Natale, meno morti e ricoveri e terapie intensive dimezzate: cosa è cambiato (anche nelle restrizioni) con un anno di vaccino

Il 27 dicembre del 2020 la prima dose allo Spallanzani. "Scomparse" zone rosse e coprifuoco

Natale 2021, meno morti e ricoveri e terapie intensive dimezzate: cosa è cambiato (anche nelle restrizioni) con un anno di vaccino
di Giampiero Valenza
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Venerdì 24 Dicembre 2021, 13:27 - Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre, 16:54

Se qualcuno dovesse dare a questo Natale un titolo da cinepanettone, potrebbe essere “Natale con la Omicron (la sudafricana)". Lo scorso, invece, sarebbe stato “Natale con la Alfa (l’inglese)". La stretta del Governo ieri ha bandito le feste in piazza e le discoteche fino al prossimo 31 gennaio, ha disposto il Super Green Pass per chi va al bancone di un bar, per chi in visita a un museo o in palestra, rendendo le mascherine Ffp2 obbligatorie per bus e metropolitane, per chi va allo stadio o al cinema.

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Le regole

Ma nel Natale del 2020 com'era la situazione? Allora non ci si poteva spostare dalla propria Regione. Tutto era in rosso. Erano i mesi del lasciapassare: per questioni lavorative, di salute o situazioni di necessità si poteva superare il blocco. Molti negozi erano chiusi: niente palestra, cinema, teatri e discoteche. Ma si poteva andare al supermercato, a fare la spesa, o nelle farmacie che oggi sono al centro di lunghe file per i test e il green pass. Ci si poteva spostare una sola volta ogni giorno per fare una visita ai parenti, ma a un orario ben preciso: tra le 5 e le 22. E lo si poteva fare solo in due, con un numero che poteva crescere solo se si portavano figli under-14.

Nel Natale del 2021 ci si può spostare grazie al green pass, le Regioni sono gialle e bianche. Palestre e negozi sono tutti aperti. Per salire sui mezzi pubblici è necessaria la certificazione verde. E la sua versione “Super” viene chiesta per spettacoli, manifestazioni sportive e per la ristorazione.

 

La situazione della pandemia

Sul fronte dell’andamento dei casi i numeri sono molto diversi e risentono molto della campagna vaccinale, ormai arrivata alla sua terza dose. Il 23 dicembre 2021 in Italia si sono contati 168 morti (su 136.245 da inizio emergenza), 44.595 casi di Covid, un picco dell’intera pandemia (il record precedente fu del 13 novembre 2020, con 40.902 positivi in un solo giorno). In totale oggi ci sono, in Italia, 430.000 persone malate di Covid. Molti i tamponi processati: 901.450. In totale, da inizio pandemia, sono stati 133.238.576.

Il 24 dicembre 2020, invece, si registrarono 505 morti, facendo alzare l’asticella dei decessi a 70.900 da inizio pandemia. Il giorno della vigilia di Natale vennero accertati 18.040 positivi su 193.777 tamponi processati.

Molto differenti anche i numeri dei ricoveri: nel 2020 erano 2.589 i pazienti delle terapie intensive e 24.070 quelli dei letti ordinari. Quest'anno sono 1.023 quelli delle terapie intensive e 8.722 quelli che per Covid hanno bisogno delle cure ordinarie ospedaliere.

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L'ULTIMO DECRETO

Le varianti

Nel 2020 incuteva timore la variante inglese, con i primi contagi registrati in Italia proprio poco prima di Natale in una famiglia di Loreto, in provincia di Ancona. Il giorno della vigilia si contavano in due milioni di casi totali di Coronavirus da inizio pandemia, con un indice Rt, quello della trasmissibilità, che stava aumentando da due settimane. Oggi, tra guariti, morti e attualmente positivi si superano i 5.500.000 casi.

Un anno fa, il 27 dicembre, l’Italia festeggiava la sua prima vaccinata: Claudia Alivernini, 29 anni, giovane infermiera dello Spallanzani di Roma, tra quelle in prima linea nella lotta al Covid. Le prime dosi di Pfizer-Biontech arrivarono nella Capitale con un viaggio da Bruxelles passando dalla frontiera del Brennero, scortati dalle pattuglie dei carabinieri.

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