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Omicron 2, dieci regole per evitare la seconda infezione: dalla mascherina (non solo al chiuso) al senso di rilassatezza

«Il virus non è ancora sconfitto», dice Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma

Omicron 2, i dieci errori da evitare per non rischiare una seconda infezione
di Graziella Melina
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 23 Marzo 2022, 09:24 - Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 18:00

Il numero dei casi di Covid in continuo aumento, come spiega Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), dimostra in modo evidente che “il virus non è ancora sconfitto”. È quindi fondamentale continuare a mantenere alta l’attenzione, “per evitare di ricadere in ondate epidemiche gravi”. Ecco, allora, quali sono secondo l’esperto i dieci errori da non fare per evitare di contagiare se stessi, reinfettarsi e diffondere il virus a casa e al lavoro. 

Omicron 2, le dieci regole

Anche se presto le nuove regole ci potrebbero consentire di metterla da parte, la mascherina al chiuso va indossata sempre. Che sia quella chirurgica o la più protettiva, ossia l’Ffp2, è bene continuare ad utilizzarla sia al lavoro che nei locali commerciali, nei teatri, al cinema, al ristorante. Non dimentichiamo che al chiuso, senza una adeguata aerazione, il virus si trasmette molto meglio. La nuova variante omicron 2, che ha una contagiosità elevata, non trovando barriere potrebbe dunque infettare senza sosta e alzare la curva dei contagi in modo esponenziale.

Per molti, con l’arrivo della primavera e delle belle giornate, stare senza mascherina all’aperto significa riappropriarsi della libertà finalmente ritrovata. Eppure, fare a meno della protezione sia sulla bocca e che sul naso potrebbe rivelarsi pericoloso ogni volta che ci si ritrova all’improvviso in mezzo ad un gruppo di amici o conoscenti. Non dimentichiamo che, seppure all’aperto, il rischio di contagio c’è sempre, e se si entra in contatto con un’altra persona infetta, senza la protezione e la distanza di sicurezza la probabilità di contagiarsi è molto alta.

La pandemia non è finita

Pensare che la pandemia sia finita soltanto perché l’attenzione mediatica è rivolta ad altre questioni drammatiche che stanno mettendo in pericolo tutti i paesi, è un errore che potremmo pagare caro. Il virus non ha mai smesso di circolare. Di Covid ci si ammala ancora. E se è vero che spesso si tratta di sintomi lievi, non dimentichiamo che purtroppo molte persone continuano a finire in ospedale, in terapia intensiva e alla fine non ce la fanno.

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Un dato è ormai assodato: il vaccino ci protegge dai rischi gravi. Ma credere che anche senza aver completato il ciclo vaccinale è possibile stare tranquilli, perché ormai immuni, è pericoloso. Soltanto dopo aver effettuato il booster, si può ritenere di avere un’immunità che conferisce una protezione dalla sintomatologia grave.

Anche chi fa sport è a rischio

Spesso chi fa sport, ha uno stile di vita sano e non ha particolari acciacchi pensa che anche se si contagia supererà l’infezione senza problemi. Si tratta invece di un convincimento errato. E molti purtroppo lo sperimentano sul campo. La pandemia ci ha insegnato infatti che, anche senza comorbidità, è possibile contrarre l’infezione in modo grave e persino finire in terapia intensiva.

È sbagliato mettere da parte le misure di precauzione, a cominciare dalla mascherina, subito dopo la guarigione dal Covid. Non è infrequente, infatti, la possibilità che ci si possa reinfettare, spesso con una variante diversa. Questa fase della pandemia è infatti caratterizzata da reinfezioni in soggetti guariti e anche vaccinati. Molte persone si sono infettate anche tre volte. A fare la differenza è sempre la capacità del sistema immunitario di reagire all’attacco del virus.

Spesso si pensa che chi si reinfetta contrae comunque una forma lieve della malattia, simile in sostanza ad un raffreddore. Ma si tratta di una falsa convinzione. Non è vero, infatti, che le reinfezioni non possano essere gravi. Sono ormai segnalati casi di persone reinfettate, soprattutto non vaccinate, che possono avere sintomi gravi e si ritrovano in un letto di ospedale per diversi giorni, senza alcuna certezza che la malattia possa essere superata senza complicazioni.

È sbagliato pensare che i bambini, se contagiati, non possano ammalarsi in modo grave. I dati, purtroppo, dimostrano il contrario. In Italia i casi di bambini ospedalizzati o in terapia intensiva, e purtroppo persino deceduti, sono noti. È opportuno, dunque, che i genitori si affrettino a proteggerli con la vaccinazione anticovid.

La nuova variante Omicron non è l’ultima. È quindi sbagliato pensare che ormai il SarsCov 2 possa causare una sintomatologia simile ad un raffreddore e quindi proprio per questo non deve farci paura. Più si allentano le misure di precauzione, più ci si abbraccia e si sta insieme ad amici e parenti come nel periodo pre-pandemico, più il virus circola e dà vita a nuove varianti. E non è detto che la prossima sarà meno pericolosa di quella attuale.

Molti smettono di usare le misure di precauzione perché pensano che ormai il virus sia indebolito e non possa causare una malattia grave. Purtroppo, questo aspetto per il momento non è certo, visto che la pandemia non è ancora finita. Si tratta di un dato osservazionale che non può servire a dare garanzie in modo assoluto. Non dimentichiamo che ogni giorno, a causa dell’infezione, continuano a morire decine di persone.

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