Covid, Gimbe, in 7 giorni contagiati +22,4%, Intensive +12%, morti +22%, ma rispetto al 2020 dimezzati i contagiati da ricoverare

Cartabellotta: «Da 7 settimane continuano ad aumentare i nuovi casi con una media giornaliera più che sestuplicata».

Covid, Gimbe, in 7 giorni contagiati +22,4%, Intensive +12%, morti +22%, ma rispetto al 2020 dimezzati i contagiati da ricoverare
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Giovedì 9 Dicembre 2021, 13:27 - Ultimo aggiornamento: 13:30

Covid, il Gimbe (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) rileva sensibili aumenti in tutti gli indicatori nella prima settimana di dicembre, ma se li si compara allo stesso periodo dell'anno scorso si nota il dimezzamento dei contagiati che necessitano di ricevero.

La settimana dal primo al 7 dicembre ha visto un aumento del 22,4% dei nuovi casi Covid-19, una crescita del 12% dei decessi, del 16,3% di ricoverati e del 13,6% di pazienti in terapia intensiva. Lo rileva monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe.

«Da 7 settimane - spiega Nino Cartabellotta, presidente Gimbe - continuano ad aumentare i nuovi casi con una media giornaliera più che sestuplicata: da 2.456 casi registrati il 15 ottobre ai 15.110 del 7 dicembre». 

In particolare, i nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2 registrati sono stati 105.771 rispetto ai 86.412 della settimana precedente, le persone in isolamento domiciliare 234.040 rispetto a 188.360, i ricoverati con sintomi 6.078 rispetto a 5.227 e i pazienti in terapia intensiva 776 rispetto a 683. Ad aumentare sono stati anche i decessi, pari a 558 negli ultimi 7 giorni (di cui 17 riferiti a periodi precedenti), con una media di 80 al giorno rispetto ai 71 della settimana precedente.

«Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - si rileva un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +16,3% in area medica e +13,6% in terapia intensiva».

Tuttavia, rileva il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, «rispetto allo scorso autunno la percentuale di pazienti che necessita di ricovero ospedaliero sul totale dei positivi si è dimezzata grazie alla protezione del ciclo vaccinale primario nei confronti delle forme severe di malattia».

Nonostante cresca l'aumento della pressione sugli ospedali, nelle ultime settimane si è leggermente ridotta, rispetto al totale degli attualmente positivi, la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica (scesi dal 3,47% del 7 novembre al 2,50% del 6 dicembre) e in terapia intensiva (dallo 0,47% del 21 ottobre allo 0,33% del 6 dicembre). A fronte di un numero di tamponi pressoché costante, è verosimile che la riduzione della percentuale dei pazienti ospedalizzati nelle ultime settimane rispetto ai positivi «sia correlata al progressivo incremento delle terze dosi somministrate, che riportano l'efficacia a valori più elevati», conclude Cartabellotta. 

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