Mascherine al chiuso, Gimbe: «No all'abolizione dell'obbligo, il virus circola troppo»

Mascherine al chiuso, Gimbe: «No all'abolizione dell'obbligo, il virus circola troppo»
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Giovedì 21 Aprile 2022, 10:14 - Ultimo aggiornamento: 10:17

Le mascherine al chiuso vanno abolite? Secondo Gimbe no. «La circolazione del virus è ancora molto elevata: il numero di positivi, sottostimato, supera quota 1,2 milioni, i nuovi casi giornalieri sono oltre 50 mila e il tasso di positività dei tamponi supera il 15%. Di conseguenza, abolire l'obbligo di mascherina al chiuso è una decisione molto avventata». Così il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, che precisa come l'incidenza superi i 500 casi per 100.000 abitanti in 72 province. A una decina di giorni dal primo maggio, data in cui dovrebbe decadere l'obbligo delle mascherine al chiuso, comunque nuovi casi, ricoveri, intensive e decessi «presentano una lieve tendenza alla flessione».

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Il dettaglio delle province

La decisione di togliere le mascherine nei luoghi chiusi, per Cartabellotta, è avventata per tre ragioni: «innanzitutto, nei locali affollati e/o scarsamente aerati la probabilità di contagio è molto elevata; in secondo luogo, la vaccinazione offre una protezione parziale dal contagio; infine, ci sono milioni di persone suscettibili, non vaccinate o senza booster. Utile ribadire che la protezione individuale è massimizzata con la mascherina FFP2 e non con quella chirurgica, poco efficace nei confronti di omicron». Le 72 province con un'incidenza oltre i 500 casi per 100.000 abitanti sono: Ascoli Piceno (972), Chieti (931), Isernia (873), Teramo (852), Pescara (851), Avellino (831), Messina (789), Perugia (779), Bari (772), Ravenna (763), Catanzaro (758), Reggio nell'Emilia (756), Salerno (746), Treviso (740), Vicenza (738), Campobasso (735), Padova (732), Venezia (724), Rieti (723), Potenza (722), Caserta (721), Latina (717), Brindisi (697), Rovigo (685), Livorno (684), Benevento (683), Roma (680), Siena (680), Oristano (676), Belluno (662), Forlì-Cesena (654), Fermo (654), La Spezia (650), Massa Carrara (641), Lecce (638), Cagliari 637), Pisa (634), Taranto (631), Asti (631), Parma (629), Modena (626), Nuoro (623), Grosseto (619), Bologna (616), Verona (611), Sud Sardegna (608), Terni (603), Frosinone (601), Rimini (600), Ancona (598), Ferrara (591), Siracusa (589), Napoli (588), Crotone (587), Alessandria (586), L'Aquila (578), Arezzo (577), Vibo Valentia (568), Macerata (562), Genova (555), Firenze (554), Lucca (554), Matera (549), Pistoia (548), Foggia (542), Palermo (540), Viterbo (534), Trieste (525), Mantova (525), Reggio di Calabria (521), Trapani (519) e Verbano-Cusio-Ossola (505).

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Casi Covid in calo

Dopo due settimane di lieve riduzione, appaiono in netto calo i nuovi casi settimanali di Covid-19, che vedono un -19,5% nella settimana 13-19 aprile rispetto alla precedente. Ma «questi numeri sono condizionati da una riduzione di oltre il 20% dei tamponi in conseguenza delle festività pasquali». Ô quanto emerge dal nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. In particolare, nella settimana appena trascorsa, i nuovi casi sono stati 353.193 rispetto ai 438.751 della precedente, con una media di 50 mila contagi al giorno. Sono in calo anche i casi attualmente positivi, passati da 1.228.745 a 1.208.279.

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In calo i vaccinati

Calano ancora i nuovi vaccinati contro il Covid-19: dal 13 al 19 aprile sono stati 6.092 rispetto agli 8.601 della settimana precedente, pari al -29,2%. Mentre le persone attualmente vaccinabili con la prima dose sono circa 4,2 milioni e 2 milioni sono, invece, quelle che potrebbero ricevere subito la terza dose. A puntare il dito contro una «campagna vaccinale al palo» è il nuovo monitoraggio Gimbe. Sono state 39.188.284 le terze dosi di vaccino anti-Covid somministrate fino al 20 aprile (ore 6) e, in base alla platea ufficiale di 46,7 milioni, il tasso di copertura è dell'83,9%, ma con nette differenze regionali: si va dal 78,9% della Sicilia all'88% della Valle D'Aosta. Dei 7,5 milioni di persone che non hanno ricevuto la dose booster, 2 milioni potrebbero riceverla subito, mentre i 5,5 milioni di guariti da meno di 120 giorni non possono riceverla nell'immediato. Sono 6,89 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,69 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da meno di 180 giorni: le persone attualmente vaccinabili sono dunque circa 4,2 milioni. Infine, nella fascia di età 5-11 anni, 1.381.088 bambini hanno ricevuto almeno una dose, con un tasso di copertura del 37,6%, che va dal 20,5% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia. «Che la campagna vaccinale sia ormai al palo - spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - è un dato di fatto, nonostante 4,2 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell'ultimo mese hanno registrato aumenti irrisori. Tra il 20 marzo e il 19 aprile le coperture con almeno una dose sono ferme all'85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di soli 0,2 punti percentuali rispetto alla settimana precedente, passando da 83,9% a 84,1%. Anche le coperture delle terze e quarte dosi procedono molto a rilento, nonostante l'inizio più tardivo e l'estesa platea vaccinabile».

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