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Omicron 5, Ema: ok a vaccino Pfizer in autunno (ma le dosi arriveranno a novembre). Cosa sappiamo

Omicron 5, Ema: ok a vaccino Pfizer in autunno (ma le dosi arriveranno a novembre). Cosa sappiamo
di Mauro Evangelisti
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 10 Agosto 2022, 15:09 - Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 12:45

I vaccini anti Covid adattati alla Omicron, nella versione più diffusa della sottovariante 5, non saranno distribuiti prima dell’autunno inoltrato visto che proprio oggi Ema (agenzia europea per il farmaco) ha annunciato che l’autorizzazione, per quanto rapida e velocizzata, è prevista «in autunno». Tenendo poi conto dei tempi di distribuzione e somministrazione, una vaccinazione di massa per la Omicron 5 non arriverà prima di ottobre-novembre.

Omicron 5 resta dominante (malgrado Centaurus)

Come mai? In Europa la sottovariante Omicron 5 è ormai dominante, mentre la tanto temuta Centaurus (più correttamente Omicron Ba.2.75) non si sta diffondendo, almeno per ora, dimostrando di avere più fortuna sui titoli dei media (affascinati dal soprannome Centaurus inventato da un utente di Twitter) che nella vita reale. Spiega ad AdnKronos Salute, Mauro Pistello, direttore dell’Unità di virologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, vicepresidente della Società italiana di microbiologia: «La prevalenza della sottovariante Omicron BA.5 è oltre l’80 per cento; BA.4 arriva intorno al 7 e BA.2 è praticamente scomparsa, intorno al 2. La nuova sottovariante BA.2.75, ribattezzata Centaurus, non sfonda: c’è, ma rimane confinata a pochi casi. Abbiamo poi registrato due sottovarianti di BA.5, molto diverse tra di loro, che sono al 5 per cento: una, la BE.1, l’avevamo vista anche 2 settimane fa e notiamo che si sta affacciando. A questo punto credo che sia difficile per Centaurus affermarsi». Questa è almeno la situazione attuale.

 

Il ritardo

Resta però la necessità di arginare la Omicron 5, che come una parte dei pazienti contagiati può testimoniare, può causare anche sintomi non certo leggeri. L’obiettivo delle due case farmaceutiche più avanti nello sviluppo dei vaccini mRna - Pfizer-Biontech e Moderna - era di distribuirli già a fine settembre, ma il percorso non sarà così semplice. Pfizer-Biontech hanno già presentato ad Ema la richiesta di autorizzazione di un vaccino anti Covid bivalente, che copre anche la Omicron, ma nella sua versione iniziale, la Omicron 1. Vista la diffusione della 5, anche alla luce di una richiesta della Fda (l’agenzia del farmaco americana), si sta però lavorando per un ulteriore adattamento. I trial clinici sono in corso, Ema ha assicurato un esame rapido, tenendo conto che comunque il vaccino di base - quello anti Covid - è già autorizzato e collaudato. Simile il percorso di Moderna: la commissione europea ha siglato un accordo che sposta dall’estate all’autunno-inverno le consegne delle nuove forniture e, spiegano da Bruxelles, «l’intesa riguarda anche i vaccini adattati alle nuove varianti BA.4 e BA.5 Omicron, in attesa di autorizzazione da parte dell’Ema».

L'ipotesi vaccino universale

Sullo sfondo prosegue la ricerca per un vaccino che copra tutti i coronavirus, senza inseguire le varianti. Ma non è scontato il successo di questa operazione, anche se è di queste ore la notizia che gli scienziati dello Scripps Research Institute americano hanno scoperto nei macachi anticorpi “pan-coronavirus”, «efficaci contro molte diverse varianti di Sars-CoV-2», ma anche «contro altri virus Sars come Sars-CoV-1, il patogeno altamente letale responsabile dell’epidemia del 2003». Questo potrebbe favorire lo sviluppo di vaccini ad ampia copertura. 

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