Omicron, «Sputnik efficace nel 70% dei casi contro la variante. Neutralizzante anche dopo 3-6 mesi»: i dati Spallanzani

Il team tecnico scientifico dell'Istituto ritiene i risultati degli esperimenti «estremamente incoraggianti per definire nuove strategie vaccinali»

Omicron, Spallanzani: «Sputnik efficace nel 70% dei casi contro la variante. Neutralizzante anche dopo 3-6 mesi»
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Giovedì 20 Gennaio 2022, 16:13 - Ultimo aggiornamento: 17:43

Il vaccino anti Covid Sputnik ha un efficaca del 70% contro la variente Omicron e il suo effetto neutralizzante nei confronti del virus viene mantenuto anche dopo 3-6 mesi dall'iniezione. Sono queste le performance del farmaco russo documentate del team tecnico scientifico del Lazzaro Spallanzani di Roma.

Omicron, Sputnik efficace anche dopo 6 mesi

«Tutti i vaccini autorizzati perdono significativamente attività nei confronti di Omicron. I risultati degli esperimenti, condotti in collaborazione tra Istituto Spallanzani e Istituto Gamaleya, hanno documentato che oltre il 70% delle persone vaccinate con Sputnik V mantengono un'attività neutralizzante contro Omicron, e tale attività si mantiene in buona parte anche a distanza di 3-6 mesi dalla vaccinazione», comunica il team dello Spallanzani.

 

Il team tecnico scientifico dell'Istituto Spallanzani ritiene i risultati degli esperimenti di laboratorio condotti con l' Istituto Gamaleya, «estremamente incoraggianti per definire nuove strategie vaccinali in rapporto alla evoluzione delle varianti del Covid».

L'efficacia di Pfizer contro Omicron

Secondo lo Spallanzani dunque «il vaccino contro il coronavirus Sputnik dimostra titoli di anticorpi neutralizzanti del virus alla variante Omicron (B.1.1.529) più di 2 volte superiori rispetto a 2 dosi di vaccino Pfizer (2.1 volte superiori in totale e 2.6 volte superiori 3 mesi dopo la vaccinazione)».

La protezione del vaccino Pfizer contro la variante Omicron già con due dosi dovrebbe essere al 70% secondo quanto riporta uno studio, condotto su dati 'real world' del Sudafrica. Altri due lavori, non ancora pubblicati e quindi non sottoposti a revisione paritaria, osservano anche l'impatto della terza dose, mostrando dopo il booster un aumento della capacità di neutralizzare Omicron rispetto alla doppia dose.

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In uno di questi due studi, una ricerca israeliana disponibile sulla piattaforma 'Medrxiv', gli autori hanno utilizzato isolati di diverse varianti fra cui Omicron per studiare la capacità di neutralizzazione del vaccino Pfizer/BioNTech. Gli esperti dimostrano «l'importanza della terza dose», dal momento che dopo il booster rilevano un «aumento di 100 volte dell'efficienza di neutralizzazione» verso la variante Omicron. Ma questa neutralizzazione risulta "ridotta di 4 volte" rispetto a quella che si ottiene contro Delta.

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