Epatite acuta pediatrica, la causa è (anche) il Covid? Medici britannici: «Con lockdown e mascherine le difese si sono abbassate»

Continua a crescere l'allarme in tutta Europa. Gli scienziati d'oltremanica (toccati gli oltre 100 casi nel Paese) studiano le correlazioni tra la malattia e il Covid. Oms e Sileri confermano le ricerche inglesi

Epatite acuta pediatrica, le cause legate al Covid? La ricerca inglese
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Martedì 26 Aprile 2022, 11:32 - Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 08:59

Epatite acuta pediatrica, continua a crescere l'allarme tra Europa, Israele e Stati Uniti. Arrivati a quasi 170 casi accertati le indagini continuano per scoprire quali sono le cause di questo fenomeno, che gli scienziati ancora non riescono a spiegarsi. E l'elenco dei paesi colpiti continua a crescere. Regno Unito, Spagna, Danimarca, Irlanda, Italia e Paesi Bassi. Nessuno si salva. Secondo l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), si contano oltre 150 pazienti in dieci paesi, principalmente in Europa. Israele ne conta ad oggi 12 e 9 negli Stati Uniti. 

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Epatite acuta pediatrica, l'allarme cresce

L'origine di queste gravi infiammazioni al fegato resta ancora da determinare ma mentre l'allarme "epatite acuta" cresce dagli studi inglesi arriva una ricerca che ipotizza che potrebbe esserci una correlazione con il Covid più nello specifico con lockdown e mascherineQuesto «aumento crescente del numero di bambini con epatite improvvisa è insolito e preoccupante », spiega Zania Stamataki, dell'Università di Birmingham. I piccoli colpiti dall'epatite acute hanno un'età compresa tra un mese e 16 anni, ma la maggior parte ha meno di 10 anni e diversi addirittura meno di 5 anni. La causa infettiva resta tra le più probabili per ora, ma non è stato identificato alcun legame comune con alimenti contaminati o sostanze tossiche. «Le indagini continuano in tutti i paesi che segnalano casi. Attualmente, la causa esatta dell'epatite rimane sconosciuta», secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

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«No agli allarmismi»

Gli studiosi cercano di scoprire le cause ma nel frattempo cercano anche di non creare allarmismi. «Bisogna sempre prendere le cose sul serio e guardare da vicino, ma non cadere nemmeno nella psicosi perché non sappiamo nemmeno da dove venga» , ha dichiarato Yazdan Yazdanpanah, responsabile delle malattie infettive dell'ospedale Bichat a Parigi e membro del Consiglio Scientifico francese, in una recente intervista a Express.

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Ma perché questo fenomeno è insolito?

L'epatite è un'infiammazione del fegato, in reazione a virus, tossine (farmaci, veleni, ecc.), malattie autoimmuni o genetiche. Spesso di evoluzione benigna, i suoi sintomi principali – febbri, diarrea, mal di stomaco, ittero – si riassorbono rapidamente o rimangono deboli. Più raramente, possono portare a insufficienza renale Il fatto che alcuni tipi di epatite colpiscano i bambini piccoli, tra 1 e 5 anni, sorprende ancora di più gli specialisti, così come la necessità, in alcuni casi, di un trapianto. E i soliti virus che causano l'epatite virale acuta (da A a E) non sono stati rilevati in nessuno dei casi, hanno sottolineato l'ECDC e l'OMS.

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Epatite acuta pediatrica e il Covid

Quindi, ancora zero certezze sulle cause, un’inchiesta internazionale è in corso e per ora si naviga nel mare delle ipotesi. Ma i casi di epatite acuta nei bambini che stanno aumentando in Europa, secondo alcuni scienziati britannici, potrebbero - il condizionale d’obbligo - essere legati al Covid, o addirittura ai lockdown degli ultimi due anni.

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La correlazione con gli adenovirus

Al momento i casi di epatite acuta infantile non sembrano legati a virus dell’epatite già in circolazione. Tra gli studiosi britannici sta crescendo però la convinzione che siano i casi siano causati da adenovirus, un tipico virus che provoca sintomi respiratori (bronchiti, faringiti, ecc.), sintomi oculari (congiuntivite) e disturbi digestivi (gastroenterite). La trasmissione avviene per via oro-fecale o respiratoria, con picchi epidemici spesso in inverno e primavera, e più spesso nelle comunità (asili nido, scuole, ecc.). La maggior parte degli esseri umani viene infettata prima dei 5 anni.

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La ricerca inglese

Ora, secondo “The I” (la nuova versione dell’Independent), la correlazione con la pandemia potrebbe essere da ritrovare nella scarsa esposizione della popolazione, e soprattutto dei bambini, ai virus comuni durante i lockdown e gli ultimi due anni di restrizioni anti Covid. Quindi il lockdown con le limitazioni alle uscite, secondo gli studiosi d'oltremanica, avrebbero fatto sì che i più piccoli possano aver sviluppato basse difese immunitarie.

Difese che una volta tornati alla socialità, per i più  piccoli, tra scuola, sport e feste, erano troppo basse per poter affrontare i virus dopo due anni di chiusure in casa forzate. Secondo questa studio, l’esposizione meno pronta all’adenovirus potrebbe essere stata una delle cause primarie per l’esplosione di casi di epatite acuta nei bambini, tant'è che finora almeno uno su dieci ha avuto bisogno di un trapianto per sopravvivere.

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La causa nei lockdown e nelle mascherine

Secondo una ricerca pubblicata sull'“Eurosurveillance” «in questo momento, l’ipotesi più plausibile sembra essere legata all’adenovirus», cui sono risultati positivi sinora il 77% dei bambini colpiti da epatite acuta inglesi. Di qui, sonoi due le possibilità. La prima: «una variante con una sindrome clinica differente o una variante che già circolava in passato», come riporta Eurosurveillance, «ma che ora sembra avere conseguenze peggiori per i bambini con meno difese immunitarie. In quest’ultimo caso, ciò potrebbe essere causato da restrizioni e distanziamento sociale durante la pandemia Covid». Il professor Graham Cooke, esperto di malattie infettive all’Imperial College di Londra, ha evidenziato che i casi sono esplosi quando Covid e adenovirus circolavano in quantità elevata, a inizio 2022. «È possibile” che quest’ultimo possa essere la causa degli ultimi casi di epatite acuta talvolta estremamente gravi ma per ora siamo nel campo dell’ipotesi», sottolinea Cooke.

 

Epatite acuta pediatrica e vaccino anti-Covid

L’altra strada percorsa dalla comunità scientifica inglese rimanda a una possibile modifica del genoma dell’adenovirus (utilizzato anche per vaccini anti-Covid come AstraZeneca e Sputnik) in seguito a una infezione da Coronavirus, che avrebbe aiutato a generare il ceppo dei casi di epatite acuta ora in aumento. Nelle ipotesi è quindi inclusa anche la possibilità di un legame con il Covid-19, che sta ancora circolando. Il Covid-19 è stato rilevato in 20 dei bambini testati. E altri 19 bambini hanno mostrato una co-infezione con Covid e un adenovirus. Ma «se queste epatiti derivassero dal Covid, sarebbe sorprendente non vederle distribuite più ampiamente vista l'elevata circolazione di Sars-Cov2», ha osservato Graham Cooke.  Dopo più di due anni di pandemia, la questione di un "debito" immunitario che renderebbe più fragili alcuni bambini viene sollevata dagli scienziati ma senza certezza. Per ora si potrebbe escludere un possibile ruolo dei vaccini anti-Covid. La grande maggioranza dei bambini non è stata vaccinata, riferisce l'OMS. La prossima settimana dovremo saperne di piùcon la pubblicazione di una larga e rapida inchiesta internazionale. In ogni caso però, gli scienziati d'oltremanica, sembrano certi di una cosa: l'epatite acuta non sembra aver alcun legame con i vaccini anti Covid, in quanto dei 108 bambini colpiti dalla malattia nel Regno Unito nessuno di loro era stato vaccinato, poiché in Gran Bretagna si vaccina dai 12 anni in su. 

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Le osservazioni di Sileri

«Non c'è correlazione con il nuovo coronavirus, né con il vaccino Covid. L'ipotesi più verosimile sembrerebbe una possibile infezione da adenovirus, che normalmente non causa epatite, ma che magari in concomitanza con un'altra infezione o con altri fattori determina un danno epatico grave che può dare epatite. Sono ancora pochi casi, per questo non se ne conosce molto». Lo chiarisce il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenuto questa mattina a Radio Inblu 2000, parlando delle epatiti acute di origine sconosciuta nei bimbi. «Non è stato il vaccino contro Covid-19, non c'è vaccino per bimbi sotto i 5 anni, nel Regno Unito non li vaccinano sotto i 10 - rimarca Sileri - non c'è correlazione con il vaccino né col virus. Nella maggioranza dei casi è stata identificata una positività all'adenovirus, ma questo non basta a stabilire una relazione». Ma Sileri ci tiene a non far allarmare i genitori. «In Italia abbiamo una decina di segnalazioni, un trapianto è stato fatto e tre casi sono confermati» ma «attenzione a pensare che ogni caso di epatite in bimbi sia di origine sconosciuta, perché anche se rara, questa malattia c'era anche prima». Così, a Radio InBlu2000, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che ha aggiunto: «i casi sospetti di epatiti acute saranno probabilmente sovrastimato rispetto ai reali. Attenzione quindi al fiorire di segnalazioni ma poi molti andranno tolti dal computo finale».

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Il report dell'Oms

E ora arriva anche la conferma dell'Oms. Le incognite sull' epatite acuta dei bambini che ha portato a 169 casi ufficiali contati dall'Oms, 17 trapianti e ad una vittima, sono ancora molte e manca ancora la risposta ufficiale alla domanda più importante, cioè cosa abbia causato questa emergenza, ma si rafforza, con la cautela del caso, attraverso le parole ufficiali di un report di aggiornamento della situazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'ipotesi di un ruolo di un adenovirus. «L'adenovirus è un'ipotesi possibile» scrive l'Oms, aggiungendo che le indagini sono in corso e dettagliando il ragionamento che ha portato a questa conclusione che attende altre verifiche. Sia in Gb che in Olanda si è registrato un notevole aumento della circolazione dell'adenovirus e dai test era stato rilevato in 74 casi mentre in 19 è stata trovata un'infezione da Covid più adenovirus. Molti casi hanno riportato sintomi gastrointestinali inclusi dolore addominale, diarrea e vomito che hanno preceduto la presentazione con epatite acuta grave e livelli aumentati di enzimi epatici. «La maggior parte dei casi non aveva la febbre. I virus comuni che causano l' epatite virale acuta (virus dell' epatite A, B, C, D ed E) non sono stati rilevati in nessuno di questi casi. I viaggi internazionali o i collegamenti ad altri paesi sulla base delle informazioni attualmente disponibili non sono stati identificati come fattori» spiega l'Oms. «Il Regno Unito, dove fino ad oggi è stata segnalata la maggior parte dei casi, ha recentemente osservato un aumento significativo delle infezioni da adenovirus nella comunità (in particolare rilevate nei campioni fecali nei bambini) a seguito di bassi livelli di circolazione all'inizio della pandemia di COVID-19. I Paesi Bassi hanno anche riferito di una concomitante crescente circolazione di adenovirus nella comunità. Tuttavia, a causa del miglioramento dei test di laboratorio per l'adenovirus, questo potrebbe rappresentare l'identificazione di un raro esito esistente che si verifica a livelli non rilevati in precedenza che ora viene riconosciuto a causa dell'aumento dei test» conclude l'Organizzazione Mondiale della Sanità

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