Omicron 4.6, la nuova sottovariante preoccupa gli Usa: mutazione aggiuntiva, sintomi ed efficacia del vaccino

L'ultima sottovariante si è sviluppata tra aprile e maggio ma ora sta prendendo il sopravvento negli States

Omicron 4.6, perché la nuova sottovariante preoccupa gli Usa? Le caratteristiche, i sintomi e il ruolo dei vaccini
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Lunedì 29 Agosto 2022, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 08:00

Comparsa tra aprile e maggio e altamente diffusiva. A temere la nuova sottovariante 4.6 di Omicron sono soprattutto gli Usa, dove attualmente questa varietà è responsabile del 6,3% dei casi segnalati, secondo le stime riportate dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. Nelle ultime settimane, la nuova mutazione è in forte crescita negli Stati Uniti, in particolare in 4 Stati: Iowa, Kansas, Missouri, e Nebraska. Ma Omicron.4.6, si sta diffondendo rapidamente anche negli Stati della costa orientale degli States e al Sud. 

 

Le caratteristiche 

«Omicron.4.6 - ha dichiarato alla NBC la dottoressa Sharon Welbel, direttrice dell'Epidemiologia ospedaliera e del Controllo delle infezioni della Contea di Cook - presenta una mutazione aggiuntiva nella proteina spike che aiuta il virus a penetrare nelle cellule umane». Secondo l'esperta, dunque, questa mutazione provocherebbe «un'ulteriore fuga immunitaria», riducendo tanto i margini di protezione "naturali", quanto quelli offerti dalla copertura vaccinale. 

 

Il ruolo dei vaccini 

Se Omicron 4.6 è altamente infettivo, c'è chi si domanda se aver contratto la precedente variante BA.5. possa garantire uno scudo in più contro la nuova sottovariante. «La verità - spiega Weibel - è che al al momento è difficile saperlo». Tuttavia, la direttrice conferma che aver sviluppato un'immunità naturale  «potrà aiutare», prevenendo forme gravi, che possono condurre talvolta anche  alla morte.

 

I sintomi: quelli comuni e più segnalati 

Anche se Omicron 4.6 rappresenta, per certi versi, ancora un'incognita, sono numerosi i sintomi che condivide con le precedenti varianti. Tra i più noti: febbre o brividi; tosse; respiro affannoso o difficoltà respiratorie; stanchezza; dolori muscolari o corporei; mal di testa; perdita del gusto o dell'olfatto; mal di gola; congestione o naso che cola; mausea o vomito; diarrea.

Tuttavia, tra i più comunemente segnalati, sono 4 quelli ad andare per la maggiore: tosse, stanchezza, congestione e naso che cola.
 

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