Farmaci anti-Covid individuati con test su mini-polmoni: «Proteggono dalle forme gravi»

Farmaci anti-Covid individuati con test su mini-polmoni: «Proteggono dalle forme gravi»
3 Minuti di Lettura
Martedì 5 Aprile 2022, 19:14 - Ultimo aggiornamento: 6 Aprile, 09:42

Due farmaci anti Covid-19 sono stati individuati grazie ai test condotti in laboratorio su mini-polmoni, ossia organi in miniatura ottenuti a partire da cellule immature (organoidi). Entrambi hanno dimostrato di riuscire a evitare le forme gravi della malattia.

Reinfezione Covid: donne, under 50 e dopo 7 mesi dalla prima diagnosi, ecco chi è più a rischio

«Proteggono dalle forme gravi»

Sono un anticorpo monoclonale sintetico mirato alla principale arma del virus SarsCoV2, la proteina Spike, e un composto (peptide), che agisce contro uno dei co-recettori del virus. Pubblicato sulla rivista Cells (Mdpi), il risultato si deve al gruppo dell'Università di Roma Tor Vergata coordinato dal genetista Giuseppe Novelli, frutto dela ricerca internazionale condotta in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Università di Toronto e la rete sanitaria no profit americana Renown Health, di Reno.

 

La ricerca

La ricerca è stata realizzata grazie ai finanziamenti della Fondazione Roma e del Ministero Università e Ricerca. Gli organoidi sono minuscoli organi in 3D ottenuti a partire da cellule staminali non embrionali. In questi laboratori viventi è stato possibile misurare il grado di risposta di nuove molecole e nuovi anticorpi monoclonali. Entrambi i farmaci, rilevano i ricercatori, si sono rivelati efficienti nell'impedire l'ingresso del virus nel mini-polmone, con una diminuzione significativa nella produzione delle citochine e chemochine indotta dall'infezione da SarsCoV2. Nonostante sia un campo di ricerca molto nuovo, per Novelli «lo studio dei virus con gli organoidi è considerato un modello entusiasmante per esplorare le interazioni tra cellule umane e virus e la tecnologia potrebbe rendere la risposta alla prossima pandemia molto più veloce. Inoltre, i risultati ottenuti dimostrano che gli organoidi sono un buon sistema per studiare e testare molecole contro le infezioni virali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA