Mascherine al chiuso, verso lo stop dal 1° maggio. Obbligo solo al lavoro e sui mezzi di trasporto

In settimana la cabina di regia per valutare l’eliminazione dell’obbligo dal primo maggio

Mascherine al chiuso, il 1° maggio l'addio? Pregliasco: «Necessaria proroga». Omicron spaventa: a Philadelphia torna l'obbligo
di Francesco Malfetano
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Lunedì 18 Aprile 2022, 15:57 - Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 08:52

«Possibilisti, ma come sempre a decidere saranno i dati». Il primo maggio potrebbe davvero essere la data giusta per l’addio alle mascherine al chiuso. Almeno in parte. E cioè mantenendole per un altro mese a bordo dei mezzi di trasporto e - forse - sui posti di lavoro. A sentire il ministero della Salute infatti, i tempi per il penultimo giro di boa delle restrizioni anti-Covid potrebbero essere maturi. Se andasse davvero così, di fatto resterebbe in piedi solo l’obbligo vaccinale per gli over50 fino al 15 giugno. 

Del resto i dati dei contagi sembrano spingere in questa direzione. Sono 18.380 i nuovi casi di Covid registrati ieri - premier Draghi compreso - contro i 51.993 delle 24 ore precedenti e, soprattutto, i 28.368 di lunedì scorso. Numeri però non propriamente affidabili perché pesa “l’effetto Pasqua”. I tamponi processati sono stati infatti appena 105.739 (contro i 334.224), con un tasso di positività “falsato” che è schizzato al 17,4% (+1,8%). 
In ogni caso, come annunciato da Roberto Speranza, si terrà questa settimana una cabina di regia con protagonisti proprio il ministro della Salute, i suoi tecnici e (a questo punto in video conferenza) il presidente del Consiglio. L’idea è anche quella di provare a trovare la “solita” sintesi tra le posizioni di aperturisti e chiusuristi.
Prudenti in realtà ancora diversi esperti. «Aspetterei i dati di maggio - dice ad esempio il direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma, Massimo Ciccozzi - A oggi dico assolutamente di tenerle al chiuso». «Andrebbe un pochino prorogato» spiega il direttore sanitario dell’Ircss Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco. Sulla stessa linea d’onda nei giorni scorsi anche il consigliere del ministero della Salute Roberto Speranza Walter Ricciardi. D’altro canto l’intera strategia anti-Covid del ministro si è basata sulla “massima prudenza”, in linea con le raccomandazioni del presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e quello del Css Franco Locatelli. 

LE POSIZIONI

Di tutt’altro avviso il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. «Credo che la direzione sia quella che si passi a una raccomandazione perché sono convinto che in questi due anni gli italiani abbiano preso una consapevolezza diversa, come per le mascherine all’aperto, e vedo cittadini che le indossano ancora». In altri termini, gli italiani sarebbero ormai in grado di comprendere da soli se si trovano o meno in una potenziale situazione di pericolo. 

Lo stesso Costa però, ammette che il discorso possa in realtà essere differenziato in base alle diverse situazioni. «Una riflessione che invece si può fare è mantenere ancora l’uso della mascherina per i mezzi di trasporto. Questa è la posizione che sostengo io e mi auguro che si possa arrivare a questa sintesi». Non si tratta però della sola eccezione su cui starebbero ragionando a viale Trastevere. Si apprende infatti che è ancora in piedi la possibilità che la mascherina resti obbligatoria nei posti di lavoro al chiuso. Anche in questo caso però, bisognerà attendere le interlocuzioni previste per avere una risposta definitiva. 
Ancora aperto il capitolo scuola. Al momento infatti, la mascherina è obbligatoria per tutti gli studenti che hanno più di 6 anni. Con il nodo peraltro, evidenziato nelle scorse settimane da diverse scuole, dei tanti che hanno compiuto 6 anni in questi mesi. Nelle prime elementari o all’ultimo anno della scuola dell’infanzia, ci sono in pratica classi “miste”, con alcuni alunni in mascherina e altri no. «Per quanto mi riguarda le toglierei anche a scuola - rimarca Costa - soprattutto durante le ore di lezione, i bambini sono seduti al loro posto, penso che oggettivamente anche per loro si possa valutare di non metterle».

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