Doppia pandemia, autunno a rischio infezione Covid e influenza. Andreoni: «Non c’è da stare tranquilli»

All’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sono stati identificati infatti i primi casi di contagio da virus influenzale "australiano"

Doppia pandemia, autunno a rischio infezione Covid e influenza. Andreoni: «Non c è da stare tranquilli»
di Graziella Melina
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Sabato 24 Settembre 2022, 18:25 - Ultimo aggiornamento: 19:45

Starnuti, tosse e febbre sembrano non dare più tregua. Archiviata ormai la stagione estiva, gli italiani si ritrovano a fare i conti con il solito dilemma: si tratta di Covid oppure del virus influenzale? Il dubbio, in realtà, è lecito visto che quest’anno ad attenderci al varco ci sarà una doppia infezione. Se durante la pandemia, il lockdown e l’utilizzo appropriato delle misure di sicurezza hanno scongiurato, o quantomeno ridotto, la diffusione del virus influenzale, i prossimi mesi potrebbero rivelarsi davvero complicati.

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“I dati che arrivano dall’emisfero australe – spiega Massimo Andreoni, direttore di malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali - stanno a indicare che probabilmente avremo una stagione con un’importante circolazione del virus influenzale. Già le prime avvisaglie le abbiamo avute anche in Italia”.

I casi di virus influenzale "australiano"

All’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sono stati identificati infatti i primi casi di contagio da virus influenzale "australiano". Si tratta di 16 bambini che si sono rivolti al Pronto soccorso dell'Ospedale da fine giugno a oggi per problemi all'apparato respiratorio. A preoccupare gli esperti, però, è il fatto che alla potenziale aggressività del virus, soprattutto in soggetti fragili e immunocompromessi, non corrispondono adeguate strategie di sanità pubblica per evitare che l’infezione possa provocare danni gravi.

Il fattore lockdown

“Nelle ultime due stagioni – ricorda Andreoni - grazie al lockdown e a misure di contenimento del sars cov 2, il virus influenzale ha circolato poco. Questo significa che oggi la diffusione del virus trova una popolazione immunologicamente meno preparata, cioè ha meno anticorpi”. E può quindi incorrere in una malattia grave. Senza contare poi che la campagna vaccinale, dopo l’emergenza pandemica, non è più considerata una priorità.

 

I rischi della mancata vaccinazione

“Un ulteriore elemento di preoccupazione – prosegue l’infettivologo – è legato al fatto che mentre negli ultimi due anni c’è stata una grande adesione alla vaccinazione antinfluenzale, quest’anno probabilmente ci sarà meno attenzione. Questo anche perché c’è una certa stanchezza alla profilassi; per di più, nei due anni precedenti avere una sindrome influenzale poteva significare doversi rivolgersi al pronto soccorso per paura del covid. Attualmente questa paura è diffusa di meno”. In sostanza, per evitare il rischio di una doppia infezione o anche semplicemente per escludere che la febbre era dovuta all’influenza, in molti hanno deciso di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. Ora però, con la pandemia ancora in corso e con la diffusione del virus influenzale in anticipo rispetto agli altri anni, la situazione può sfuggire di mano.

L'inverno a due virus

“Il rischio è che ci sarà una grande circolazione del virus influenzale – mette in guardia Andreoni – E non c’è da stare tranquilli. Ricordiamo che l’influenza ogni anno porta dai 5mila ai 15mila decessi nella popolazione italiana. Non è in sostanza una malattia banale. Il consiglio è dunque di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale e anticovid, nella stessa seduta. La raccomandazione vale per tutte le fasce d’età, ma in modo più stringente per i soggetti ad alto rischio, ossia gli ultra 60enni e le categorie fragili”. Ma considerato che i tempi di inizio della campagna vaccinale contro l’influenza variano da Regione a Regione, è fondamentale continuare a utilizzare le misure di precauzione già note. “Dobbiamo mettere in conto che avremo un inverno in cui circoleranno i due virus – rimarca Andreoni - determinando un grande numero di casi per le due patologie. Non dimentichiamo che il covid continua a causare decessi, non è una malattia banale se non si è vaccinati. Per questo, è importante utilizzare le misure di contenimento, seppure non più obbligatorie, a cominciare dalle mascherine, sia negli ospedali che sui mezzi pubblici. E poi è sempre necessario disinfettarsi le mani quando si torna a casa. Sono comportamenti di sanità pubblica, fondamentali per evitare la diffusione del virus e per scongiurare il rischio che le persone fragili si ammalino e finiscano in ospedale”.

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