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Variante inglese Covid, Iss: «È prevalente con il 54% dei casi». Locatelli: «Vaccino, una dose per chi ha avuto il virus»

Martedì 2 Marzo 2021
Variante inglese Covid, Iss: «È prevalente con il 54% dei casi. La brasiliana dall'Umbria verso Lazio e Toscana»

«Dai dati emerge una chiara espansione geografica dall'epicentro umbro a regioni quali Lazio e Toscana della cosiddetta variante brasiliana che deve essere contrastata con le massime misure di mitigazione». Lo evidenzia la nuova 'flash survey' condotta dall'Istituto superiore di sanità (Iss) e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler sul monitoraggio delle varianti in Italia.

La cosiddetta variante inglese del virus SarsCov2 sta diventando quella «prevalente» nel paese, e in considerazione della sua maggiore trasmissibilità «occorre rafforzare/innalzare le misure di mitigazione in tutto il Paese nel contenere e ridurre la diffusione del virus, mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt a valori sotto 1 e l'incidenza a valori in grado di garantire la possibilità del sistematico tracciamento di tutti i casi».

 

Il rapporto dell'Iss ----> Scarica il pdf

 

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La variante inglese dilaga in Italia

In Italia il 54% delle infezioni Covid-19 è dovuto alla variante inglese del virus SarsCov2, il 4,3% a quella brasiliana e lo 0,4% a quella sudafricana. La stima viene dalla nuova 'flash survey' condotta dall'Istituto superiore di sanità (Iss) e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Al 18 febbraio scorso, rileva l'Iss, la prevalenza della cosiddetta variante inglese del virus era del 54,0% con valori oscillanti tra le singole regioni tra lo 0% e il 93,3%, mentre per quella brasiliana era del 4,3% (0%-36,2%) e per la sudafricana dello 0,4% (0%-2,9%).

 

 

 

 

Per l'indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del ministero della Salute dello scorso 17 febbraio. Il campione richiesto, spiega l'Iss, è stato scelto dalle Regioni/PPAA in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all'indagine le 21 Regioni/PPAA e complessivamente 101 laboratori, e sono stati effettuati 1296 sequenziamenti.

 

Locatelli: «Vaccino, una sola dose per chi già ha avuto il Covid»

«Per quanto riguarda i soggetti che sono stati già infettati in passato da Sars-Covid 2 domani verrà diffusa una circolare del dipartimento generale della prevenzione» del ministero della Salute, «per la quale c'è stato un parere sia dell'Aifa sia del Css, in cui per i soggetti già infettati ci sarà una sola dose di vaccino in quanto l'infezione svolge di fatto un ruolo di "priming". Questo con la sola eccezione dei soggetti immunodepressi». Lo dice il presidente del Css Franco Locatelli in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Ultimo aggiornamento: 23:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA