Vaccini, «Pfizer e Moderna sicuri in gravidanza e proteggono il feto dal virus»: lo studio Usa sui farmaci a mRNA

Vaccini, lo studio Usa: «Farmaci a mRNA sicuri in gravidanza e proteggono il feto dal virus»
di Michela Allegri
4 Minuti di Lettura
Giovedì 22 Aprile 2021, 16:56 - Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 12:37

I vaccini di tipo mRNA contro il Covid, cioè quelli prodotti da Pfizer/BionTech e Moderna sembrano essere sicuri anche nel periodo della gravidanza. Emerge dai dati pubblicati sul New England Journal of Medicine: il farmaco immunizzante non determina effetti collaterali durante la gravidanza e non aumenta il rischio di aborto. Si tratta di una notizia importante, visto che per le donne incinte il coronavirus può essere particolarmente insidioso: oltre al rischio di esiti gravi, come il ricovero in terapia intensiva, può subentrate anche quello di parto pretermine.

Test salivari Covid, come funzionano. I kit devono avere la marchiatura CE

Vaccini, a ottobre possibile via a minorenni. Cts: «Entro giugno ok da agenzie regolatori»

Dallo studio, coordinato da scienziati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, emerge che i vaccini a mRNA sono sicuri anche nei mesi dell’allattamento e, comunque, i benefici superano decisamente i rischi. La raccomandazione iniziale dell’Oms era stata quella di non sottoporre le donne incinte al vaccino, per mancanza di dati, visto che non sono state coinvolte nella sperimentazione. Ma le cose sono cambiate da febbraio: l’Oms ha modificato le linee guida, anche in considerazione dei maggiori rischi evidenziati per le gestanti contagiate.

AstraZeneca, una trombosi su 2,5 milioni (0,000095%): un uovo è più pericoloso

Due bimbe nate con gli anticorpi, le madri vaccinate durante la gravidanza. Primo caso in Italia


I ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche relative 35.691 donne incinte tra il 14 dicembre 2020 e il 28 febbraio 2021, di età compresa tra i 16 e i 54 anni. I dati sono stati raccolti dal sistema di sorveglianza V-Safe, un’applicazione che i vaccinati americani possono utilizzare per segnalare sintomi e reazioni avverse legate alla somministrazione del farmaco anti-Covid. Uno dei sintomi più comuni per le donne in dolce attesa è stato il dolore nel punto dell’iniezione - l’incidenza  delle segnalazioni è stata più frequente rispetto alle non gestanti -, ma sono stati segnalati meno spesso mal di testa, dolori muscolari, brividi e la febbre. Quattromila donne incinte vaccinate sono state incluse nel registro V-safe in modo da monitorare le loro condizioni fino al parto. In 827 hanno completato la gravidanza e, di queste, 712 hanno dato alla luce un bambino nato vivo. In 115 casi, invece, si è verificato un aborto. Nel 9,4 per cento dei casi sono stati registrati parti prematuri, mentre nel 3,2 per cento nascite sottopeso. Questi dati sono in linea con quelli pre-pandemici.

 


I ricercatori hanno comunque sottolineato che sono necessari più studi a lungo termine per valutare la sicurezza del vaccino anti-Covid durante la gravidanza, e servirebbero i dati relativi ad una platea di gestanti molto più ampia. «È necessario un monitoraggio continuo per valutare ulteriormente gli esiti associati alla vaccinazione materna Covid-19, anche nelle prime fasi della gravidanza», hanno scritto. Ma si tratta senza dubbio di risultati positivi. C’è di più: un'altra ricerca pubblicata il mese scorso ha dimostrato che i vaccini mRNA Covid-19 di Moderna e Pfizer, oltre a essere sicuri, sono anche efficaci nel proteggere sia le donne in gravidanza e in allattamento che i loro neonati. Lo studio ha infatti dimostrato che le madri possono trasmettere anticorpi ai loro piccoli. Un dato che è emerso anche da uno studio condotto dal Massachusetts General Hospital e dal Brigham and Women Hospital di Boston e pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology. Sono state monitorate in tutto 131 donne: 84 in gravidanza, 31 in allattamento e le altre in condizioni normali, tutte vaccinate con un vaccino Pfizer/BionTech oppure Moderna. In particolare è stata verificata la produzione di anticorpi anti Sars-CoV 2, che è risultata del tutto sovrapponibile nelle tre tipologie di donne. Gli anticorpi sono stati trovati anche nel cordone ombelicale e nel latte, e sono stati trasmessi sia al feto che al neonato allattato al seno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA