagi da Covid-19 proprio tra i bambini, fino al +240% da luglio. 

Terza dose dei vaccini, al via la campagna: coinvolti 3 milioni di italiani, ecco le categorie dei pazienti

Pfizer, vaccino ai bambini 5-11 anni: i risultati dello studio

Il vaccino verrebbe somministrato a un dosaggio inferiore rispetto a quello utilizzato per i soggetti dai 12 anni in su, hanno chiarito Pfizer e BioNTech annunciando che presenteranno i loro dati agli organismi di regolamentazione nell'Unione Europea, negli Stati Uniti e in tutto il mondo «il prima possibile». Al momento, è in corso anche un altro studio dell'azienda Moderna per la valutazione del proprio vaccino per la fascia di età pediatrica tra 6 e 11 anni. Sia il vaccino Pfizer che quello di Moderna - entrambi basati sulla tecnologia a mRna - vengono già somministrati ad adolescenti sopra i 12 anni e adulti in paesi di tutto il mondo. Sebbene i bambini siano considerati meno a rischio di Covid grave, si teme che la variante Delta altamente contagiosa possa determinare casi più gravi. Inoltre, rilevano le aziende, l'immunizzazione dei bambini è considerata la chiave per mantenere aperte le scuole. Israele ha già dato un'autorizzazione speciale per vaccinare i bambini tra 5 e 11 anni che sono «a rischio significativo di malattia grave o morte» da Covid, utilizzando il vaccino Pfizer al dosaggio più basso. 

I risultati

Non solo: prima della fine dell'anno, fanno sapere Pfizer e BioNTech, sono attesi anche i risultati degli studi sull'utilizzo del loro vaccino sui bambini di età compresa tra 6 mesi e 2 anni e sui bambini tra 2 e 5 anni. Complessivamente, fino a 4.500 bambini tra sei mesi e 11 anni sono stati arruolati negli studi delle due aziende negli Stati Uniti, in Finlandia, in Polonia e in Spagna. L'annuncio è stato accolto favorevolmente dai pediatri italiani, che ribadiscono l'opportunità di vaccinare anche i bambini dopo che la validità del vaccino sarà attestata dalle autorità regolatorie. 

 

I contagi

Ciò a fronte di numeri che evidenziano come il contagio tra i più piccoli sia comunque diffuso pure nel nostro Paese: nelle ultime due settimane, secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, sono stati infatti diagnosticati e segnalati 17.312 nuovi casi Covid-19 (contro i 22.843 delle 2 settimane precedenti) nella popolazione 0-19 anni, di cui poco più del 50% è proprio tra gli under 12. «Accogliamo questi dati positivi ma attendiamo l'autorizzazione da parte degli organi regolatori che si esprimeranno in indipendenza sull'esito di questi studi», commenta la presidente della Società italiana di pediatria (Sip) Annamaria Staiano. Ciò premesso, sottolinea, «come pediatri ribadiamo la nostra posizione favorevole alla vaccinazione anti-Covid in tutte le fasce di età. I bambini vanno vaccinati, a fronte di un vaccino autorizzato, perchè continuano a rappresentare un serbatoio per la diffusione del virus nell'ambiente. 

Ma vanno vaccinati anche per una protezione nei loro stessi confronti. Infatti, anche se in rari casi, pure tra i bambini si sono avute manifestazioni severe della malattia Covid-19». Intanto, un nuovo studio dello Stanford University Medical Center rassicura in merito alla relazione tra vaccini anti-Covid e reazioni allergiche. Le allergie ai vaccini Covid a mRNA, rileva la ricerca, sono rare, tipicamente lievi e curabili e non dovrebbero scoraggiare dallo scegliere di immunizzarsi. Lo studio ha analizzato 22 potenziali reazioni allergiche alle prime 39.000 dosi di vaccini Pfizer e Moderna negli operatori sanitari a Stanford. La maggior parte delle persone che ha sviluppato reazioni era allergica a un ingrediente che aiuta a stabilizzare i vaccini, ma non ha mostrato allergie ai componenti del vaccino che forniscono immunità dal virus.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA