Omicron 2, Italia come la Germania? Pregliasco: «Altri 2 anni con picchi fino a 100mila al giorno»

Omicron 2, Italia come la Germania? Pregliasco: «Altri 2 anni con picchi fino a 100mila al giorno»
di Gianluca De Rossi
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Venerdì 18 Marzo 2022, 17:04 - Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 09:31

Ieri l'annuncio del premier Mario Draghi, con la road map dell'allentamento delle misure per contenere il diffondersi del Covid: da fine mese stop allo stato d'emergenza e poi via poco alla volta tutte le restrizioni, per avvicinarci ad un'estate senza più i noti vincoli dettati dal Green pass e dall'uso delle mascherine, anche nei locali al chiuso. Oggi, tuttavia, sono molte le voci che dubitano che i tempi siano giù maturi per quel "liberi tutti". E non sono solo i virologi a storcene il naso di fronte alle riaperture. Il timore, infatti, è che il Covid, spinto da Omicron 2 (variante BA.2) possa rialzare la testa causando un boom di contagi come sta avvenendo nella vicina Germania o nella lontana Cina. Germania che ieri ha segnato un nuovo record di casi Covid, con 294.931 nuove infezioni registrate in 24 ore. L'incidenza settimanale è di 1651,4 su 100 mila abitanti. Stando ai dati del Robert Koch Institut, sono 278 le vittime registrate nelle ultime 24 ore. Il tasso di ospedalizzazione è salito a 7,45 pazienti ricoverati in terapia intensiva su 100 mila abitanti. Fra questi ci sono tanti positivi al Covid che soffrono però di altre patologie principali, segnala l'istituto. In Germania è in corso un dibattito parlamentare sullo sviluppo pandemico.

De Luca: «Emergenza finita? Vediamo se il virus si attiene ai decreti»

«Il Governo ha deciso la conclusione della fase di emergenza, ovviamente noi possiamo decidere tutto quello che vogliamo con i decreti, poi bisogna vedere se si attiene pure il Covid a quello che decidiamo noi. Io invito i nostri concittadini ad avere sempre molta prudenza», ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso di una diretta Facebook. «È chiaro che dopo due anni siamo tutti stanchi, abbiamo voglia di vivere e dobbiamo tornare a vivere. Ma - ha aggiunto De Luca - siccome in altri Paesi registriamo l'accensione di nuovi focolai di Omicron 2 che sembra più aggressivo di Omicron 1, credo che sia ragionevole che ognuno di noi mantenga comportamenti prudenti. Chi non si è vaccinato vada a vaccinarsi, per il resto cerchiamo di mantenere l'uso della mascherina nei luoghi pubblici chiusi o sui mezzi di trasporto pubblico, cerchiamo di mantenere l'interesse nostro, delle nostre famiglie e dei nostri anziani. Un piccolo sacrificio che ha una grandissima utilità per proteggerci dal contagio».

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Pregliasco: «Oms non dichiarerà la fine della pandemia»

«La pandemia non finirà con una dichiarazione ufficiale dell'Organizzazione mondiale della sanità, perché non c'è un parametro» oggettivo in base al quale poterne decretare il termine. Ecco perché nella gestione di Covid-19 bisogna imparare un approccio nuovo: «La guerra di trincea è finita, ora bisogna passare alla convivenza», ha detto all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'università Statale di Milano.

«Sfortunatamente noi dovremo convivere con questo virus - insiste l'esperto - che continuerà a darci noia nei prossimi 2-3 anni con un andamento probabilmente ciclico, nel senso che dovremo immaginarci contagi giornalieri compresi tra i 5mila e 100mila in base ai periodi. Saranno flussi», simili alle onde disegnate da un sasso buttato in uno stagno, è la metafora spesso usata da Pregliasco. Insomma dovremo rassegnarci, «purtroppo, alla tolleranza di una certa quota di casi e stagionalmente anche di decessi, a un sovra-rischio per la presenza aggiuntiva di questa patologia che si somma a tutte le altre preesistenti». La risalita della curva che stiamo osservando nelle ultime settimane rientra proprio in questo nuovo corso. «Al di là di questo incremento delle infezioni, probabilmente dovuto alla sottovariante Omicron 2 contagiosissima, è possibile che a un certo punto - prevede il virologo - anche grazie al miglioramento delle condizioni meteo, ci sia un rasserenamento di questa casistica in crescita». Crescita «che comunque - precisa - non dovrebbe essere significativa in termini di effetti pesanti sulla salute, ricoveri e mortalità. Dovremmo andare lisci, ma per esserne certi è meglio aspettare una decina di giorni per capire bene se questo 'colpetto di codà di Sars-CoV-2 sarà qualcosa di diverso o no».

 

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