Epatite acuta pediatrica, primo caso confermato in Veneto: bimba ricoverata a Verona

Epatite acuta nei bambini: il caso confermato in Veneto, è una bimba ricoverata a Verona
di Angela Pederiva
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Lunedì 25 Aprile 2022, 18:23 - Ultimo aggiornamento: 26 Aprile, 16:46

Risuona anche in Veneto l'allarme internazionale per l'epatite dei bambini. I sospetti hanno riguardato quattro pazienti, ma per ora solo una rientra nella definizione di caso confermato, secondo i criteri definiti dall'Organizzazione mondiale della sanità. «Si tratta di una bimba ricoverata a Verona», riferisce la dottoressa Francesca Russo, responsabile regionale della Prevenzione, mentre per i due adolescenti che sono stati in cura sempre a Borgo Trento e per la piccola che è seguita al policlinico di Padova «non disponiamo ancora delle relazioni che ci consentono di fare le segnalazioni al ministero della Salute».

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Epatite acuta dei bambini: cosa è?


L'allerta globale è stata diramata per i casi di epatite acuta a eziologia sconosciuta in età pediatrica (già 169 al 21 aprile, con 17 trapianti e una vittima), il che significa che al momento la causa non è nota. «Non c'è solo l'origine infettiva, possono esserci anche quelle tossiche, magari di natura alimentare», spiega il professor Massimo Piergiuseppe Franchi, direttore del dipartimento Materno-infantile dell'Azienda ospedaliera scaligera, dove l'alunna delle elementari è stata accolta a metà della settimana scorsa. «Aveva sintomi lievi sottolinea il primario in particolare stanchezza. Ma questa è una patologia che può non dare una sintomatologia molto evidente, difatti può essere diagnosticata solo attraverso gli esami di laboratorio. Non abbiamo ancora completato le indagini, ma la paziente è in miglioramento e clinicamente non desta preoccupazioni».

 


Epatite acuta a eziologia sconosciuta in Italia


La circolare firmata da Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione sanitaria al ministero della Salute, cita 11 segnalazioni al 22 aprile fra Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana ed appunto Veneto, di cui 4 casi sospetti, 2 possibili e 2 confermati. Per rientrare in quest'ultima categoria, occorrono tre caratteristiche: il soggetto deve avere un'età non superiore a 10 anni; presentare un'epatite acuta con test negativo ai virus dell'epatite A, B, C, D, E; avere le transaminasi alte (in particolare aspartato aminotransferasi e cioè Ast o alanina aminotransferasi e cioè Alt oltre le 500 unità per litro). «Non siamo ancora certi dell'agente virale responsabile specifica Russo quindi non ci sono indicazioni su eventuali misure di quarantena da adottare. Per ora valgono le normali precauzioni igienico-sanitarie, anche perché si tratta di un caso sporadico. Naturalmente resta comunque costituita in Regione l'unità di crisi già avviata per il Covid, così come nelle varie aziende sanitarie sono attivi i comitati per l'emergenza di sanità pubblica e i gruppi operativi a risposta rapida, con cui condividiamo le informazioni in nostro possesso».

Il caso confermato in Veneto

La bambina veronese rimane sotto osservazione. «Almeno finché saranno elevati chiarisce Franchi i valori degli enzimi epatici. Invece sono già tornati a casa i due adolescenti ricoverati in precedenza, quando ancora non si sapeva niente di questa emergenza internazionale, ma continuano ad essere monitorati dal nostro Centro epatiti pediatriche». Nel suo ultimo aggiornamento, l'Oms non offre certezze: «Non è ancora chiaro se si sia verificato un aumento dei casi di epatite o un aumento della consapevolezza dei casi di epatite che si verificano al tasso previsto ma non vengono rilevati. L'adenovirus è un'ipotesi possibile e le indagini sono in corso per l'agente eziologico». In quel caso, si tratterebbe di una famiglia di virus che comprende un centinaio di sierotipi diversi.

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