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Long Covid e perdita olfatto, dagli steroidi al plasma: così sarà possibile curarla. Le sperimentazioni

Gli studi pubblicati su Nature: a un anno dall'infezione almeno "decine di milioni di contagiati" nel mondo hanno ancora problemi a percepire gli odori

Perdita olfatto per Covid, dagli steroidi al plasma: così sarà possibile curarla. Le sperimentazioni
5 Minuti di Lettura
Sabato 11 Giugno 2022, 14:57 - Ultimo aggiornamento: 16 Giugno, 15:04

Perdita dell'olfatto dopo l'infezione da Sars-CoV-2? Se da un lato i ricercatori fanno progressi nella comprensione di come il virus la causi, dall'altra si fanno passi avanti anche nella sperimentazione clinica per curare l'effetto collaterale: e tra questi ci sono steroidi e plasma. Lo rileva un articolo pubblicato su Nature.

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Covid e perdita dell'olfatto

Secondo uno studio del 2021 - citato dalla rivista scientifica - che ha seguito 100 persone che avevano avuto casi lievi di Covid e 100 persone che sono risultate ripetutamente negative, a più di un anno dalle infezioni, il 46% di coloro che erano stati infettati aveva ancora problemi di olfatto. Al contrario, solo il 10% del gruppo di controllo aveva sviluppato gli stessi effetti, ma per altri motivi. In più, il 7% di coloro che erano stati infettati presentava ancora la perdita totale dell'olfatto. E visto che oltre 500 milioni di casi di contagio sono stati confermati in tutto il mondo, decine di milioni di persone probabilmente hanno problemi di odore persistenti.

I dati

C'è da dire che, comunque, la comparsa delle diverse varianti del virus ha portato a una minore incidenza di perdita dell'olfatto nei pazienti. Uno studio pubblicato il mese scorso ha riportato i risultati delle interviste a 616.318 persone che negli Stati Uniti hanno avuto il Covid. È risultato, rispetto a coloro che erano stati infettati dal virus originale, le persone che avevano contratto la variante Alfa - la prima variante preoccupante a manifestarsi - avevano il 50% di probabilità in più di avere un'interruzione "chemiosensoriale". Questa probabilità è scesa al 44% per la successiva variante Delta e al 17% per l'ultima variante, Omicron.

 

I motivi della perdita di olfatto

Riconoscere come il Covid possa interferire con il corretto funzionamento dell'olfatto dovrebbe aiutare a creare terapie migliori. All'inizio della pandemia, uno studio ha mostrato che il virus attacca le cellule del naso, "sustentacolari", che forniscono nutrienti e supporto ai neuroni che percepiscono gli odori. Da allora, sono emersi indizi su cosa succede ai neuroni olfattivi dopo l'infezione. I ricercatori, tra cui il biochimico Stavros Lomvardas della Columbia University di New York City, hanno esaminato le persone morte per COVID-19 e hanno scoperto che, sebbene i loro neuroni fossero intatti, avevano meno recettori incorporati nella membrana per rilevare le molecole di odore rispetto al solito.

Gli studi

Altri studi suggeriscono perché solo alcune persone sperimentano la perdita dell'olfatto a lungo termine. A gennaio, un gruppo di ricerca ha riportato di aver trovato una mutazione genetica nelle persone associata a una maggiore propensione alla perdita di olfatto o gusto. La mutazione - un cambiamento in una singola "lettera" o base del Dna - è stata trovata in due geni sovrapposti. Entrambi codificano per proteine ​​che rimuovono le molecole di odore dalle narici dopo che sono state rilevate. Ma non è ancora chiaro come il virsu interagisca con questi geni.

I trattamenti

Intanto si stanno esplorando molti trattamenti. Ma si è ancora all'inizio. Ai pazienti - come forma di "allenamento" per recuperare il senso dell'olfatto - vengono forniti campioni di sostanze dall'odore forte da annusare e cercare di identificare, con l'obiettivo di guidare il ripristino della segnalazione olfattiva. Tuttavia, il metodo sembra funzionare solo con persone che hanno una perdita parziale dell'olfatto. Ciò significa che aiuta circa un terzo delle persone che hanno subito un'interruzione chemiosensoriale dopo il Covid.

Ecco dunque che molti ricercatori stanno sperimentando l'uso gli steroidi, che ridurrebbero l'infiammazione. In teoria gli steroidi potrebbero aiutare, ma i risultati al momento sono contrastanti. Uno studio del 2021 ha trattato 100 persone con anosmia post-Covid. Cinquanta di questi hanno ricevuto anche uno spray nasale con lo steroide mometasone furoato, gli altri 50 no. Non vi era alcuna differenza significativa nell'esito tra i due gruppi.

Il plasma

Un'altra possibilità terapeutica è il plasma ricco di piastrine. Questo è composto dal sangue dei pazienti ed è ricco di sostanze biochimiche che potrebbero indurre la guarigione. Uno studio pilota pubblicato nel 2020 ha seguito sette pazienti a cui era stato iniettato plasma nel naso: cinque hanno mostrato un miglioramento dopo tre mesi. Allo stesso modo, un pre-print pubblicato nel febbraio di quest'anno ha seguito 56 persone e ha scoperto che il trattamento le rendeva più sensibili agli odori. Ma questi sono «numeri davvero piccoli», afferma Carl Philpott, specialista in naso e seni nasali presso l'Università dell'East Anglia, Norwich, Regno Unito.

 

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