Diabete, l'insulina sarà iniettata ogni 7 giorni: confermata l'efficacia del nuovo farmaco sintetico

Diabete, l'insulina sarà iniettata ogni 7 giorni: confermata l'efficacia del nuovo farmaco sintetico
di Maria Rita Montebelli
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Mercoledì 28 Aprile 2021, 08:08 - Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 16:42

Nell'anno in cui l'insulina spegne le sue prime cento candeline, si profila una vera rivoluzione nel trattamento del diabete: una nuova insulina sintetica che si somministrerà solo una volta a settimana. È l'insulina icodec, un analogo del farmaco ma a lunghissima durata d'azione.
Una volta iniettata, si lega all'albumina, creando una sorta di deposito, dal quale viene rilasciata gradualmente e in modo continuo nella settimana. Il meccanismo garantisce un'efficacia costante nel controllare i livelli di glicemia e il paziente non è esposto al rischio di un pericoloso crollo degli zuccheri nel sangue (ipoglicemia), perché il rilascio dell'insulina ipertecnologica dal suo deposito avviene in maniera controllata e graduale.
Di questa nuova realtà si è parlato molto durante l'ultimo congresso dell'American Diabetes Association. Poi, la pubblicazione di uno studio su New England Journal of Medicine, ne aveva dimostrato la non inferiorità rispetto all'insulina glargine, una di quelle a somministrazione giornaliera, più utilizzate al mondo. Adesso, la pubblicazione di due studi sulla rivista Diabetes Care, fa segnare un ulteriore passo avanti verso l' arrivo dell'insulina del futuro nella pratica clinica.

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LA SICUREZZA
Il primo lavoro, 205 pazienti arruolati in sei Paesi europei e negli Stati Uniti, ha dimostrato l'efficacia e la sicurezza. Il secondo, condotto su 154 pazienti, selezionati in Italia, Nord America, Repubblica Ceca, Germania è andato a valutare quale fosse il modo migliore per far traghettare il paziente dalle somministrazioni quotidiane alla nuova icodec.
«Un'insulina a somministrazione settimanale - commenta Ildiko Lingvay, docente di Medicina interna alla University of Texas Southwestern Medical Center (Usa) e primo autore di entrambi gli studi - potrebbe rappresentare una rivoluzione, sia migliorando l'aderenza dei pazienti alle prescrizioni del medico, che riducendo il carico assistenziale di operatori sanitari e persone che si occupano di pazienti anziani».
Gli italiani con diabete sono circa quattro milioni, la maggior parte dei quali (90%) è affetta da diabete di tipo 2.
Oltre a tutti i pazienti con diabete di tipo 1 (200 mila) anche un paziente su tre (mezzo milione di italiani) di quelli trattati per il diabete di tipo 2, è in cura con l'insulina. Una delle complicanze più temute del trattamento del diabete è l'ipoglicemia, un improvviso crollo degli zuccheri nel sangue che si manifesta con tremori, forte stanchezza, annebbiamento della vista e graduale perdita di coscienza, fino al coma.


LO ZUCCHERO
È per far conoscere meglio questa complicanza e correggerla rapidamente (con la somministrazione di zucchero o, nei casi più gravi, di glucagone, da poco disponibile anche in forma inalatoria, oltre che per iniezione sottocutanea) che nasce la campagna Ipoglicemia non farti sorprendere, promossa da Diabete Italia Onlus e Portale Diabete con la Società italiana di Diabetologia, l'Associazione medici diabetologi, la Società italiana di Endocrinologia e Diabetologia pediatrica e il supporto non condizionato di Lilly. Domani, giovedì 29, alle 11,30 appuntamento online con gli specialisti per tutte le informazioni su diabete e ipoglicemia (https://www.ipoglicemianonfartisorprendere.it/la- campagna/ipoglicemia-informarsi-e-il-primo-passo/).

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