Pillola anti-Covid, speranza negli Usa: un farmaco dimezza morti e ricoveri

L'azienda farmaceutica ha pubblicato i risultati della sperimentazione e ora punta a presentarli alla Fda per l'approvazione

Merck sfida Pfizer, ecco la pillola contro il Covid: «Ridotto del 50 per cento decessi e ricoveri, presto richiesta a Fda»
di Mauro Evangelisti
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Venerdì 1 Ottobre 2021, 12:41 - Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 10:19

Si chiama Molnupiravir, è un nuovo farmaco antivirale da somministrare per via orale che combatte il Covid 19. La sperimentazione ha dato risultati incoraggianti: riduce del 50 per cento i ricoveri e i decessi. Più nel dettaglio, spiega l'azienda farmaceutica americana Merck & Co., che lo ha sviluppato insieme a Ridgeback Biotherapeutics, e che ha reso noto i dati della interim analysis dello studio di fase 3: il 7,3 per cento dei pazienti che hanno ricevuto Molnupiravir sono stati ospedalizzati o sono deceduti entro il ventinovesimo giorno, a fronte di un 14,1 per cento per i pazienti trattati con placebo.

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Il percorso per l'immissione in commercio

Merck (conosciuta in Europa come Msd) richiederà nei prossimi giorni il permesso all'uso per emergenza a Fda (l'autorità del farmaco statunitense) e all'immissione in commercio alle altre agenzie regolatorie nel resto del mondo. La produzione è già cominciata prima del completamento della sperimentazione: 10 milioni di dosi saranno pronte entro la fine del 2021, per poi incrementare le forniture nel 2022. Se questo farmaco sarà autorizzato, si amplieranno le armi a disposizione per difendersi dal coronavirus: i vaccini hanno dimostrato una efficacia rilevante nel ridurre il rischio di infezione e malattia; i monoclonali stanno funzionando bene come cura per alcune tipologie di pazienti; la pillola di Merck va a tagliare, una volta che si sono sviluppati i sintomi, le possibilità di finire in ospedale.

Per questo, ieri il direttore settore prevenzione del Ministero della Salute, il professor Gianni Rezza, ha spiegato: «I risultati sembrano promettenti, ora dobbiamo però vedere i dati per valutarli con attenzione. C'è bisogno di anche di farmaci antivirali. Abbiamo i vaccini che prevengono l'infezione e le forme gravi di malattia, abbiamo i monoclonali che possono essere usati nel trattamento, mancano gli antivirali. Avere un portafoglio di strumenti che ci permettono di combattere la malattia è auspicabile». Anche perché ormai l'eradicazione del virus è esclusa, il futuro è quello della convivenza. Rezza: «Con questi farmaci ci sarebbe un ulteriore passo in avanti tenendo conto che il virus si sta endemizzando. Anche se i vaccini stanno facendo il loro lavoro in maniera superlativa, il Covid-19 continuerà a circolare e sarà sempre possibile avere dei casi. Tra l'altro, ci sono diversi antivirali allo studio in fase 3». Rezza ha parlato nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati settimanali, che confermano il calo costante di nuovi casi, la diminuzione dell'incidenza (37 ogni 100mila abitanti) e il mantenimento dell'Rt, l'indice di trasmissione, sotto a 1 (a 0,83). Tutte le regioni ormai sono a rischio basso, tranne il Lazio che comunque è a rischio considerato moderato. Per ora l'effetto della riapertura delle scuole non si vede, mentre sulla terza dose del vaccino Rezza ha confermato a proposito della somministrazione insieme all'antinfluenzale: «Ci sono alcune nazioni che hanno iniziato a raccomandarla o, quanto meno, a non sconsigliarla. In Italia è ancora allo studio, ma arriveremo presto a una risposta, quanto meno per alcune categorie». 

Le incognite

I contagi stanno diminuendo in tutte le fasce di età grazie all'effetto dei vaccini e del Geen pass, visto che ormai le limitazioni e le chiusure sono al minimo. Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha però ricordato: sta crescendo la percentuale dei vaccinati tra gli over 50, ma sono ancora troppi quelli non protetti. Stando ai dati della struttura commissariale, sono 3,1 milioni, concentrati soprattutto tra cinquantenni e sessantenni. Brusaferro ha confermato che si sta lavorando su una rivisitazione del sistema delle quarantene a scuola. C'è un altro problema su cui vigilare: il contagio sta correndo in alcuni paesi d'Europa con i quali l'Italia ha forti legami. In primis, la Romania (meno di 20 milioni di abitanti), dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati oltre 10mila casi e 169 decessi, e dove il governo ha deciso nuove limitazioni, come il pass vaccinale per andare al ristorante. In Romania meno del 30 per cento della popolazione è vaccinata.

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