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Novavax, come funziona il vaccino proteico in arrivo in Italia: differenze con Pfizer e Moderna

Diversamente dai vaccini Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Johnson&Johnson, Sputnik, che usano tecnologie a mRNA e vettore virale, Novavax è di tipo proteico

Novavax, come funziona il vaccino proteico in arrivo in Italia: differenze con Pfizer-Moderna
4 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Febbraio 2022, 16:06 - Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 10:01

Novavax, il quinto vaccino approvato dall'Ema dopo Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson&Johnson, è un vaccino proteico, ossia contiene frammenti prodotti in laboratorio della proteina Spike, che si trova sulla superficie del virus Sars-CoV-2, e un adiuvante, la saponina. Secondo gli esperti Novavax potrebbe avere un effetto 'persuasivo' su coloro che sono ancora scettici rispetto all'immunizzazione, dal momento che utilizza una tecnica tradizionale trentennale.

Novavax, il vaccino proteico: come funziona

Diversamente dai vaccini Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Johnson&Johnson, Sputnik, che usano tecnologie a mRNA e vettore virale, quello prodotto dalla casa farmaceutica statunitense Novavax non è un vaccino genico ed è stato creato attraverso la tecnica delle proteine ricombinanti. Una tecnologia già ampiamente sperimentata fin dagli anni '80 per esempio contro l'epatite B. NVX-CoV2373, questa la sigla, come qualsiasi altro vaccino ha l'obiettivo di stimolare il sistema immunitario e fargli produrre una risposta contro l'aggressione di un agente esterno. È composto da frammenti proteici del virus partendo dall'immissione in un 'baculovirus' (virus svuotato del suo contenuto genetico) di una porzione di Dna con le informazioni utili a produrre la proteina Spike. In una fase successiva, alcune cellule vengono infettate dal virus e quando il materiale è all'interno, il baculovirus libera il materiale genetico utile alla produzione della Spike. Proteina che, dopo essere stata prodotta, viene rilasciata al di fuori delle cellule. Le nanoparticelle virali contengono fino a 14 proteine Spike, a cui si aggiunge un adiuvante che stimola il sistema immunitario.

Novavax, le differenze con i vaccini a mRna

Un'ingegneria, quella di Novavax, completamente differente dalla tecnologia a mRna (Moderna e Pfizer), che consiste invece nell'iniezione di un frammento di Rna che serve a far produrre soltanto la proteina Spike. Il protocollo del nuovo vaccino prevede la somministrazione di due dosi a distanza di 21 giorni, l'immunizzante resta stabile tra i due e gli otto gradi. Quando viene inoculato, il sistema immunitario si attiva e legge le particelle proteiche come estranee: a questo punto comincia a produrre difese naturali attivando anticorpi e linfociti T e B. 

Efficacia negli adolescenti

Novavax ha annunciato un'efficacia dell'80% negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni e prevede di presentare questi dati alle autorità sanitarie di tutto il mondo 'nel primo trimestre del 2022'. Questo vaccino a due dosi è stato testato negli studi clinici condotti negli Stati Uniti su più di 2.200 adolescenti, in un momento in cui la variante Delta era dominante. Alcuni partecipanti hanno ricevuto il vaccino, altri un placebo. Gli effetti collaterali sono stati generalmente dolore al sito di iniezione, mal di testa o affaticamento. I pochi casi confermati nel gruppo di adolescenti vaccinati sono risultati lievi, secondo la società. 'Riteniamo che il vaccino Novavax offra una tecnologia e un'opzione diverse per questa popolazione più giovane, data la sua tecnologia a base di proteine ben sviluppata già utilizzata in altri vaccini e le risposte positive contro le variantì, ha dichiarato in un comunicato stampa Filip Dubovsky, capo ufficiale medico di questa compagnia americana. Novavax ha anche annunciato studi clinici nei gruppi di età più giovani nel secondo trimestre del 2022. Da gennaio, l'azienda ha presentato all'Agenzia americana per i medicinali (Fda) una richiesta di autorizzazione per il suo vaccino per adulti. Il siero è già autorizzato per adulti in Europa, comprese Francia e Gran Bretagna, e ha ricevuto l'approvazione di emergenza dall'Organizzazione mondiale della sanità.

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