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Omicron, emergenza «sotto controllo»: dalle mascherine ai tamponi, l'Europa allenta le restrizioni

Diversi Paesi hanno già iniziato a revocare le restrizioni e da qui alla fine di marzo molti hanno annunciato un graduale ritorno alla normalità

Omicron non è più un'emergenza: dal Green pass alle mascherine, l'Europa rallenta le restrizioni
7 Minuti di Lettura
Giovedì 17 Febbraio 2022, 16:17 - Ultimo aggiornamento: 16:36

Dopo due anni di pandemia, la svolta grazie ai vaccini pare imminente. «Non credo verrà prorogato lo stato di emergenza e, quindi, si scioglierà anche il Comitato tecnico scientifico», annuncia l’immunologo e membro del Cts Sergio Abrignani. Che dipinge per il futuro scenari rassicuranti. «Non credo - afferma - che dovremmo più vivere la situazione emergenziale che abbiamo Affrontato in passato, almeno se rimane la variante Omicron. E non penso che possa arrivare a breve una variante più diffusiva di Omicron, è difficile ed è improbabile immaginarsela». Con l’approssimarsi della primavera e dell’estate, la terza dell’era Covid, e soprattutto il netto allentamento della morsa della mutazione Omicron che ha fatto impennare il numero dei casi, l’Europa affievolisce le norme su mascherine e Green pass. Diversi Paesi hanno già iniziato a revocare le restrizioni e da qui alla fine di marzo molti hanno annunciato un graduale ritorno alla normalità.

STOP AL COPRIFUOCO

Tra i primi c’è l’Olanda che da domani, venerdì 18 febbraio, dà il via a un processo di progressivo allentamento delle restrizioni che si concluderà il 25 febbraio, quando sarà revocato l’obbligo della mascherina e il passaporto vaccinale. Da domani sarà abolito il coprifuoco imposto alle 10 per i locali pubblici, che potranno restare aperti fino all’una di notte, e cadranno ulteriori limitazioni per stadi, teatri, cinema e ristoranti. «Il Paese sarà di nuovo aperto - ha detto il ministro della Sanità, Ernst Kuipers - ma dobbiamo essere realistici, il coronavirus non è andato via». E ha esortato gli olandesi a continuare essere cauti. Il 25 febbraio non sarà comunque revocato del tutto il green pass - attualmente in vigore in ristoranti, musei e per eventi sportivi - e rimarrà l’obbligo del test per alcuni eventi indoor, mentre le mascherine rimarranno sui mezzi pubblici ed aerei. Anche in Svizzera da domani sarà revocata la maggior parte delle misure anti covid. Dal 18 febbraio non saranno più necessari mascherina e green pass per accedere a negozi, ristoranti, istituzioni culturali, altre strutture aperte al pubblico e manifestazioni.

Le misure sanitarie per l’ingresso in Svizzera saranno totalmente abolite. Rimangono in vigore fino a fine marzo l’uso obbligatorio di mascherine nei trasporti pubblici e nelle strutture sanitarie, così come l’isolamento dei positivi per cinque giorni. Cancellata anche la raccomandazione dello smart working: saranno le imprese a decidere se continuare a far lavorare i dipendenti da casa e imporre l’uso della mascherina nei loro locali visto che per legge sono tenute ad adottare le precauzioni necessarie per proteggere i dipendenti. Sempre domani riaprono le discoteche in Belgio e Lussemburgo, dove i governi hanno deciso un importante allentamento delle regole contro il contagio. In Belgio non solo si torna a ballare nelle discoteche, ma vengono revocate le restrizioni sull’orario di chiusura e il numero di persone ai tavoli in bar e ristoranti. I bambini sotto i 12 anni non dovranno più indossare la mascherina a scuola e il telelavoro quattro giorni a settimana non sarà più obbligatorio bensì solo consigliato. Si potranno organizzare concerti con persone in piedi e non ci saranno più tetti massimi di partecipanti per gli eventi all’esterno, né per matrimoni e funerali.

 

OBBLIGO VACCINALE

La Germania, invece, ha deciso di aspettare fino al 20 marzo per avviare il piano concordato da governo federale e i presidenti dei land tedeschi per mettere fine e gran parte delle restrizioni anti Covid. Secondo la prima bozza di risoluzione della Cancelleria, «tutte le misure protettive di più ampia portata» saranno ritirate dal 20 marzo. Tuttavia, rimarrà in vigore il requisito della mascherina. «Possiamo guardare al futuro con maggiore ottimismo di quanto fatto nelle scorse settimane», ha commentato il cancelliere Olaf Scholz annunciando la decisione. Il piano in tre punti sul quale è stato trovato l’accordo prevede uno stop graduale alle restrizioni per gli assembramenti privati, i negozi, ristoranti e alberghi. A partire dal 20 marzo, tutte le «misure protettive più stringenti» saranno cancellate. Allo stesso tempo il cancelliere tedesco ha ribadito l’intenzione di andare avanti per far approvare in Parlamento l’obbligo vaccinale, definito «necessario per il prossimo autunno e inverno».L’alleggerimento delle restrizioni può funzionare, ha spiegato il cancelliere tedesco, solo se va di pari passo con l’ampliamento del programma vaccinale.

Anche la Francia - dove dal 2 febbraio sono state revocate le mascherine all’aperto e lo smart working, che comunque rimane raccomandato - sta considerando per metà marzo la revoca dell’obbligo di usare le mascherine al chiuso, anche a bordo dei mezzi pubblici. Ad annunciarlo è stato il ministro della Salute, Olivier Véran. Intanto, dal 28 febbraio scatta lo stop all’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi per i vaccinati, tranne che sui mezzi pubblici e nei luoghi in cui non è previsto l’obbligo di Super Green pass. A metà marzo, ha spiegato Veran, «si potrebbe cominciare a porsi seriamente la questione dell’obbligo di indossare le mascherine all’interno, adulti e bambini. E si potrebbe cominciare ad alleggerire il Green pass conservandolo nei luoghi molto a rischio, come per esempio le discoteche».

ENDEMIA, NON PIU’ PANDEMIA

Nel Regno Unito, dove l’allentamento delle misure con la revoca del Green pass e dell’uso delle mascherine è già scattato a metà gennaio, Boris Johnson si accinge a eliminare ogni rimanente restrizione anti Covid, compreso l’isolamento dei positivi, in anticipo rispetto alla data fissata del 24 marzo. Nei giorni scorsi il premier britannico ha precisato che il 21 febbraio presenterà la strategia del governo per convivere con il coronavirus, da trattare in futuro come una endemia e non una pandemia. Anche in Spagna dall’8 febbraio non è più obbligatorio l’uso delle mascherine all’esterno, con la Catalogna che ha eliminato quasi tutte le restrizioni. Le discoteche riaprono senza limite di orario, né obbligo di esibire una certificazione Covid all’ingresso. Avanti nella revoca delle restrizioni anche i Paesi scandinavi, con la Danimarca prima in Europa (dall’1 febbraio) a non considerare il Covid come una malattia socialmente critica, rendendo non più obbligatorio indossare mascherine su mezzi pubblici e nei luoghi al chiuso, oltre che disporre del Green pass per entrare in discoteche, caffè, autobus e ristoranti. Riaperti i locali notturni.

Le autorità continuano comunque a raccomandare l’uso della mascherina negli ospedali, nelle strutture sanitarie e nelle case di cura. Sulla stessa strada la Svezia, con ristoranti e bar che tornano agli orari normali e niente più Green pass, perché «il Covid non è più considerato una patologia che minaccia la società». Anche la Norvegia ha abolito tutte le restrizioni, compreso distanziamento e mascherine, mentre solo gli adulti sintomatici dovranno sottoporsi a tampone e l’isolamento dei positivi passa da obbligo a una semplice raccomandazione.

TAMPONI

Anche Israele si prepara ad allentare le restrizioni anti Covid considerato il calo degli indici - casi, malati gravi, Fattore R - della pandemia dovuta alla variante Omicron. Lo ha annunciato il premier Naftali Bennett. «Questa ondata - ha sottolineato - si sta rompendo. Per quanto mi riguarda, dobbiamo prepararci ad allentare le restrizioni presto». Secondo le indiscrezioni, la scadenza è il prossimo 1 marzo, data in cui potrebbe essere abolito il Green pass. Inoltre, al contrario di oggi, sarebbe permesso l’ingresso nel Paese dei bambini dai 5 anni in su non vaccinati: uno dei nodi che ha frenato le famiglie di turisti a entrare nel Paese. Un’altra decisione, secondo i media, riguarda l’abolizione dell’obbligo di test (antigenico o molecolare) prima di volare in Israele, mentre resterebbe quello in vigore all’arrivo all’aeroporto Ben Gurion. Secondo il ministero della Sanità, nelle ultime ventiquattr’ore le nuove infezioni sono state 21.152 a fronte di 111.273 tamponi, con un tasso di positività in forte calo al 19.01%. Anche i malati gravi sono abbondantemente scesi sotto i mille fermandosi a 886 e il Fattore R è ora allo 0.68.

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