Green pass in Europa, dalla Francia alla Grecia: le regole Paese per Paese (e dove non serve)

Green pass in Europa, dalla Francia alla Grecia: come funziona il certificato verde Paese per Paese
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Domenica 8 Agosto 2021, 19:15 - Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 01:08

Il Green pass ormai è entrato nella vita quotidiana della maggior parte degli europei. Il lasciapassare sanitario, adottato dall'Ue il primo luglio per consentire i viaggi oltre i confini nazionali, in poco più di un mese è diventato uno strumento indispensabile in una ventina di Stati per godersi in sicurezza una cena al ristorante, un concerto o una visita ad un museo, una partita o un tuffo in piscina: 300 milioni di certificati sono stati già emessi tra i 27. A dispetto di uno zoccolo duro di cittadini che continuano a scendere in piazza contro una misura giudicata discriminatoria e troppo restrittiva per le libertà individuali.

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Green pass: come funziona nei Paesi dell'Ue

Con l'esplosione della variante Delta, che ha riportato i contagi da Covid in crescita, i governi europei sono corsi ai ripari accelerando le campagne vaccinali. Per poi decidere di puntare tutto sul pass sanitario (che attesti la vaccinazione completa, la guarigione dal virus o la negatività a un test), estendendo il suo utilizzo a gran parte delle attività quotidiane. Così in poco tempo è diventato un requisito essenziale per entrare nelle sale cinematografiche e prendere un treno o un aereo in Francia, per visitare un museo in Austria, per cenare al chiuso in Italia (ma dal primo settembre servirà per molto altro) o per soggiornare in un qualsiasi hotel in Portogallo. Così come in Irlanda. In Olanda è necessario per i grandi eventi. In Grecia i ristoranti hanno tre categorie: quelli che ammettono solo persone con certificato di vaccinazione, quelli che accettano anche un test negativo e quelli che garantiscono che tutti i dipendenti siano stati vaccinati. In Romania, il pass amplia le possibilità per accedere alle palestre ed ai luoghi culturali, in Croazia condiziona il numero degli invitati a matrimoni. In Danimarca è impossibile assistere a una partita di calcio con più di 2.000 spettatori senza. Malta lo richiede per entrare nel Paese, in alternativa alla quarantena. La Danimarca è stata tra i primi Paesi ad adottarlo, anche per andare dal parrucchiere. Nelle repubbliche baltiche chi non ha il pass cena fuori, con rigide regole di distanziamento e limiti al numero dei commensali.

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Green pass, i Paesi che non lo utilizzano

Sono rimasti in pochissimi a non aver adottato il pass in modo esteso. Se si escludono quelli con un tasso di vaccinazione ancora troppo basso, come la Bulgaria, tra i grandi Paesi restano fuori Germania e Spagna, che hanno lasciato alle singole regioni la discrezionalità sul suo utilizzo. Proprio in Germania, così come in Francia, sta crescendo il malcontento verso il pass in una fascia della popolazione. Numerose sono state le proteste di piazza per una misura considerata un obbligo di vaccino mascherato, che aumenterà le disparità sociali. Ed il dibattito è destinato ad aumentare, quando il certificato verde diventerà necessario sul lavoro. Se si considera che alcuni Paesi hanno già deciso di imporre la vaccinazione agli operatori sanitari, agli insegnanti o ai professionisti a contatto con le fasce vulnerabili. Al netto delle proteste, il sistema del pass come strumento della quotidianità guadagna sempre più consensi. È attivo anche fuori dall'Ue, in Svizzera, Norvegia, Islanda e Vaticano. Mentre in Israele il suo utilizzo è stato appena esteso, a causa della continua crescita dei contagi. E l'Ue punta a farlo diventare uno standard internazionale, trovando un modo per riuscire a far comunicare tra loro le tecnologie adottate in altri Paesi e continenti.

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