Fungo nero, allarme India: 45.000 contagi in due mesi e 4.200 morti. Dichiarato stato di epidemia

Fungo nero, allarme India: 45.000 contagi in due mesi e 4.200 morti. Dichiarato stato di epidemia
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Giovedì 22 Luglio 2021, 12:22 - Ultimo aggiornamento: 20:50

Il fungo nero continua a terrorizzare l'India. Sono oltre 45.000 i casi della cosiddetta malattia del "fungo nero" negli ultimi due mesi nel Paese con un totale di 4.200 decessi. La mucormicosi, questo il suo nome scientifico, è un'infezione fungina mortale che si sta diffondendo ad alta velocità soprattutto tra i pazienti Covid-19 in India e in pochi altri paesi. Secondo le prime osservazioni di maggio, tutti i pazienti che avevano contratto il fungo nero avevano una cosa in comune in India: una recente guarigione dal Covid-19 in pazienti indeboliti dall'uso di steroidi.

India boom di “fungo nero”, i dati Covid

Stando ai dati reali in India sono oltre 4 milioni i morti per Covid-19 dall'inizio della pandemia allo scorso giugno, fino a dieci volte di più di quanto registrato ufficialmente dalle autorità che ne hanno dichiarati solamente 414mila circa. Lo hanno stabilito ricercatori del Centro per lo sviluppo globale con base negli Stati Uniti lavorando su tre diversi set di dati che puntano tutti nella stessa direzione. I dati utilizzati sono stati estratti dai registri civili in cui sono riportati i decessi in sette stati (in cui risiede la metà della popolazione del Paese) e dalle stime internazionali dell'incidenza dei decessi per fasce di età incrociati con i risultati test sierologici, oltre ai sondaggi sui consumi di 800mila famiglie in tutto il Paese. Rispettivamente, i decessi che emergono sono 3,4 milioni, 4 milioni e 4,9. Quel che è certo è che l'India sta soffrendo una terribile nuova ondata di Covid-19, il cui bilancio delle vittime è rivisto al rialzo in base ai dati sull'eccesso di mortalità. La variante Delta è la responsabile degli ultimi focolai dell'epidemia.

I decessi per fungo nero nei pazienti Covid

Nel totale dei morti per Covid, più di 4.200 persone sono già morte a causa del fungo nero, malattia che di solito è estremamente rara. Le autorità sanitarie temono che il bilancio aumenti ancora, sapendo che la mucormicosi uccide più del 50% dei pazienti. Secondo il governo di Narendra Modi, il fungo nero si è diffuso in India tra i pazienti Covid-19 dopo la loro guarigione. La prima allerta per l'infezione fungina è scattata a maggio dagli ospedali della regione di Bombay, dopo il censimento di 24 casi in due mesi contro i 20 che di solito si contano in un anno. Ora la situazione è drasticamente peggiorata: i pazienti sono 2.000 volte di più e lo stato di epidemia è stato dichiarato.

Cosa è la malattia del fungo nero

La malattia del fungo nero è un’infezione sistemica che viene indotta dal contatto con una muffa del genere Mucor, presente nell’ambiente, nel suolo, nelle piante, nei vegetali in stato di degradazione che vanno a marcire, ma anche nei prodotti da forno come il pane quando viene lasciato a lungo in sacchetti di plastica: sono praticamente le muffe nere che vediamo sui cibi. La stessa muffa viene utilizzata anche nella produzione dei formaggi. Sono muffe che hanno la capacità di proliferare a temperature intorno ai 25-30 gradi. Ce ne sono di vari sottotipi, e una in particolare riesce a sopravvivere anche alla temperatura di 37 gradi, in cui normalmente altre sottospecie non riescono a sopravvivere. Normalmente, dunque, questo tipo di muffa non è patogena per l’uomo, è un microrganismo presente nell’ambiente, che non crea problemi. Esistono però dei fattori di rischio che rendono alcuni indivisui suscettibili alla malattia. È la terza micosi invasiva più importante, dietro la candidosi e l'aspergillosi. Ma rimane estremamente rara, soprattutto nei pazienti che hanno difese immunitarie in buone condizioni. Non è una patologia che colpisce una persona in condizioni normali, perché il sistema immunitario di una persona in salute reagisce bene a queste invasioni fungine. Le persone che invece non sono in grado di debellare queste infezioni sono i soggetti con un sistema immunitario alterato, gli immunodepressi, gli immunocompromessi.

Chi colpisce

La mucormicosi colpisce con più facilità le persone immunocompromesse, con alti livelli di zucchero nel sangue, che hanno ad esempio l'AIDS o che hanno subito trapianti di organi. Secondo i medici, la pandemia Covid-19 ha portato a un aumento dei casi di mucormicosi in India, in parte a causa dell'uso inappropriato di glucocorticoidi, vale a dire gli steroidi, usati per limitare l'infiammazione nei polmoni, a rischio di indebolire il sistema immunitario. Anche il diabete è un ulteriore fattore di rischio per la mucormicosi. Il diabete riduce le difese immunitarie dell'organismo. Il coronavirus li esaspera. Poi gli steroidi, che aiutano a combattere il Covid-19, fungono da combustibile per il fuoco. L'OMS raccomanda per queste motivazioni di evitare l'uso ambulatoriale di corticosteroidi sistemici e altri farmaci immunomodulatori per i pazienti lievi o moderati con Covid-19.

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Come diagnosticarlo

Si tratta di una malattia non facile da diagnosticare perchè si manifesta all’interno della mucosa nasale e non viene percepita molto dal paziente perchè sono assenti dei sintomi specifici. Comincia a farsi notare quando dà già dei segnali importanti a livello sistemico, cerebrale, polmonare perché a quel punto ci sarà un aumento della febbre, ci possono essere anche sintomi nasali, come perdita di liquidi o muco e sintomi cerebrali ancora più importanti, sintomi respiratori o gastrointestinali. Anche l’esame microscopico non aiuta molto, mentre le radiografie rilevano l’infezione solo quando è ormai invasiva. La cosa più importante da fare è procedere con una valutazione delle fosse nasali o del palato, perché in questo caso si vedono delle aree nere, (da questo il nome fungo nero) dove è avvenuta l’invasione fungina.

Quali parti del corpo colpisce

Questo tipo di infezione da lievito colpisce generalmente il viso, la sfera ORL (otorinolaringoiatrica) e i polmoni dei pazienti. È estremamente pericolosa, poiché uccide dal 50% fino al 70% delle persone infette. Appena viene segnalato un caso, è necessario operare rapidamente per evitare che la malattia si diffonda, raggiungendo il cervello del paziente. I chirurghi potrebbero trovarsi costretti a dover rimuovere gli occhi, naso e mascella di alcuni pazienti proprio per impedire che l'infezione raggiunga il cervello, nel qual caso la morte è assicurata. 

I giovani i più colpiti

I giovani sembrerebbero i più colpiti perché il Covid-19 aumenterebbe il loro livello di zucchero nel sangue. L'unica soluzione fino ad oggi: adottare in misure estremamente e strettamente necessarie la quantità di steroidi, in modo da non esporre i pazienti alfungo nero. Sarebbero in crescita anche i casi tra i bambini nello stato del Rajasthan, secondo il quotidiano Hindustan Times. 

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